FotoNicola Lux. "Senti, ho molte lentiggini. Ho delle lentiggini persino sulla punta del naso. Così ti è più facile riconoscermi. Anche tu hai le lentiggini, Badeco?" L'uomo fa un rapido autoritratto, omettendo l'età. Aldo Roberto si dà per soddisfatto, e ciao. Dopo pochi minuti, di nuovo Glàucia Regina e Aldo Roberto tornano ali' attacco. Lui lo informa che Glàucia Regina non sa ancora come andrà in spiaggia domenica: se in bichini rosso o in tanga azzurro chiaro. Lei non ha le lentiggini, ha la frangetta e la coda di cavallo. "Senti una cosa, ragazzino. La tua mamma sa che voi mi telefonate?" "Sì, lo sa." "E cosa ha detto?" "Ha detto che va bene, ma che non posso dare né il cognome né l'indirizzo. L'ha detto anche a mia sorella." "E tu hai promesso?" "Sì, ho promesso. Ma ho detto che tu sei mio amico, Badeco." "Ma perché io sono tuo amico, Aldo Roberto?" "Ah, non so. Ma lo sei." "E com'è che avete conservato il mio numero?" "Ho fatto un segno con la matita nella rubrica." "Non c'è nessuno lì in casa con voi due?" "La mamma è uscita proprio adesso. C'è la tata di mia sorella." "Chiama la tata." L'uomo chiede alla tata che storia è questa di due bambini che telefonano ogni minuto per chiacchiere futili con uno sconosciuto. "È così, signore. A loro piace, si divertono da matti col telefono. La padrona dice che non c'è problema, basta che io stia attenta alla conversazione. È al padrone che non piace molto, dice che aumenta quei tali scatti, lei sa, no? I bambini hanno molti amici di telefono. Lei è il signor Tareco, scusi, il Signor Badeco, vero? signor Badeco, molto piacere di conoscerla. Non ci faccia caso, i bambini di oggi sono terribili!" DAL BRASILE/DEANDRADE 19 IL SAVEIROELANUVOLA Carlos Drummond de Andrade Mi raccontò che era venuto dalla Bahia, dove aveva un saveiro. Lo aveva venduto, precisò, non ne aveva più avuti altri. Il nome era bello: Tu sei nuvola del cielo, non trova? Da una certa Lucindalva, che sembrava una nuvola: se le andavo vicino, volevo prenderla, lei fuggiva, restava solo l'impressione dell'aria, neppure questo. Nel saveiro io potevo essere re, era tutto mio, mi sdraiavo e dormivo e pensavo a lei, certamente il nome era appropriato, perché mi rendeva presente quella donna e al tempo stesso mi liberava di lei. Così ... Quando dovette vendere la barca, una di quelle dannate urgenze che arrivano da un momento all'altro, o paghi o muori di vergogna, tenne a stabilire: il nome non lo vendo, solo lo scafo, gli oggetti. li nome, no. L'uomo si meravigliò, pensando che i suoi soldi potevano tutto: chi paga bene porta via tutto, e la barca mi è piaciuta con questo bel nome, perché allora mi fa questo dispetto? Nessun dispetto, perbacco. Dia al saveiro il nome che vuole, ce ne sono tanti, come: Allegria della luna, Pazienza Dio darà, Conceiçao speranza delle mulatte; l'altro giorno ne ho visto uno chiamato Disinganno diligente, non ho capito bene, ma è diritto di ognuno chiamare come vuole la sua barca. L'altro insistette che siccome era registrata come Tu sei nuvola cielcielo, bisognava fare una nuova registrazione, era una complicazione e una spesa. Niente affatto. Se vuole portarselo via non battezzato, lo prenda; altrimenti, a nessun prezzo. Finì col cedere, l'affare era buono, perché comprometterlo? Restai senza il saveiro, ma il nome restò mio. Lucindalva non lo seppe nemmeno, perché non glielo dissi, né lei sapeva che Tu sei nuvola del cielo in realtà si chiamava Lucindalva, perché dirglielo? Le sto raccontando questo perché non è di là e con un signore come lei, così distinto, ci si lascia andare, vero? Me ne andai dalla Bahia senza tristezza. Dovevo andar via, non vi lasciai il ricordo della mia nuvola, la portai con me. Ed eccomi qui, come vede, il mio destino non è migliorato. Ho voluto comprare un aggeggio qualsiasi con delle ruote per trasportare mercanzie, sono stato imbrogliato, e quello che ne ho ricavato è stata questa carretta con cui le ho fatto il servizio. TIpeggio è che il compratore del saveiro fu incuriosito dalla mia cocciutaggine e finì col sapere dalla gente della spiaggia il perché del mio attaccamento al nome. Di domanda in domanda arrivò a Lucindalva, e non successe che quella peste di donna si mise insieme a lui? TItipo gongolava dalla soddisfazione, aveva comprato il saveiro Tu sei nuvola del cielo e si era preso anche la nuvola, che non era poi tanto nuvola, a me aveva fatto questa cattiveria, con lui era diventata di carne, turbante, sandaletti e tutto il resto ... Che cosa ho fatto? Non potevo far nulla, non comando al cuore degli altri, tanto più che non essendo stata mia veramente, sotto lo stesso tetto, nello stesso letto, materasso e tavola, che diritto potevo accampare contro la mascalzona? Fu mia da nuvola, il poco tempo che passammo assieme,
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