Linea d'ombra - anno XV - n. 121 - gennaio 1997

Française", poi ripubblicata - insieme a quella per Autour d'une mère - in chiusura di Le théatre et son double. 1936-1937: è il periodo in cui Artaud fa perdere le proprie tracce e perde sempre più spesso il contatto con il mondo esterno. Compie due viaggi, di pellegrinaggio e d'esilio: in Messico ( 1936) e in Irlanda (1937). Durante il primo viaggio, tiene conferenze ali 'università del l'Avana e poi a quella di Città del Messico. Si reca nel territorio degli indiani Tarahumara e fa l'esperienza del peyotl. Tornato in Europa, nell'agosto del 1937 sbarca in Irlanda, per riportarvi un bastone regalatogli dalla moglie del dottor Bonhomme (uno dei medici che l'ebbero in cura), e che Artaud diceva essere il bastone di San Patrizio, patrono d'Irlanda. Non ha soldi. È randagio. Viene fermato per vagabondaggio e rimpatriato col foglio di via. È sbarcato a Le Havre con la camicia di forza. Nel novembre del 1937, Jean Paulhan lo rintraccia nel manicomio di Quatre-Mares a Sotteville-lès-Rouen. 1938-1946: periodo di internamenti. Nel gennaio del 1942, sua madre riesce a farlo ricoverare nell'ospedale psichiatrico di Rodez - in zona non occupata dai tedeschi - in cui opera il dottor Ferdière. Subisce serie di elettrochoc, di cui Ferdière, in buona fede, è sostenitore come strumento di cura. Dipinge e scrive moltissimo. Intanto nel febbraio 1938 è stato pubblicato Le thèatre et son double. Nel maggio 1944 esce la seconda edizione. Nell'aprile 1946 vengono pubblicate le Lettres de Rodez. Gli viene concessa la libertà di lasciare l'ospedale psichiatrico, e va a vivere presso il dottor Delmas, a Ivry. Gli sono intorno amici artisti, che organizzano tra l'altro una matinée a suo favore al Thèatre Sarah Bernhardt. 1946-1948: l'editore Gallimard promette ad Artaud che pubblicherà le sue opere complete. Nel gennaio del 1947 Artaud accetta di tenere una conferenza al Vieux Colombier. Comincia e leggere ma poi finisce nel mutismo. Il pubblico è in silenzio, pieno di rispetto e d'attesa. Ne riferirà poi André Gide. Visita l'esposizione delle opere di Van Gogh e scrive Van Gogh le suicidé de la societé, che viene pubblicato a dicembre. Nel febbraio del 1948 crea la trasmissione radiofonica Pour en finir avec le jugement de dieu (vi partecipano come attori Roger Blin e Maria Casarès). La trasmissione, vietata all'ultimo momento dal direttore della radio Wladimir Porché, verrà fatta ascoltare a un pubblico di invitati in un cinema ai Parigi. Negli anni ne circoleranno molte registrazioni clandestine, poi ufficialmente poste in vendita. Vi si ascolta l'ultima voce di Artaud. Artaud viene trovato morto accanto al suo letto la mattina del 4 marzo 1948. Influenze C'è un sesto periodo: dal 1948 in poi, ovvero la vita di Artaud dopo la morte: sono le sue influenze. Essa si rivela per rivi e per fiumi. I rivi sono tanto numerosi e sottili e intricati che è difficile indicarli uno per uno; nel loro insieme costituiscono il sistema microcircolatorio di quella vita. I fiumi sono le grandi arterie. Ne indichiamo quattro. Nel 1967 Jerzy Grotowski pubblica Non era completamente se stesso, un articolo dedicato ad Artaud. Artaud vi viene spogliato da ogni facile mitizzazione, ma "c'è una grande differenza tra lo spogliare qualcuno per torturarlo e spogliarlo per scoprire la sua vera identità". La vera identità di Artaud secondo Grotowski (il teatro è "un atto realizzato ora e qui nell'organismo degli attori, di fronte ad altri uomini"), la si vide in spettacoli esemplari come Il principe costante (I 965, tournée fino al 1968) e Apocalypsis cum.figuris ( 1969, varie versioni fino al 1978), e sopratOMAGGIO