54 VEDEREL, EGGEREA,SCOLTARE CeesNooteboom.FotoGiovannGi iovannetti/Effigie. dei livelli divini e terreni - alcune allegorie del libro di Nooteboom diventano meglio leggibili. Dislocazione verticale dei piani nelle parti in cui figura Tiburon: il mondo dell'autore e dei lettori che incombono e spiano dall'alto, l'Olanda immaginaria della fiaba, e in mezzo la Spagna di Tiburon, mimesi del reale con qualche infedeltà (p. 109: "Sì, controllate pure: nell'estate del 1987 a Saragozza sono state registrate temperature intorno ai 40 gradi!"; ma Nooteboom ha terminato il libro nel 1984). Dislocazione orizzontale fra regno della razionalità e territorio dell'irrazionale poetico: rispettivamente i Paesi Bassi del Nord e del Sud. (Dove Rushdie crea un vitalistico disordine nella sovrapposizione, Nooteboom separa, dispone quel che ha sul suo scrittoio come per osservarlo con chiarezza.) La prima suddivisione mi sembra abbastanza solida, con la precauzione di considerare reciprocamente visibili i piani. L'autore e il personaggio scrutano l'uno il livello dell'altro, anche se i caratteri fiabeschi e innocenti dell'Olanda meridionale non conoscono questa consapevolezza. La seconda non è affatto consistente. È vero che la separazione geografica dei due reami è alla base del testo, ma non si tratta di una distinzione cartesiana fra ragione e fantasia. La regione meridionale non è la patria della libera ispirazione più di quanto quella settentrionale lo sia delle idee pure, chiare e distinte. Kai e Lucia sono una coppia perfetta, l'incarnazione impossibile della coppia originaria del mito narrato nel Simposio, "un'idea platonica, e le idee platoniche nella realtà non le si può sopportare". (p. 66) Per continuare a sussistere nella loro compiutezza devono emigrare nel Sud. (A differenza che nel libro di Rushdie, favoloso e reale non si permeano a vicenda, non si confondono. Secondo Nooteboom, la bidimensionalità delle fiabe serve a ottenere la perfezione che il realismo non tollera: "La risoluzione viene rinviata al di fuori del quadro della fiaba"; una menzogna, un'esclusione.) (p. 141) Il Sud dei Paesi Bassi assomiglia meno all'ultima Amazzonia selvaggia che a un parco nazionale, ricco di specie già catalogate. Il fairy tale di Nooteboom si compone degli elementi del caso: figure classiche - la ricerca, il coadiuvante, le tre fate, l'uomo aureo e solare e la donna lunare e argentina - e contemporanee - guardie di frontiera come soldati delle dittature gorilla sudamericane, gangster, anche fogli con messaggi illeggibili. Però l'unica magia è l'illusionismo di Kai e Lucia, che non è un motore della narrazione ma un ingrediente; gli incantesimi sono scomparsi anche dal mondo delle fiabe, costruite, quasi scientificamente, in base a regole formali la cui distorsione ha precise conseguenze. Tiburon ha due libri con sé, ai quali ricorre quando si trova a corto d'ispirazione: un dizionario inglese e uno nederlandese. Si affida a dei, quasi scientifici tentativi di sistematizzazione del linguaggio, un'entità mai completamente irreggimentabile. Le montagne dei Paesi Bassi non sono una regione selvaggia, ma un terreno di gioco, un luogo di vacanza. Il libro di Tiburon nasce durante le ferie estive, il suo autore scrive nascosto in un'aula scolastica seduto in un banco troppo piccolo. La narrativa è un passatempo ridicolo, che però lo rende temporaneamente "felice e contento" (p. 148), un'indispensabile attività superflua. "Le fiabe sono amabili menzogne raccontate da uomini che non possono tollerare il mito fallito della vita." (p. 141). La contentezza di Tiburon, si prevede, finirà presto, come la vacanza sulle montagne dei Paesi Bassi. 11suo gioco con i testi è un rituale con cui "si rende la vita facile( ...) Non pone domande( ...) dà solo risposte( ...) sbagliate e impossibili" perché, della realtà, non ha "ancora ben finito di venirne a capo." (p. 89) Nel romanzo Rituali (Iperborea 1993), i Taads si sforzano ossessivamente di mantenere un ordine insensato nelle loro vite insensate adottando minuziosi rituali, carichi di "sedimenti di significato" quanto le tradizioni letterarie alle quali attinge Tiburon: un regime di vita che non li sottrae al suicidio, perché il senso di quei rituali non si trasmette alla loro esistenza. Come Inni Wintrop, il protagonista di Rituali, Tiburon elude le domande senza risposta con il movimento continuo e mantenendo un atteggiamento dilettantesco nei confronti di ogni cosa. L'ironia assolutista e scabra del loro autore, che non è estranea ai motivi del loro disagio, li conserva dal patetismo. Molti personaggi di Nooteboom si sentono malcollocati, a disagio nelle proprie vite insensate e limitate, nei propri stessi nomi (Mussert di La storia seguente, Feltrinelli 199l, porta lo stesso cognome del capo dei nazisti olandesi). La fuga in una riserva dell'immaginazione è un modo per tenere a distanza la realtà troppo dolorosa. Nooteboom nomadizza da anni tra Olanda, Spagna e Germania, secondo la stagione. Nei suoi libri, il tema più ricorrente è il viaggio, la ricerca di un luogo in cui ambientare il proprio stato d'animo e la ricerca nostalgica di altre vite che avrebbero potuto essere. "Avevo un migliaio di vite, e ne ho presa una sola" (La storia seguente, p. 73): come il viaggio, il rito della costruzione letteraria tenta di essere un farmaco contro la costante incazzatura della modernità.
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