Linea d'ombra - anno XV - n. 121 - gennaio 1997

42 DALMOZAMBICO/COUTO un messaggio prettamente politico. Certamente nel frattempo ci sono state grandi acquisizioni e ognuna è un caso a sé. Per esempio, la denuncia della condizione femminile è stato uno dei fenomeni più evidenti e positivi degli ultimi anni e in questo caso gli esempi venuti dal l'estero dalle donne straniere arrivate qui sono stati fondamentali per il cambiamento di un paradigma molto arrogante nei confronti della donna mozambicana. Se invece parliamo degli omosessuali la situazione è molto meno evidente. Per esempio, in molte delle lingue africane del Mozambico, non esistono parole che designino questa condizione e questa è una spia, come molte altre non ancora sufficiente studiate, della complessità culturale dentro la quale si trovano a crescere e ad affermarsi determinati fenomeni. In molte delle lingue nere mozambicane non esiste la parola futuro o tempo, questo ovviamente non sta a significare un auspicio negativo, ma indubbiamente segnala un problema e al tempo stesso sta a indicare una ricchezza di approccio da non sottovalutare. Quanto alle associazioni e all'associazionismo in generale, diciamo che si fa fatica, ma diciamo anche che la gente comincia a organizzarsi, ora che la grande paura è finita e c'è un grande fervore di iniziative. Confusamente si comincia a sentire la necessità di assumersi delle responsabilità e questo è pure un elemento importante. Nel tuo libro uno dei personaggi, il giovane Kidzu,fa un sogno in cui viene annunciato un destino terribile per il paese e nonostante tutto si intravede la speranza che le cose possano cambiare in positivo. Quali prospettive vedi in concreto per il paese? In un linguaggio simbolico, si dice nel libro che l'unica possibilità è quella di essere capaci di incontrare un canto che permetta di iniziare un nuovo cammino. lo credo che questa immagine corra il rischio di essere vera. I mozambicani stanno oggi accorgendosi che gli esempi offerti dall'esterno, il capitalismo o altri tipi di "ismi" prefabbricati non meritano grande fiducia e non servono a risolvere i problemi del paese. Stiamo entrando in un mondo in crisi profonda e i valori che ci vengono propinati sono già valori inquinati; credo che di questa cosa ci sia una discreta coscienza nel paese, anche se al contrario segni inquietanti vengono dal mondo giovanile, quello dei ventenni per intenderci, che vive una crisi profondissima d'identità e di modelli. Credo comunque che ci sia coscienza della necessità di cercare nuove strade, al di là delle ricette del Fondo monetario internazionale o delle ideologie che qui vengono riciclate. Purtroppo non so se avremo tempo sufficiente per trovarla questa via alternativa: credo che sia il tempo il nemico che finirà col vincerci. Sono un pessimista con speranza, ma pur sempre un pessimista. Qui a Maputo mi è capitato di vedere molte pubblicazioni di poesia anche artigianali, assieme a uno spettacolo teatrale in cui si rendeva omaggio a Josè Craverinha, uno dei maggiori poeti mozambicani. Che importanza ha la poesia nella tua identità di scrittore? Per me la poesia è qualcosa di fondamentale. La mia ispirazione viene prevalentemente dalla poesia e di fatto sono un lettore molto più assiduo di poesia che non di narrativa. La poesia di Pessoa è per me qualcosa di straordinario, credo che sia stato e continui a essere il mio principale punto di riferimento per quella capacità di investigare, di scoprire l'anima delle cose e dei sentimenti e di reinventare, cosa per me importantissima, la lingua. Mia Couto FINALMENTE PIOGGIA a cura di LiviaApa Mia Couto è nato a Beira, in Mozambico, nel 1955. Nel 1983 pubblica il suo primo libro di poesie Raiz de orva/ho. Successivamente, appaiono le raccolte di racconti Vozes anoitecidas ( 1986) e Cada homem é uma raça ( 1990), insieme a un volume di cronache dal titolo Cronicando. Nel 1992 pubblica il suo primo romanzo Terra Sonéìmbula. Di recente sono stati riuniti in volume alcuni suoi testi in parte già pubblicati sul giornale "O Publico" di Lisbona, con il titolo Est6rias Abensonhadas. Opere di Mia Couto sono state tradotte in Belgio, Olanda, Norvegia, Svizzera e Inghilterra dalla casa editrice Heinmann. In Italia le Edizioni Lavoro hanno pubblicato il volume Voci ali' imbrunire nella collana "Il lato dell'ombra". A Veranda de Frangipani è l'ultimo romanzo dell'autore; proseguimento ideale del precedente Terra Sonéìmbu/a che si svolgeva nell 'allucinato scenario di un paese straziato dalla guerra civile, è la storia di un gruppo di vecchi che vivono in una antica fortezza portoghese affacciata sull'Oceano. L'intreccio poliziesco è il pretesto per dar voce, attraverso le confessioni dei personaggi, a parti sconnesse di memoria, mosaico dell 'identità di una terra che non si riconosce più. Mia Couto è considerato uno dei più interessanti scrittori di lingua portoghese. La sua scrittura, legata al recupero della tradizione orale, praticamente sconosciuta ai mozambicani inurbati, si inserisce nell'ambito della "reinvenzione" della lingua portoghese, iniziata in Brasile e proseguita negli anni sessanta da scrittori africani come Luandino Vieira o José Craverinha. Da ciò scaturisce la profonda ricchezza e varietà stilistica propria dei testi di Mia Couto, fortemente evocativi, sospesi tra memoria e sogno, che rappresentano un complesso sistema di citazioni di altri esperimenti stilistici, attuato attraverso neologismi e ribaltamento delle norme linguistiche. Sono seduto vicino alla finestra e guardo la pioggia che cade da tre giorni. Che nostalgia avevo del tintinnare bagnato della pioggia! La terra profumigante sembra una donna in attesa di carezze. Da quanti anni non pioveva così? Di tanto durare, la siccità ha reso sempre più muta la nostra miseria. Il cielo guardava l'imminente scomparsa della terra e, nel suo specchio, si vedeva morire. La gente di fronte a tanta acqua si chiedeva: sarà che possiamo ancora ricominciare, sarà che c'è ancora posto per l'allegria? Adesso la pioggia cade, con la sua musica, benedetta. La terra, questa indigente indigena, va acquistando varietà di bellezze. Spio la strada come se stessi alla finestra di tutto il mio paese. Mentre lì fuori si riempiono le pozzanghere, la vecchia Tristereza mette in ordine la stanza. Per zia Tristereza la pioggia non è una questione di clima, ma un messaggio degli spiriti. E la vecchia se la ride tra sé e sé: questa sarà la volta che io mi metterò il vestito per cui lei tanto insiste con me. Un indumento tanto degno di essere indossato e io che me ne sto in jeans e camicia. Tristereza scuote la testa per la mia testardaggine: ci sarà un motivo ragionevole perché io mi presenti sempre così disadorno senza sottomettermi alle dovute apparenze? Lei proprio non capisce. Mentre tende le lenzuola, parla di altre cose. L'anziana signora non ha alcun dubbio: la pioggia è arrivata grazie alle preghiere e alle cerimonie fatte in onore degli avi. La guerra sta finendo in tutto il Mozambico. Sì, adesso le piogge possono ricominciare. Per tutti questi anni gli dei ci hanno castigato con la

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