Linea d'ombra - anno XIV - n. 120 - dicembre 1996

56 "" ~-·te , r r r ,,,_,.,,,, FotoVincenzoCottinelli. me nobili e decadenti. Ecco, arrivano gli aerei. Ora riporteremo Brenner al suo posto sullo scaffale e usciremo per vantarci un po' di te, Ghidon Sheynboym. 6 A grandi passi Sheynboym attraversò il prato, salì sul sentiero di cemento e si girò verso il terreno sud-occidentale, un appezzamento arato scelto per l'atterraggio dei paracadutisti. Strada facendo si fermò vicino alle aiuole strappando erbacce che si nascondevano astute all'ombra dei cespugli in fiore. Da sempre · Sheynboym aguzzava i suoi piccoli occhi azzurri per controllare le crescite selvatiche. Sebbene per la sua età avanzata si fosse da poco ritirato dal suo lavoro di giardinaggio, non avrebbe smesso di scrutare le aiuole e strappare spietatamente ogni filo di erba selvatica finché avesse avuto fiato in corpo. In quei momenti pensava al suo successore, più giovane di lui di quarant'anni, al quale aveva insegnato il giardinaggio, quel pittore locale. Aveva ereditato un giardino rigoglioso, ed ecco che davanti agli occhi di Shimshon, un mese dopo l'altro, tutto si deteriorava e si rovinava. Un gruppo di bambini scalmanati sorpassò correndo Shimshon. Erano immersi in una discussione cruenta, dettagliata, sulla tipologia degli aerei che volteggiavano sui cieli della valle. Poiché correvano, la discussione si svolgeva fra urla e respiri affannati. Shimshon fermò uno di loro afferrandogli il lembo della camicia, si avvicinò al volto del bambino e disse: "Sei Zaki". Il bambino esclamò: "Lasciami!" Sheynboym lo rimproverò: " Perché tutte quelle urla? Avete gli aerei in testa? E correte sui fiori, dove è scritto che è vietato calpestare le aiuole? Come se fosse tutto permesso, tutto lecito? Guardami quando ti parlo! E rispondi da essere umano, o...." Zaki approfittò del fiume di parole che si abbatteva su di lui e all'improvviso si lanciò, con un salto astuto e scompigliato, lontano dalla mano che lo afferrava, saltò tra i cespugli corrugando il volto come una scimmia incattivita e tirò fuori la lingua. Sheynboym strinse le labbra. Per un istante pensò alla vecchiaia, ma altrettanto velocemente respinse quel pensiero dal suo cuore e disse tra sé: va bene, ci prenderemo cura anche di questo Zaki, cioè 'Azariah. A occhio e croce avrà almeno undici anni,forse anche dodici. Un selvaggio. Un somaro. I ragazzi della scuola agricola del kibbutz presero nel frattempo posto sopra la torre del serbatoio dell'acqua, scrutando le distese della valle. Questa immagine rievocò dolcemente a Sheynboym il paesaggio russo. Per un istante si sentì anche lui tentato di arrampicarsi sulla cima della torre e, imperturbabile, guardare da lontano il lancio, ma il pensiero della forte stretta di mano che lo attendeva lo sollecitò ad allungare ancor più i passi vigorosi fino ad arrivare al bordo del campo. Lì si fermò, le gambe divaricate, le braccia conserte sul petto; la magnifica chioma

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