Linea d'ombra - anno XV - n. 121 - gennaio 1997

32 INCONTRI/SHIVA sono stati in grado di creare delle petunie di colore blu che in natura non esistono. È successo che dopo un certo periodo di tempo questi fiori siano ritornati al loro colore originario e quindi il gene che era stato manipolato si è dimostrato instabile. La resistenza agli antibiotici di cui si fa abuso dappertutto è in aumento graduale dato che il corpo umano non reagisce più e quindi nel momento in cui sorgesse una nuova malattia e ci fosse veramente bisogno di essere reattivi a quella proprietà antibiotica ci troveremmo di fronte a un 'epidemia. E non ci sono compagnie d'assicurazione che vogliano prendere il rischio di coprire la biotecnologia perché capiscono molto bene che se lo facessero potrebbero trovarsi di fronte a costi stratosferici. Il che dà la misura dei rischi connessi. La tecnologia in quanto tale non è più messa in discussione. Si tende a far credere che non esistano valutazioni nelle scelte inerenti allo sviluppo tecno-scientifico. E ci si trova così conji·ontati alla crisi ambientale, che ormai è sempre più incontrollabile, come di jimite a unfenomeno inevitabile. Il motivo per cui siamo in una crisi ecologica di tale portata è dovuto al fatto che i limiti sono stati ignorati. Limite dell 'ecosistema, frontiere tra le specie, limite della fertilità che prendiamo al suolo e che dobbiamo restituirgli, e la stessa attività del consumare che praticata senza limiti ci fa paradossalmente sentire più piccoli, ci "riduce" spiritualmente. La politica dell'ambiente di quelli che stanno distruggendo il pianeta incoraggia la cupidigia e l'avidità come principi organizzatori negli affari sociali. EcoFoto Enrico Bossan/Contrasto. loro che non possono essere avidi perché la loro cultura non glielo permette o non glielo permette il loro modo di essere sono trattati come dei falliti. Non c'è un criterio nel distinguere gli "utensili" che noi usiamo nel nostro avanzamento tecnologico. Spesso ci serviamo di mezzi goffi, inadeguati. Molto sofisticati nella loro necessità di soddisfare al bisogno di possedere che ne stabilisce la ragion d'essere, ma assolutamente inadeguati in relazione al problema delle risorse. Uno sviluppo tecnologico adeguato dovrebbe assumere la valutazione ecologica al suo interno, quando si occupa di risorse, in modo da evitarne l'esaurimento. E ritengo che un sistema agricolo come quello attuale, che usa dieci calorie ·per produrne una di cibo è un sistema estremamente inadueguato e goffo. E con la biotecnologia lo spreco di energia sarà ancora maggiore! Il vecchio sistema agricolo usava invece mezza caloria per produrne una! Basare la nuova agricoltura sulla biotecnologia è un errore enorme, perché aggiunge un nuovo inquinamento, l'inquinamento dei geni intraspecie. La decentralizzazione è una possibile soluzione? E in che rapporto può stare questo discorso con le tesi sull' ecofemminismo? La decentralizzazione è necessaria. Autorganizzazione è la chiave della natura e della vita. La totale centralizzazione verso cui ci stiamo muovendo non può che produrre un disastro a livello planetario. Ed esiste un cosiddetto "capitalismo verde" che di nuovo si basa sulla centralizzazione di tutte le azioni disinqui-

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