Linea d'ombra - anno XV - n. 121 - gennaio 1997

delle parole che possono pure suonare enfatiche, si tratta di una realtà concreta e _operativa. La chiamano "improvvisare dentro la partitura". Essere rigorosamente dentro la partitura, altrimenti si perde la precisione e si cade nell'arbitrio; però allo stesso tempo improvvisare, altrimenti si perde la sensibilità al mutamento e si cade nella ripetizione meccanica. Il lavoro dell'attore si svolge sotto il segno della necessità. L'attore non può fare ciò che vuole e neppure può eseguire meccanicamente ciò che fa. Non nel fare ciò che vuole, ma nel volere ciò che deve fare - nell'essere dentro la partitura data - consiste la sua cosciente libertà. Il lavoro dell'attore, se è un "vero" attore, è per essenza crudele. Nella logica di Artaud, il teatro della crudeltà non è un teatro tra tanti possibili: è l'unico vero teatro. C'è una storia del teatro che si sviluppa in orizzontale. Gli scontenti che la abitano sono gli innovatori. Gli innovatori trasmigrano continuamente a un teatro al l'altro alla ricerca di nuove tecniche per fare teatro. Poi c'è un'altra storia, che si sviluppa in verticale. I suoi abitanti più inquieti sono i visionari. I visionari escono dal territorio di tutti i teatri, alla ricerca di un valore originario, e perciò permanente, del teatro. Le due storie sono sempre un po' mischiate, nella realtà, gli innovatori sono sempre un po' visionari, e viceversa. Ma per pensare conviene tenerle separate. Artaud ha certo da insegnare anche sul come fare teatro, ma il suo vero insegnamento riguarda il perché fare teatro: non tanto le tecniche, quanto il valore, il senso. Uscendo dal territorio di tutti teatri, i visionari come Artaud sconfinano nella vita; e da questa prospettiva il teatro gli si rivela come un luogo di miseria, nel quale si può costruire tuttavia "una trascendente esperienza di vita". La condizione dell'atleta del cuore non è desiderabile solo per la dignità dell'attore. Anche per l'uomo fuori del teatro c'è il problema di non agire a caso né per automatismo, cioè di porsi in annonia con il (proprio) destino. Si dice che come doppio del teatro, già nel titolo del suo libro, Artaud abbia voluto indicare la vita. Vero. Ma si deve precisare che il rapporto di doppio non si istituisce, per lui, genericamente tra teatro e vita, ma specificamente tra vera vita e il vero teatro che è il teatro della crudeltà. Nella possibilità di trascendenza (di uscita in verticale) risiede il valore del teatro. C'è un rischio, però: in quanto la possibilità può essere vissuta come obbligo a un adempimento totale o, al contrario, come costrizione a una rinuncia altrettanto totale. Due alternative che sono impraticabile la prima, distruttiva la seconda. La possibilità sta in mezzo. Non nella trascendenza sta il valore del teatro, se il valore è - come deve essere - qualcosa di concreto. Il valore del teatro sta nella nostalgia della trascendenza. Nostalgia nella pienezza semantica e morale di consapevolezza della possibilità e di impegno ad acquisire gli strumenti che la rendono praticabile, anche se non la si potrà mai realizzare nella sua interezza. Costa fatica, la nostalgia. Quello da cui si deve potere (e volere) uscire, è lo spettacolo a caso o a pappagallo eretto a legge del mestiere e mai sentito come pungolo alla trascendenza. Questo per il teatro: trovare gli equivalenti per la vita non è difficile. Contro il confonnismo che ripete a pappagallo e contro il velleitarismo che improvvisa a caso, è la nostalgia di una piena coscienza ali' azione che dà valore alla vita. È di questo che parla Artaud confrontando, opponendo, identificando teatro e vita. Se si rispetta la lettera, il suo discorso è tutt'altro che rassicurante. DONZELLEI DITORE"LINEAD'OMBRA" Vi invitano Lunedì 20 gennaio 1997 alle ore 21 TeatroFranco Parenti Via P. Lombardo, 14 Milano a una serata per MARISABULGHERONI in occasione del 'uscita del suo libro APPRENDISTDAELSOGNO intervengono VITOAMORUSO,GOFFREDOFOFI, BARBARALANATI conduce MARIANADOTTI le attrici ORIETTANOTARI e SONIAGESSNER leggeranno alcuni racconti tratti da APPRENDISTDAELSOGNO e poesie di EMILYDICKINSON,AMELIAROSSELLI, DELMORESCHWARTZE, UGENIOMONTALE, JACKKEROUAC,GREGORYCORSO e DIANEDI PRIMA 7 ro Tassadit Yacine Nuara ~ Quadernopoetico ,..,,J di una donna cabila DistribuzionlnibererPiaOE a cura di Domenico Canciani Edizione illustrata e numerata lire 80.000

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