Ghidon riuscì ad afferrare la camicia ed estrarre il pugnale. Lo trattenne con le dita pesanti per il tanto sangue che fluiva giù, verso la polvere.All'improvviso, il ragazzo avvicinò la lama alla sua guancia infuocata. L'acciaio gli dava freschezza: provò una dolce sensazione. Aprì gli occhi e vide un mondo capovolto. Era tutto uno scherzo: il furgoncino, il campo, la gente, papà, l'esercito, i ragazzini e anche il pugnale che aveva in mano. Fece una smorfia verso il nugolo di bambini, rise dal profondo del cuore e li salutò col pugnale. Cercava di dir loro qualcosa. Se si fossero visti capovolti, a dibattersi come formiche spaventate, avrebbero senz'altro tutti riso con lui. Ma il riso divenne una tosse maligna: Ghidon soffocò e i suoi occhi si inumidirono. 9 Il Ghidon giullaresco, a testa in giù, suscitò in Zaki una gioia diabolica. "Piange!", gioì il bambino maligno. "Ghidon piange! Gli si vedono le lacrime! Piange! Un paracadutista Pinocchio piange come un moccioso! Si vede! Si vede!" Anche questa volta la calata del pugno di Shimshon Sheynboym si sprecò nel vuoto. "Zaki!", Ghidon riuscì a urlare con voce stridula e storpia. "Zaki! Ti ucciderò! Ti strangolerò, pezzo di bastardo!" A un tratto rise e ammutolì. Era tutto inutile: non avrebbe tagliato da solo l'ultima fune. li medico era in ansia: se fosse rimasto così ancora un po', avrebbe potuto perdere conoscenza. Occorreva provare un'altra soluzione: non era possibile andare avanti così tutto il giorno. Così il furgone del kibbutz attraversò pesantemente la terra arata e si fermò nel punto segnalato da Shimshon Sheynboym. Sopra il camion furono posate due scale, legate frettolosamente per raggiungere l'altezza necessaria. Dieci forti braccia circondarono e afferrarono la scala. Il leggendario comandante biondo dei paracadutisti cominciò ad arrampicarsi. Quando fu arrivato al punto di giunzione delle due scale si sentì uno scricchiolio minaccioso, e il legno si piegò per il peso e l'altezza. L'ufficiale, un uomo massiccio, corpulento, esitò per un attimo. Poi, decise di scendere per rafforzare prima la giuntura tra le scale. Scese sul fondo del camion, si asciugò il sudore della fronte e disse: "Un attimo: bisogna pensare". Ed ecco, in un istante, prima che fosse possibile fermarlo, già il bambino Zaki era salito in cima alla scala, aveva ormai superato il punto di giunzione tra le scale e saltava, scimmia disperata, verso i pioli della scala superiore. Teneva in mano il pugnale. Come aveva fatto ad averlo? Cominciò a lottare con la fune tesa. Gli spettatori trattennero il fiato: pareva che il bambino si beffasse della legge di gravità: non si appoggiava, non faceva attenzione, saltellava sul) 'ultimo piolo, agile, flessibile, marziale nella sua efficacia. 10 L'afa premette pesante sul ragazzo appeso. Gli occhi si spegnevano; il respiro veniva meno. In un ultimo barlume di lucidità si vide davanti il fratellastro deforme. L'alito di Zaki gli sfiorava le guance; sentiva il suo odore. Vide gli incisivi che spuntavano dalla sua bocca. Lo colse lo spavento terribile di chi si guarda allo specchio e vede un mostro. L'incubo risvegliò in Ghidon le ultime forze: scalciò nell'aria, si dibatté, riuscì a girarsi, afferrò la bretella, si tirò su. Con le braccia spalancate si slanciò verso il cavo, e vide la luce. L'arsura continuò a tormentare tutta la valle, e il ruggito di una terza formazione di aerei da caccia assordò tutti. 59 11 La posizione di padre in lutto avvolge l'uomo di un 'aura di pena e sacralità. Ma Sheynboym, ora, non ci pensava. Un corteo stordito e muto lo accompagnava al refettorio. Sapeva bene che il suo compito era di stare vicino a Raaya. Per strada passò davanti al piccolo Zaki, entusiasta, accaldato, ansimante, un eroe. Gli altri bambini gli stavano intorno ammirati perché quasi lo aveva salvato. Shimshon posò una mano tremante sul capo del figliolo e cercò di dire qualcosa, ma lavoce lo abbandonò e le labbra tremarono silenti. Accarezzò rudemente la chioma riccioluta e impolverata. Non aveva mai accarezzato quel bambino, prima. Dopo pochi passi tutto si intorbidì e il vecchio crollò in mezzo a una delle aiuole. La sera della Festa dell'Indipendenza la canicola si allentò, la brezza consolò le pareti fumanti, una pesante rugiada bagnò i prati per tutta la notte. Che cosa mai annunciava il pallido cerchio intorno alla luna? Di solito, era un presagio del caldo. [I giorno dopo, certo, I' arsura si sarebbe presa la rivincita: era maggio. E poi, sarebbe venuto giugno. Di notte, il vento passava tra i cipressi cercando di dar loro un po' di ristoro tra un assalto dell'afa e l'altro. È la via del vento: levarsi, calare, levarsi ancora. Non c'è nulla di nuovo. A chi si abbona per l'anno 1996, Lapis offre tre combinazioni nel vostro interesse I abbonamento con I libro in regalo lire 40.000 2 abbonamenti con 2 libri in regalo lire 70.000 invece di lire 80.000 Abbonamento comulativo con Il paese delle donne e I libro in regalo lire 90.000 invece di lire 110.000 Modalitàdi pagamento: o assegno non trasferibile intestato a: LaTartarugaedizioni Sri oppure e/e postale n° 2400I208 intestato a: LaTartarugaedizioni Sri - via FilippoTurati 38 20121 Milano 31 settembre 1996 dalla "differenza" alla soggettività lettere, diari, autobiografie, cellule prime della scrittura una tragedia dei nostri tempi Hélène Cixous sull'Aids La Tartaruga edizioni Sri via FilippoTurati38-2012IMilano te!. 02 6555036- fax02 653007
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