nanti con dei costi estremamente alti per i consumatori. Avere solo quattro o cinque piani disinquinanti nel mondo serve a conservare nelle mani di pochi la gestione finanziaria di tutta la faccenda ... La mia opinione su quello è successo negli ultimi secoli è che l'umanità ha certamente preso una direzione folle nel suo sviluppo. Ogni cambiamento è andato verso un approfondimento della colonizzazione delle donne e della natura. E le due cose vanno insieme. L'oggettivazione della natura e delle donne sono intimamente legate. C'è un'assunzione filosofica che considera le donne e la natura come "elementi passivi". È stata fatta una distinzione tra creazione e produzione, la prima è una caratteristica della passività femminile e della natura, l'altra è l'attività principale degli uomini e recentemente con il problema degli "intellectua/ rights" la creazione è stata fatta rientrare nell'idea della produzione! Io penso che la ragione per cui l'ecofemminismo è una critica così fondamentale è perché sembra legare insieme due fondamentali critiche della nostra società: l'ecologia e il femminismo. Da sole le due critiche non vanno da nessuna parte. Il processo di creazione e molteplicità nella natura non ha nulla a che vedere con il processo biotecnologico. Ma per capire questo bisogna conoscere profondamente il processo creativo, conoscenza che molti ambientalisti non hanno. Un femminismo senza visione ecologica ha dei gravi problemi perché queste donne hanno ereditato la visione patriarcalistica della natura come entità morta. Per loro, scappare dalla natura, proprio come fece Bacon o Cartesio, è necessario per liberarsi dai limiti che la natura stessa è supposta imporre loro. E si arriva a forme di femminismo in cui le donne teorizzano lo "sposalizio con la macchina". Le intelligenze artificiali come guide della mente umana. Questa è una follia che nega l'intelligenza creativa! Nessuno è stupido perché non ha un computer. Non penso affatto che si debba dimostrare una particolare intimità con il prodotto della civilizzazione industriale per provare la propria intelligenza. È la stessa nozione artificiale di libertà che sta dietro al movimento femminista, in generale in occidente, che saluta con entusiasmo l'ingegneria genetica, perché le donne hanno una tale paura della natura che pensano che più puoi allontanarti dalla tua funzione riproduttiva più sofisticato sei come essere umano. Così una donna d'affari che per ragioni di carriera non "ha il tempo" per una gravidanza di nove mesi affitta l'utero di qualcuno nel Terzo mondo ... La ragione per cui l 'ecofemminismo è una critica basilare è perché ci aiuta a capire perché e come le cose sono andate come sono andate tra gli esseri umani e il pianeta Terra. Se non si legano femminismo ed ecologia avremo sempre un problema di deriva gnoseologica perché il femminismo accetterà la distruzione ecologica in nome di concetti ereditati dal patriarcato al quale vuole assimilarsi in una sforzo vano di liberazione. Le scelte che si aprono alle donne ora sono un supermercato pieno di prodotti geneticamente manipolati, ecco la verità! Se il femminismo non si chiede chi è che controlla l'economia e quel che costa tutto ciò in termini di ecosistema diventa un femminismo estremamente egocentrico e irresponsabile che non si assume nessun onere di riorganizzazione sociale. La Conferenza del Cairo è stata un esempio lampante di incomunicabilità tra le donne del Sud e quelle del Nord che parlavano due linguaggi diversi nei confronti della contraccezione perché avevano due visioni diverse rispetto alla riorganizzazione sociale. La potenzialità produttiva nell'agricoltura ecologica e organica è altissima, ma se noi abbiamo rinunciato a ogni nozione di creatività relativa alla natura e crediamo solo nella nozione di prodotto industriale, non avremo più immaginazione né reale innovazione. L'ecofemminismo viene distorto ogni giorno nelle università. INCONTRI/SHIVA 33 Foto di Serena Campanini/Meridiana/Contrasto. Parecchi soldi ed energie sono investiti nel cercare di screditare una teoria che fa paura perché coglie alla radice un problema. L'ecofemminismo è una critica alle fondamenta del sistema sociale occidentale e per questo suscita una reazione così violenta. È l'unica visione del femminismo che dia la possibilità di liberarsi della dipendenza dal potere patriarcale. C'è un meraviglioso simbolismo in India. Una delle nostre dee - in India abbiamo più di sessantamila dei e dee qualsiasi cosa tocchi è un dio o una dea - la mia favorita è Turga, una reincarnazione della dea del1'energia, che significa quella che non può essere presa in trappola. Per me l'ecofemminismo è la politica di Turga. li corso che ho appena tenuto nel mese di luglio allo Schumacher College è proprio basato sull'idea di una nuova organizzazione ecologicoeconomica in reazione alla ristrutturazione dell'economia mondiale che sta avvenendo con la mondializzazione e il patto del Gatte il ruolo delle nuove tecnologie. La mondializzazione del1'economia che sembra essere inevitabile e distruttiva può essere evitata solo se la gente reagirà. Talvolta circuiti, donne, gruppi di amici hanno avuto un imprevedibile impatto sulla situazione politica e culturale. Francesca Bartellini è scrittrice di teatro e regista. Alcuni dei suoi testi sono stati rappresentati a Parigi, Roma e negli Stati Uniti. Svolge parallelamente attività giornalistica e di ricerca. Si è laureata in filosofia a Milano e a Parigi, all 'Ecole des Hautes Etudes, si è diplomata con una tesi sulla cosmologia e filosofia rinascimentale.
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