76 STORIE/BISHOP FotoLucianoFerrara. stava un fiammifero a questa filza di carte, e camminava tenendolo alto come una torcia, come se le carte fossero le sue bollette pagate, o uno di quei piatti di carne detti kebab, che si servono "alla fiamma" nei ristoranti russi o siriani. Oltre alla lettura e a simili possibilità di illuminazione occasionale, le carte, i giornali in particolare, venivano usate in altri modi. Li poteva mettere sotto la giacca d'inverno, per cercare di proteggersi dal vento freddo del mare. In quella stagione poteva stenderne diversi strati sul pavimento della casa, per il medesimo motivo. Ad un certo punto delle sue sterminate letture aveva imparato che l'inchiostro impiegato per la stampa dei quotidiani li rende utili ad eliminare i cattivi odori; ma non riusciva a pensare ad un'applicazione pratica di questa qualità per sé. Aveva dimestichezza con tutte le qualità di carta in tutti gli stadi di fradiciume e secchezza. La carta da giornale umida si faceva traslucente appena. Si appiccicava al piede o alla mano e, piuttosto che strapparsi, si sfaldava molle in brandelli, in un modo che gli pareva alquanto disgustoso. Se davvero inzuppata dal mare, se ne potevano fare palle o altre forme. Una o due volte, ubriaco (Boomer di solito veniva al lavoro in questo stato diverse sere a settimana), s'era cimentato in qualche rozzo tentativo scultoreo. Ma non appena i busti e gli animali che aveva plasmato si essiccavano. li bruciava, anch'essi. La carta di giornale ingialliva presto, anche solo dopo un giorno di esposizione. A volte ne trovava dell'altro ieri che era stata gettata senza cura mezza spiegazzata, mezza accartocciata. Sollevandola davanti alla lanterna notava, ancora prima delle guerre e degli assassinii, gli effetti degli angoli ingialliti sulle pagine gialle, ed il contrasto tra i fogli esterni e gli interni. I giornali più vecchi si facevano quasi del colore della sabbia. Le notti che Boomer era più ubriaco il mare era benzina, tremendamente pericoloso. Gli lanciava occhiate timorose da sopra la spalla dopo ogni frase letta, e faceva il fuoco ben dentro la spiaggia. Era brillante oleoso, ed esplosivo. Era abbastanza folle allora da pensare che si potesse incendiare, distruggendo il suo unico mezzo di sussistenza. Nelle notti ventose era più difficile ripulire la spiaggia, ed in quelle occasioni Boomer era più cacciatore che raccoglitore. Ma il volo delle carte era interessante a guardarsi. Aveva elaborato molte accurate similitudini tra le carte e gli uccelli che a volte volavano nel raggio dell'alone della lanterna. L'uccello, naturalmente, ispirato da un cervello, da lunga tradizione, dal desiderio che poteva perfino venir percepito da altri di raggiungere un certo luogo o ottenere una tal cosa, volava lungo una linea, o lungo una serie di curve che appartengono ad una linea. Si poteva riconoscere la differenza tra i voli metodici finalizzati ad ottenere qualcosa e i voli di svago. Ma le carte non avevano meta discernibile, cervello, sentimento di razza o di gruppo. Si libravano in volo, ricadevano, non sapevano decidere, esitavano, si quietavano, volavano dritte alla loro dannazione nel mare, o si capovolgevano a mezz'aria precipitando nella sabbia senza moto ulteriore. Se vi era un modo che paresse il loro favorito, era un modo obliquo, uno scivolare trasversale. Facevano un uso più sottile delle correnti d'aria e vi si abbandonavano con maggior estro dei sovente ottusi uccelli. Nem-
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