46 libri e quadri, e tre bambini che sembravano gelati da passeggio. La signora Ronen le disse che era più primitiva delle arabe che avevano lavorato da lei a Gerusalemme prima della guerra, e le chiese di portarle del pesce affumicato dal mercato nero. Lei procurò alla signora Ronen il pesce, e per pranzo ebbe un brodo torbido. Lucidò i pavimenti, perché fossero degni dei piedini delicati dei pargoli. Meyuchas le scrisse dal carcere una lettera, che lei non fu in grado di leggere. ln quel periodo Shemuel Abuman traslocò a Jebeliah: aveva ottenuto un grande rudere tutto per sé, e lo aveva ristrutturato di propria mano. Sua moglie non usciva mai, e Clara non la vedeva. Ma le finestre della casa erano così luride che non poté trattenersi: arrivò di notte con stracci e una pentola di acqua e sapone, e tirò a specchio i vetri, senza sapere di chi fossero gli occhi che la guardavano dall'interno, perché al buio era impossibile distinguerne il colore. Gli uomini la molestavano per strada; lei diceva: "Gli uomini vogliono ragazze, per amare, e io sono vecchia". E, tra sé, rideva. Shemuel Abuman lavorava al municipio, dove distribuiva il tè. La incontrò nel negozio di alimentari del tripolitano, dove Clara comprava dei fiammiferi. Le disse che lo chiamavano "Il Grande Samol", e lei rise. Aggiunse che sapeva quello che aveva fatto con i suoi vetri, e che non doveva pensare che non le fosse riconoscente. Lei si coprì il volto con le mani e tornò a casa. Sasson fu di nuovo portato ali' ospedale e non ne uscì mai più. Lei meditò: "Sì, amo davvero il Signor Sasson. Era delicato e bello, e mi ha fatto fare due figli vivi, due morti, e uno che non è né morto, né vivo". Pensava già al Signor Sasson avvolto nel sudario. Una notte si sedette a cucire un vestito nero di velluto che aveva trovato al mercato delle pulci. La signora Ronen si irritò, le disse che non le piacevano le domestiche che venivano al lavoro vestite da festa grande, luccicanti, l'indomani disse che i bambini non potevano dormire per colpa degli incubi e la licenziò. La accusò: "Hai parlato loro della morte". Clara non conosceva la parola incubo, ma disse: "Penso ... del Signor Sasson ... avvolto nel sudario ... si avvicina al Creatore, e io piango il mio amore e sposo". La signora Ronen disse: "Tu sei capace di scannare con la spada, mentre i tuoi occhi sono cascate di lacrime!", e rise quando andò a sedersi al caffè con le amiche per parlare dei nuovi vestiti che si vedevano esposti nei negozi di moda che in città spuntavano ogni giorno come funghi. Clara scese dal) 'autobus e si fermò dal tripolitano. Anche lui non sapeva che cosa fosse un incubo, ma un 'altra donna, che rovistava in un barile di aringhe, spiegò loro che gli incubi sono i sogni spaventosi. Una coltre di fiacca stanchezza la avvolse, e Clara tornò a casa. Tutto era tranquillo e degli uccellini facevano il nido sul tetto. Vicino alla porta vide uno scorpione nero e lo schiacciò col piede. Sentiva la casa vuota: Meyuchas era in carcere, e l'altro figlio, Avram, bighellonava per strada. Allora andò in via Yehudah-halevi e chiese allo scrivano pubblico, che portava occhiali da sole neri, di prepararle una lettera. Lui introdusse la carta in un'enorme macchina da scrivere e batté: Soggetto: mio licenziamento. Sig.ra Ronen Signoria Illustrissima, .. Clara lo inte1TUppe,dicendo che sarebbe stata lei a dirgli che cosa scrivere. L'uomo si offese, accartocciò la lettera con una mano stretta dalJa sopramanica nera, e si accese una sigaretta. Brontolò: "Sono ventitré anni che faccio questo lavoro, e le so scrivere, le lettere!" Ma Clara, che non sapeva nulla, disse: "Forse lei sa come scrivere, ma che cosa scrivere glielo dirò io". Lui sollevò gli occhi e vide una donna bella e forte; gettò la sigaretta, mise in macchina un altro foglio e attese le sue parole. E poi ricominciò: Signora Ronen, lo sono una donna difficile. Forse non sono una brava mamma, perché Meyuchas è in carcere, e questo è un cattivo segno. Tutto questo è vero. Non avevo un vestito da ballo, bensì un pianto per il mio amore e sposo. Perché dirmi che i Suoi f1,gli hanno incubi, che non riescono a dormire? Certo che dormono. Dormono nei letti più morbidi del mondo. Hanno delle cose belle, e le cose belle fanno dolci i sogni. Hanno un grammofono, voi abitate in una bella via, con alberi e persiane. Non è bello parlarmi cosi. Non è Lei a licenziarmi. Lo faccio io, per me e per il Signor Sasson. Saluti. Clara. Pagò e lo scrivano disse: "L'ho battuta con tutti gli en-ori. E non raccontare in giro dove ti sei fatta fare questa lettera". Clara lo guardò raggiante: "Che cosa sono poi le parole, o le lettere? L'importante è il cuore, e il suo è generoso". L'uomo si accese un'altra sigaretta. "Sa, signora Clara, il cuore è proprio ciò che si perde, qui. Abitavo a Baghdad, dove gli ebrei erano ebrei tra loro, mentre qui è come all'estero: ognuno punta alla gola dell'altro. Quale signora Ronen era, questa? Quella di via Ben-Yehudah, col figlio che va a puttane?" Clara disse: "Non ha un figlio grande. Ha tre bambini piccoli. E allora, forse, forse ..." Rise e pensò al signor Ronen e a Meyuchas, che stava in carcere. Tornò a casa. Venne il tramonto ad abbracciare gli alberi con un mirabile silenzio. Clara canticchiò una vecchia canzone che aveva imparato dai pescatori del villaggio in cui aveva partorito tutti i suoi figli: quelli vivi, quelli morti, e quelli che non erano né vivi, né morti. Il sorriso le restò sul volto anche dopo che ebbe comprato un francobollo e imbucato la lettera in una cassetta postale rossa. Meyuchas era in carcere quando Avram prese a vagare per la Strada dei Miserabili. Co1teggiò una certa Sionah e volle sposarla. Si diceva che la gente di quella strada fosse astiosa, sulle braccia portavano numeri azzurri. Quando il Signor Sasson morì, lei lo accompagnò alla tomba e non pianse. Pensò: "È tornato al suo Creatore, e non mi manca". Meyuchas, accompagnato al funerale da un poliziotto, scappò durante la recitazione di El male rachamim.' Il poliziotto se la prese con Clara: "L'hai aiutato", ma lei negò. lui la osservò ostile e non vide che i suoi occhi chiari accarezzavano per l'ultima volta il corpo esile del Signor Sasson. Mentre tornava a casa, meditava. Il primo pensiero era: perché Meyuchas aveva scelto di fuggire proprio durante il funerale del padre? Forse per affetto, per dispensarlo dalla sua presenza scomoda. E poi: perché la fidanzata di Avram, Sionah, non era venuta al funerale? Pensò che tutto si riversava nell'unica realtà. Appagata da questo momento di felicità pensò: "Meyuchas l'ha fatto perché voleva che
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