il padre fosse fiero di lui". Forse, se avesse potuto, sarebbe scappata anche lei. Ma sapeva bene che tutta la sua vita era stata una fuga incessante. Forse non si era mai allontanata davvero, e qualcosa in lei era sempre radicato altrove. Fuggire non significa sempre arrivare: a volte, è come restar fermi. A casa, dopo che le prèfiche se ne furono andate, si sedette, e ripensò a Borkas: chissà se il Signor Sasson aveva mai saputo di lui. Quella notte si recò al cimitero. Sulla tomba coperta di terra fresca c'era una piccola targa col nome del Signor Sasson, ma lei non sapeva leggere. Era notte, e il vento sussurrava tra le fronde. Lei disse: "Signor Sasson, mio amore e sposo, sapevi di Borkas?" Lui rispose: lo sapevo, ma sapevo quanto è puro il tuo amore. Lei ribatté: "No, è un demone, ed è ancora in me". E Sasson: Il tuo demone è quello che ti hafatta bella. Lei protestò che era sbagliato essere bella per colpa di un demone, e perfino per merito dell'arcangelo Gabriele. Il signor Sasson le disse: l'arcangelo Gabriele ha la barba bianca e le sembianze di un rabbino. I demoni, invece, sono belli e appaiono come angeli del Signore, che è tutto l'opposto. Quegli strani pensieri non si addicevano a una donna come lei, che non sapeva né leggere, né scrivere. Clara tornò a casa, si sedette fra i fiori che appassivano nei vasi e fece un terribile sogno. Tre uomini venivano da lei, e ciascuno di essi diceva: io sono il padre del fìglio che tu hai ucciso con le tue stesse mani. I tre erano il suo anziano padre, Shemuel Abuman e Borkas. Quest'ultimo, ancora decapitato, si TelAviv. FotoVincenzoCottinelli. 47 metteva a strangolarla. A Clara sembrò di soffocare e si svegliò urlando. Shemuel Abuman andò a trovarla e vide i fiori appassiti nei vasi. L'aria era stagnante, Clara vestiva di nero e fissava la pioggia attraverso la finestra. Shemuel la tenne per mano; lei uscì, colse un'anemone rossa e gliela offrì: l'inverno era rigido, e tra le rovine ne fiorivano molte. Si diceva che era il sangue degli arabi che un tempo abitavano lì. Avram fece un corso e diventò controllore. Al suo matrimonio Clara si sentì un'ospite indesiderata. Traslocarono a Giv'atayim, dove Clara trovò lavoro presso Yolanda, che somigliava alla Madonna di legno che piangeva a Fiume. Meyuchas, uscito dal carcere, portò a casa delle ragazze. Disse che erano malate e avevano bisogno di riposo. Di notte ar- . rivava un medico, faceva loro qualcosa, e al mattino erano ancora lì sdraiate come morte e truccate pesantemente. Indossavano vistose parrucche e fumavano sigarette. Meyuchas costruì un bagno perché le ragazze potessero lavarsi, e così Clara, poté farsi la doccia tutte le mattine con l'acqua fredda, ed era piacente e fresca. Il Grilletto della Morte le diceva che quelle donne erano amiche, ma lei sapeva che lavoravano per lui nei cortili. Le comprò una radio, un frigorifero, un corredo di lenzuola di seta; ma Clara odiava gli sguardi truccati delle ragazze che giacevano nel letto di Meyuchas con in bocca una sigaretta e un sorriso sarcastico, come se anche la sua vita fosse vana: una bolla di sapone.
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