64 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE E-MAIL D'AMORE A 11 LINEA D'OMBRA" CHENON È COLLEGATIAN RETE Domenico Scarpa Subject: Normane Monique Cara "Linea d'ombra", voglio parlarti di uno dei libri più belli che ho letto quest'anno. Non farmi il viso feroce ora che ti dico di cosa si tratta. So che ti piacciono le storie forti e, come si diceva una volta, impegnate, ma forse questa ti andrà bene lo stesso. È semplicissima: una storia d'amore nata nel cyberspazio. Ti spiego. Normane Monique possiedono tutti e due un persona! computer (pc) portatile. Il fatto che sia portatile è, scusa il bisticcio, importante, e vedremo perché. I due non si conoscono e abitano lontani. Norman ha trentatré anni e vive vicino Los Angeles, in una di quelle località dal nome europeo: Venice. Dal momento che abita nei dintorni di Hollywood lavora nel cinema, dove fa i mestieri più diversi, dallo scenografo all'assistente di produzione, strana qualifica che vediamo nei titoli di coda dei film, e che, dice Norman, è lo schiavo degli attori, del regista e dei tecnici; oltre che del produttore, naturalmente. Monique ha quarant'anni, vive e lavora a Parigi. Fa la giornalista per "Cosmopolitan", una rivista patinata e glamour che insegna a diventare grandi seduttrici internazionali, o almeno locali. Scrive anche per quelle riviste che troviamo in aereo intrappolate nel vano della poltrona davanti e che sfogliamo con la testa vuota, senza guardare nemmeno le figure. Sia Norman che Monique si iscrivono a CompuServe, che è una rete di comunicazione telematica sul genere di Internet. Da utenti abituali, ci assicurano però che è una cosa diversa da Internet; nella mia ignoranza non so proprio, e credo che anche per te, cara Linea, sia lo stesso: non hai indirizzo e-mail, non sei collegata in rete e credo che, se anche sai che cos'è Internet, tu Io abbia in antipatia e in sospetto. Ma di questo parleremo dopo. Norman e Monique s'incontrano nel mese di ottobre del 1994 in un "substrato di discussione permanente" che si trova in CompuServe: semplicemente un salotto, o cocktail bar, o sala d'aspetto elettronica sempre aperta. Anche lì, è come attaccare discorso con uno sconosciuto o una sconosciuta. Ma è molto più facile perché si fa per iscritto, e ogni cosa attraversa svariati filtri: la scrittura, la distanza, iJ mezzo elettronico, la possibilità di sparire da un momento all'altro senza dover trovare una scusa. Per Normane Monique, però, niente di tutto questo, anzi, i primi contatti li incoraggiano a andare avanti. Decidono di appartarsi (in Internet si può fare, c'è la privacy telematica) e cominciano a parlare di sé e della loro vita di tutti i giorni: film visti, amici incontrati, gusti personali, impicci di lavoro e non (da poco tempo sono single, avendo rotto tutti e due con un partner danese). Ogni mattina, ogni sera, Norman e Monique si spediscono una e-mail: una lettera elettronica, breve o lunga, che l'altro troverà sullo schermo del suo pc dopo aver premuto un pulsante. Collegando il pc a una stampante, si potrebbe trasferire il tutto su un foglio di carta. Il risultato sarebbe una tradizionale lettera P.T. senza la firma di pugno del mittente e con un'intestazione come quella della lettera che ti sto scrivendo. In verità, per un difetto del pc di Norman le sue lettere arrivano a Monique con un "l" alla fine di ogni riga. Scherzi del cyberspazio. Lo avrai già intuito: le lettere elettroniche, giornaliere al principio, cominciano a moltiplicarsi, a infittirsi, a salire di temperatura. Diventano circa cinquecento in tre mesi, scritte e spedite a ogni ora del giorno e della notte: tra Parigi e Los Angeles (fuso orario PST, Pacific Standard Time) ci sono nove ore di differenza. Il curatore del libro, che si chiama Giuseppe Salza e lavora a Parigi per "il manifesto" (è amico di Monique, che insieme con Norman gli ha dato il permesso di raccontare la sua storia e di pubblicare le e-mail originali), dice che, messe insieme, fanno duemila cartelle spazio uno; il libro, che è uscito da Einaudi, ha solo centocinquantatre pagine. Ben presto Norman e Monique decidono di incontrarsi. Monique, la più ricca dei due (Norman vive mese per mese, sempre in cerca di soldi per pagarsi le tasse o le multe o un nuovo word processor) acquista un biglietto United Airlines. Sarà a Los Angeles il 25 gennaio 1995, all'una dopo mezzogiorno. I due mesi successivi si trasformano in una grande attesa, dove la vita di ogni giorno diventa una pausa, un pretesto per mettere insieme cose da raccontare all'altro. Naturalmente, più e-mail Normane Monique si spediscono più i due mesi si allungano. Norman si porta il pc ovunque, sul set o a casa dei suoi a Natale, pesta sulla tastiera come un forsennato e scrive fino a tarda notte. Monique tiene il suo pc accanto al letto; appena sveglia e subito prima di addormentarsi allunga il braccio in cerca del mouse e controlla (al buio, alla luce dei cristalli liquidi dello schermo) se Norman le ha spedito ancora (già) una e-mail. In breve, Norman e Monique si sono innamorati del classico amore epistolare. La differenza è che le loro lettere sono fatte di particelle elettroniche che viaggiano alla velocità della luce e si tuffano da sole nella buca delle lettere, a colpo sicuro, ali' istante. Il destinatario le legge accendendo il suo pc: nel peggiore dei casi, qualche ora dopo che sono state scritte. In questo modo, si capisce, più che lettere sono conversazioni, e infatti hanno un buon sapore parlato. In ciascuna c'è un'invenzione, dal racconto su come si paga una multa negli USA al ricordo d'infanzia alla cronaca di una festa quasi-rave alle meraviglie - inorridisci pure - del reggiseno Wonderbra a una spiritosa stroncatura-parodia del film Rivelazioni, quello delle molestie sessuali da donna a uomo. Sono sicuro che se il tuo Direttore avesse intercettato in tempo questa recensione l'avrebbe pubblicata subito nella sezione "Vedere, leggere, ascoltare". A pensarci bene, cara Linea, nel libro c'è almeno una storia di quelle che piacerebbero a te, di quelle impegnate. Lo dice già il titolo, Il Principe e il Povero. La racconta Norman a Monique ed è una storia vera di dieci anni fa. Norman, ventiquattro anni, "nessuna paura dell' Aids, nessun limite, un corpo che non rallentava mai e l'arroganza di sentirsi immortale", trova lavoro in un grande negozio di audiovisivi dove raccoglie le ordinazioni telefoniche. Il suo compito è stare attento a distinguere gli yuppies che vogliono regalarsi iJ giocattolo multimediale da diecimila dollari dai truffatori che cercano di farsi spedire la merce senza pagarla: differenza, come capisci bene, impercetti-
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