consumazione del tempo. Ma magari questa speranza li porta a dimenticare sul piano terreno, coloro la cui presenza sperano di recuperare su un piano superiore e immutabile. E se amare è forma di conoscenza, dimenticare equivale a negare questa conoscenza: così, grazie a una fiducia negligente, potrebbero un giorno imbattersi in estranei, là dove pensavano di incontrare amicizie e amori antichi. In realtà, è necessario cominciare sempre ad amare, per amare in futuro. Quanto a quelli che non nutrono questa speranza di una famiglia ideale e futura, questi, se non dimenticano i loro morti, non è perché aspettano qualcosa da loro, ma perché non possono smettere di ricordarli, perché i morti abitano realmente dentro di noi, senza che lo sappiamo; e cominciare a saperlo è uno dei premi dell'invecchiare, che fa dell'assenza presenza, e quindi non è necessario il Giorno dei morti. La morte non è triste, è serena. NATALE IN ANTICIPO Carlos Drummond de Andrade Il buon postino mi aveva portato questo invito: "Prenoti ora il suo cesto o la sua arca di Natale. Non rimandi al corri corri dell'ultimo minuto. Pensi fin d'ora agli amici, ai clienti, ai collaboratori e, soprattutto, ai familiari." Pensare a tante persone allo stesso tempo ... mi dà angoscia. Non so nemmeno se devo ordinare un'arca oppure una cesta per ogni persona. L'arca sarebbe l'ideale, è una parola nobile, e conterrebbe migliaia di cose, come ha già contenuto un milione di esseri vivi, quando il Signore ha programmato l'operazione Diluvio e ha ordinato a Noè di salvare una coppia di ogni specie. Ma sarebbe pratico offrire un 'arca di legno, anche se di grandezza inferiore a quella del modello biblico, a tutti i miei amici, clienti, collaboratori e persone di famiglia? E se i modelli in vendita fossero delle arche grandi? Nel dubbio, decisi per la cesta. È più facile da trasportare, si mette sulla testa e, se in quel momento non passa una macchina, si può attraversare elegantemente la strada. Ciononostante, un dubbio mi assale. L'amico, il cliente o il collaboratore, destinatario dell'offerta, vedendomi portare la cesta, potrebbe esclamare sorpreso: "çosa fai, amico? La consegna del pane a domicilio?" "E champagne di marca, whisky d'importazione, caviale, formaggi e vini, tutte cose buone ..." Giuro che lui non ci crede, e dice mentalmente: "Poveretto, un altro." Con un gesto gentile declina l'offerta, e io, umiliato, torno a casa con il mio cesto ripieno di cose appetitose. Ecco il risultato di pensare agli amici, ai collaboratori eccetera. Il più piccolo dei miei nipoti, nell'età d'oro delle grandi emozioni sperimentali, vuole sapere, prima di accettare, qual è il contenuto di quel coso: "Ci sono i pattini americani, la tavola da wind-surf? Il deltaplano? No? Allora sparisci, via di qui con quella porcheria, nonno!" DAL BRASILE/DEANDRADE 21 FotoNicola Lux. Dato che annullare l'acquisto è impossibile, corro al negozio e propongo di cambiare il mio cesto, pardon, la mia collezione di cesti, con degli articoli di consumo quotidiano. Il gerente mi guarda sorpreso: "Ma lei cosa chiama articoli di consumo quotidiano?" "Be', scarpe, fiammiferi, sapone, camicie, patatine, bibite, carta da scrivere ..." "Si direbbe che lei arrivi dal mondo di Alice. Sia sincero. Se non aveva amici, né clienti, né collaboratori né niente, perché è venuto a comprare i cesti? E oltretutto a credito?" Quello che successe dopo, non lo racconterò. È molto spiacevole, ma fortunatamente mi svegliai prima che il gerente mi aggredisse con una spada e io fossi arrestato da tre agenti federali che avevano ravvisato in me un'aria da destabilizzatore del regime, mentre fuggivo in slitta per via Assembleia. Tornato alla realtà, considerai l'invito più freddamente e conclusi che non era imperativo; suggeriva soltanto. Suggerimento per suggerimento, quel mio amico che fa da consigliere generale della mia vita propone la sostituzione dei cesti con delle scatoline di cartone, anche queste vuote di beni materiali, ma ripie~e di quello che si può chiamare la divina speranza. "E semplice" mi spiegò. "Non dare al tuo amico un regalo qualsiasi, che può persino non piacergli. Non mandare del whisky a chi non beve, o del prosciutto a chi è a dieta. Manda all'amico l'opportunità di farsi un regalo da sé, sviluppando l'immaginazione e, quindi, provando un intenso piacere." "Ma tutta vuota? Non capisco."
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