Linea d'ombra - anno XIV - n. 120 - dicembre 1996

Gerusalemme:il montedel cattivoconsiglio. FotoVincenzoCottinelli. comandante dell'unità, un bell'ufficiale dai capelli biondi, sul quale di notte intorno al falò si raccontavano leggende, si alzò e disse: basta. I paracadutisti ammutolirono; sorseggiarono frettolosamente nelle tazze di latta resti di caffè unticcio e partirono verso le piste di decollo. Lì si svolse un'altra rivista. Il comandante rivolse agli uomini due o tre espressioni affettuose, li chiamò "il sale della terra", e poi diede a tutti l'ordine di salire sui veicoli in attesa. I comandanti di divisione stavano sui portelli degli aerei e controllavano il cinturone e i nodi delle bretelle. Il comandante in capo girava tra i ragazzi; li entusiasmava con una pacca sulla spalla, uno scherzo, un augurio, come se fosse la vigilia di una battaglia, come se ci fosse un pericolo reale. Ghidon, dal canto suo, rispondeva sfoderando un sorriso che passava fugace sulle sue labbra sottili. Era sottile e ascetico, ma abbronzato. L'occhio acuto del leggendario comandante biondo poté notare la vena color blu che si gonfiò lungo il collo del ragazzo pulsando freneticamente. Allora la calura irruppe anche nei magazzini ombrosi, annientando e distruggendo spietatamente gli ultimi rifugi del fresco con una vampa grigia. Fu dato il segnale. I motori emisero un sordo rombo; gli uccelli scapparono dalla pista; gli aerei tremarono, si mossero, rullarono pesantemente e presero lo slancio verso il cielo. 5 Bisogna andare.fuori, verso il campo, e accoglierlo con una stretta di mano. Sheynboym aveva deciso, e chiuse il quaderno. I mesi del servizio militare hanno davvero temprato il ragazzo. Incredibile, ma forse incomincia a crescere. Deve ancora imparare come 55 condurre le.faccende femminili. Deve liberarsi una volta per tutte sia dal 'imbarazzo che dallo struggimento: sono cose da donne; lui deve temprarsi. È migliorato a scacchi. Presto potrà mettermi in difficoltà e, forse uno di questi giorni, sco11flggermi. Staremo a vedere. Purché, Dio ce ne scampi, non si sposi con la prima che gli si concede. Deve piegarne due o tre, prima di dire sì. E in pochi anni dovrebbero arrivare i nipoti. Molti. I figli di Ghidon avranno due padri: mio figlio li alleverà e io spalancherò loro le vie dello spirito. La seconda generazione è cresciuta al 'ombra della nostra opera, e si è quasi invischiata in essa: è la dialettica. Ma la terza generazione saprà comporre una magnifica sintesi e raccogliere una messe benedetta. I loro avi le conferiranno la spontaneità; i nonni, lo spirito. Sarà il trionfo di una gloriosa tradizione, distillata dalle scorie di un contorto passato - devo annotare questa.frase: avrà il suo meritato spazio in uno dei prossimi articoli. Mi vedo davanti Ghidon e i suoi amici, e provo un dispiacere pro.fondo: emanano un cinismo desolato e supe1j1ciale. Non sanno né amare, né odiare.fino infondo; né entusiasmo, né disgusto: dei frustrati. Non voglio biasimar/o: l'eterna sorella della fede è la disperazione: una disperazione virile e furente, però, non una sofferenza poetica e melanconica. Sta' fermo, Chic/on, smetti di grattarti, basta mangiarti le unghie, ti leggerò una bella pagina di Brenner. Perché quella smorfia? Bene, non la leggo. Va' fuori e crescerai come un beduino, se è quello che desideri. Ma se non conosci Brenner non potrai capire la disperazione o la fede. Non ci troverai manieristiche lagne su "sciacalli intrappolati" o "fiori cl'autunno". In Brenner tutto si consuma nel.fuoco, anche l'amore, anche l'odio. Forse non sarete voi, ma i vostri.figli a guardare nel- /' occhio della luce e della tenebra. Una gloriosa tradizione distillata dalle scorie cli una storpia eredità. E non permetteremo di deturpare la terza generazione con .fi"ivolezze e poesie di da-

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