AD AURTAUD/RUFFINI, TAVIANI 9 tutto nell'attività dopo il 1970, anno in cui Grotowski abbandona i I teatro spettacolo per esplorare quell'essenza del teatro che porta oltre lo spettacolo. È un lavoro che continua tutt'oggi (dal 1986 nel "Workcenter" presso il Centro per la sperimentazione e la ricerca teatrale di Pontedera). L'articolo di Grotowski su Artaud, oltre che in "Les temps modernes", era stato pubblicato anche in "Flourish", la rivista della Royal shakespearean company retta da Peter Brook. Brook era, al momento, uno dei più attenti e concreti esploratori di Artaud. Dopo la messa in scena di King Lear, nel 1962, ci fu una svolta nella sua attività. Con 12 attori, e insieme al regista americano Carles Marowitz, Brook inaugura nel 1963 la "stagione della crudeltà". Oltre che in particolari esercizi per attori, il riferimento ad Artaud si rivela in spettacoli come Marat-Sade (1964) e U.S. sulla guerra del Vietnam (1968) e, nello stesso anno, in un libro importante - The Empty Space - tradotto in italiano con il titolo Il teatro e il suo spazio. Nel 1987 Brook introduce con l'articolo L'arte come veicolo la presentazione pubblica del lavoro di Grotowski presso il "Workcenter" di Pontedera. Nel 1968 era andato in scena al Festival di Avignone Paradise Now. Paradise Now rappresenta la manifestazione più appariscente di Artaud (non la più profonda) nella teatrografia del Living Theatre. li libro di Artaud, letto nel 1958 ancora manoscritto nella traduzione inglese, costituisce per Julian Beck e per Judith Malina la rivelazione di una via (una vita) del teatro che essi inconsapevolmente già praticavano. Ne nacquero The Connection ( 1959), The Brig ( 1962) - cronaca esatta e crudele di una settimana di vita in un carcere militare - e, dopo l'abbandono dell'America nel 1964, il ricordato Paradise Now. Con il film Signals through the Flames. The Story of the Living Theatre ( 1983) viene fissato nella storiografia, insieme al rapporto di filiazione tra il Living Theatre e Artaud, anche un diffuso (e magari fertile) equivoco. I "segni sul loro rogo", che Artaud indicava come il vero messaggio di quanti non vogliano solo "attardarsi artisticamente su forme", si trasformano definitivamente in "segnali tra le fiamme". Il 1968 è anche l'anno della traduzione italiana di Le théatre et son double (a cura di Ettore Capriolo). Carmelo Bene mette in scena Arden of Feversharm, il testo che Artaud aveva inutilmente cercato di far adattare da André Gide per il suo teatro della crudeltà. È un accostamento estrinseco, ma lo è di fatto il riferimento di Carmelo Bene ad Artaud nel suo complesso; per questo non citiamo altri spettacoli "artaudiani". Che il riferimento sia estrinseco non vuol dire che non sia profondo, al contrario. Il fiume di Grotowski è quello della "vita oltre il teatro"; Peter Brook percorre la corrente di un "teatro sacro", antiteatro ma ancora dentro il teatro; il Living Theatre pratica la crudeltà come rivolta, e la rivolta come crudeltà, oltre le parole della rivolta. Il fiume di Carmelo Bene è quello di un teatro come luogo dell'irrappresentabile: teatro negato, però dentro e con il teatro. Artaud è senza dubbio una delle sorgenti di quel fiume, ma è una sorgente sotterranea. Affiora ogni tanto (ultimamente in un toccante e davvero crudele Macbeth Horror Suite, Roma 1-9 ottobre 1996). Carmelo Bene l'ha dedicato ad Artaud nel centenario della nascita. Memoria A margine dello spettacolo di Carmelo Bene, si è svolto un convegno dal titolo Antonin Artaud e Carmelo Bene (Teatro di Roma, 7 ottobre 1996). È stata l'ultima di una serie di iniziative

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==