Linea d'ombra - anno XV - n. 121 - gennaio 1997

meno erano orgogliose dei propri trucchi, ma piuttosto sembravano ignare della loro sventata abilità, dell'ignoranza che manifestavano, e di Boomer in attesa di catturarle con il chiodo acuminato. La piega nel mezzo degli ampi fogli di giornale agiva come una sorta di colonna vertebrale, ma le ali non erano coordinate. I tabloidi volavano un po' meglio dei quotidiani di grande formato. I piccoli ritagli spiegazzati erano i più fantastici. Alcune notti l'aria ne sembrava colma. Alla vista ubriaca di Boomer le lettere parevano volare via dalle pagine. Alzava la lanterna e il bastone e, mentre titoli e frasi gli sciamavano intorno, correva agitando le braccia come un uomo che scaccia uno stormo di piccioni. Quando li trafiggeva con il chiodo, pensava ali' Antico Marinaio e ali' Albatro, poiché, naturalmente, si era imbattuto nello spaventevole poemetto più e più volte. Conduceva a buon fine più cose nelle notti senza vento, quando gli rimanevano a volte diverse ore di primo mattino per se stesso. Si sistemava a gambe incrociate nella casa ed appendeva la lanterna ad un chiodo che aveva conficcato ali' altezza giusta. I muri scheggiati rilucevano ed il piccolo luogo si faceva tiepido. I suoi studi si potevano suddividere in tre gruppi, e lui stesso li classificava mentalmente in tal modo. Il primo e di maggior consistenza numerica: tutto ciò che pareva riguardare direttamente lui, la sua professione, e ogni tipo di istruzione o ammonimento a.ciò attinente. Il secondo: storie di altre persone che gli catturavano I'immaginazione, le cui carriere seguiva di giorno in giorno sui giornali ed in frammenti di libri e lettere; e delle cui ulteriori avventure rimaneva in perpetua vigile attesa. Il terzo: gli argomenti che non poteva affatto capire, che lo sorprendevano confondendolo completamente ma che allo stesso tempo lo interessavano tanto da indurlo a conservarli ed a leggerli. Cercava, in modo quasi spasmodico, di far rientrare questi prima nell'una, poi nell'altra delle prime due categorie. Forniamo qui alcuni esempi da ciascun gruppo. Dal primo: "Il Discepolo trarrà tanto più giovamento quanto più si isolerà da tutti gli amici e conoscenti e da qualsivoglia preoccupazione terrena, per esempio lasciando l'abitazione in cui dimorava e traslocando in un'altra casa o stanza in cui possa ritirarsi nella massima riservatezza possibile ... [illeggibile] addiviene ad utilizzare le proprie facoltà naturali più liberamente nella ricerca disciplinata di ciò che tanto intensamente desidera". Esempio senz'altro chiaro quanto basta. Questo invece era il tipo di ammonimento che lo preoccupava: "L'abitudine di sottoporre ad attenta lettura i periodici può essere senza dubbio aggiunta al catalogo di Averroè degli Anti-Mnemonici, ovvero dei fattori che indeboliscono la memoria. Anche 'cibarsi di frutti acerbi; contemplare nubi ed altre entità che si muovono sospese nell'aria (questo era il caso suo); cavalcare tra una moltitudine di cammelli; ridere spesso (no); ascoltare sequenze di amenità ed aneddoti; l'usanza di leggere pietre tombali nei cimiteri, eccetera."' (E quest'ultime potevano essere pertinenti). Dalla seconda categoria: "Ha dormito circa due ore ed è tornata al suo posto nel buco portando con sé la bandiera americana, e poi se l'è posata accanto. Il marito le porta fuori i pasti. Lei ha annunciato che intende rimanere nel buco finché la Compagnia Pubblica dei Servizi Sociali accantonerà l'idea di piantarvi un palo". Boomer si interrogò su questa signora per due notti. La terza trovò ciò che segue; secondo il suo modo di vedere, gli parve chiarire un poco la situazione. Era parte di una pagina di libro, mentre la prima citazione era tratta da un giornale. STORIE/BISHOP 77 "Sua Signoria presupponeva di avere, in qualsiasi momento della vita, ogni privilegio - ciò la rendeva dolcemente bella, quasi magnanima: cosicché lei non notava gli occhietti protuberanti degli insetti sociali minori, spesso dotati di un tale campo visivo, da ...". Ci sarebbero però forse volute due altre notti o due settimane, prima che trovasse il passo successivo della sequenza. Nel terzo gruppo - le cose che affascinavano senza essere comprese - Boomer conservava cose d'ogni genere, di questo tenore (una fascetta di carta rosa intatta): "Occhiali da gioco con occhi semovibili. Mettete gli occhiali e prendete il boccaglio tra le labbra. Soffiatevi aria ad intermittenza. Gli occhi e le sopracciglia si alzeranno ed abbasseranno. Il movimento può essere effettuato in modo rapido o lento a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Se le stanghette sono troppo corte, ad esempio nel caso si abbia una testa grossa, piegate la porzione ricurva attorno all'orecchio. La celluloide è infiammabile! Quindi non avvicinatevi con i vostri occhiali ad una fiamma viva!!" Gli pareva che questa citazione fosse più pertinente ali 'insieme degli ammonimenti che lo riguardavano. Ma se si sentiva in grado di ottemperare all'ultimo consiglio, vi erano molte cose delle precedenti istruzioni che non riusciva a capire. O anche una cosa del genere, scritta a matita su carta da lettera, stinta ma leggibile: "Mi davano fastidio i denti, e ne ho fatti togliere tre di quelli grandi, perché a volte mi rendevano nervosa e mi facevano star male, e questo è il motivo per cui non sono stata in grado di spedire la mia lezione anche se penso di essere capace di scrivere come tutti gli Autori, perché credo ci sia nella mia testa più che in qualsiasi altro tipo di lavoro, dato che mi concentro sulle lezioni, spesso, molte volte. Signor Margolies, penso a come quegli Autori scrivano storie tanto lunghe di 60.000 o 100.000 parole su quelle riviste, e a dove prendano l'immaginazione ed il materiale. Mi farebbe molto piacere scrivere storie come quegli Scrittori". Benché Boomer non albergasse infantili desideri di tal fatta, sentiva che la questione posta aveva qualcosa a che vedere con il suo stile di vita; poteva quasi essere indirizzata a lui oltre che allo sconosciuto Signor Margolies. Ma la risposta qual'era? Più carte raccoglieva e più leggeva, e meno sentiva di capire. In un certo senso dipendeva dalla "loro immaginazione", ne era persino schiavo, ma allo stesso tempo pensava fosse una specie di malattia. Proporremo un altro degli auto-enigmi del nostro amico. Eccolo, in un carattere confuso su carta marrone alquanto vecchia (non faceva discriminazione alcuna tra gli stupori della prosa e quelli della poesia): Come una stanza con un solo occhio, tutta velata di notte, solo quel lato, che ali' occhio nemico solo lascia un angusto passaggio alla luce, è coperto da bianchi panneggi splendenti, centoforme vaganti nel!' arie che si muovono adagio irrompon possenti, affollando la piccola via; e sul muro dal volto luminoso oscuramente danzando giocano. Gli suonava come qualcosa di cui aveva avuto esperienza. Prima di tutto gli pareva la sua casa fosse la "stanza con un solo occhio, tutta velata di notte" e il resto pareva la sua vita intera di

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