Linea d'ombra - anno XIV - n. 120 - dicembre 1996

l'altra il sacchetto della frutta. Aveva consegnato i pesci secchi al figlio piccolo, che voleva portare anche il resto. Ma papà aveva detto di no, e arrancava taciturno, ballonzolando tristemente la grande pancia. La fabbrica del padre incominciò a lavorare solo quattro giorni la settimana; poi, tre. Shlomo Zalman veniva ogni sera a chiedere se l'indomani avrebbero lavorato. Quando la risposta era negativa diceva che andava bene lo stesso, e ci sarebbero stati giorni migliori. Ma Tzal'el era furioso e diceva a papà che era prossima la fine della classe capitalista. Un giorno, papà tornò dalla riunione degli industriali ancora più cupo e inquieto del solito. Non parlava, ma il ragazzino immaginò che finalmente avesse capito ciò che dicevano i giovani in ebraico. L'indomani papà non andò in fabbrica: annunciò che aveva in mente di lasciare Tel Aviv e trasferirsi in un piccolo paese. Pensava di non fabbricare più sapone, perché agli industriali il sapone non piaceva e pensavano solo al lucro. Raccontò che il grasso di pessima qualità che aveva comprato era prodotto proprio dagli arabi. Tuttavia, alcuni giovani industriali l'avevano comprato e poi rivenduto a lui a caro prezzo. Disse ancora che tra gli anziani c'era qualcuno che aveva fatto combutta coi giovani per fabbricare sapone di bassa qualità, stamparci sopra la scritta "Marsiglia", e venderlo al mercato. "E quello che dicevano in ebraico, l'hai capito, papà?", gli chiese il bambino. EmiT! ode GiiranTunstriim TERRA L'ORATORIO DICONFINE DINATALE pp.176-Lire20.000 pp.400-Lire32.000 L'eventdoellaFiera UnasagaditregenediFrancofor'9te5.Il razionciheparladi rapportcoonflittuale amores,peranzar,te traEsteOvesetI'au- e musicaIl. capolatoritrattodi unaco- vorocheharivelato scienzqauasiandro- unodeigrandniarragina,nelprimoro- tori contemporanei manzodellarivela- svedesdiellageneraziondeellaletteratura zionedi Gustafsson dellanuovaEstonia. edEnquist. StigDagerman Arto P:1asihnna ArtoPaasilinna !GIOCHI ILBOSCO DELLANOTTE DELLEVOLPI pp.172-Lire18.000 pp.240-Lire26.000 Larivoltdaiungiova- Dell'imprevediebile nealla"dittaturdael- fantasioasuotordeell'angoscia".Espio- l'Annode/Inlepre, il more dell'inferno nuovoromanzsoemquotidianos"c,onfit- preambientantoelle to.Dopo I/ viaggiato- forestenordichei,n re, ottonuovriaccon• fugadalmondoi,n ti dell'autoreculto totale immersione svedese. I~\ nellanaturalappone. Via Palestro, 22 - 20121 Milano -Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919 41 "No", rispose papà, "non ho sentito". "Dicevano che ormai sei vecchio, tra poco morirai e non sarai più il presidente, e allora andrà tutto meglio ...", disse il bambino. E scoppiò in lacrime. Papà prese il figlio sulle ginocchia, gli accarezzò il volto, lo baciò pungendolo con la barba incolta, e disse: "Tuo padre non è poi così vecchio, ed è destino di ogni uomo morire. Ma tu, piccolo mio, metterai su una grande fabbrica di sapone, quello buono, non adulterato. E sarai grande e forte, parlerai ebraico e non potranno riderti dietro. Sarai il capo degli industriali e non ti sentirai imbarazzato per tuo padre". Il piccolo si asciugò le lacrime e tacque. Passarono giorni e mesi. Papà riaprì la sua fabbrica di sapone. Shlomo Zalman e Tzal'el venivano due o tre volte la settimana . ad aiutarlo. Solo dopo alcuni mesi papà mantenne la parola e si trasferì nel villaggio di Rechovoth. Anche lì produceva sapone, ma lavorava da solo, due giorni o tre la settimana, girando con la sua mercanzia per i negozi di Tel Aviv e dei villaggi vicini. Da allora passarono molti anni. Papà morì. Lo seppellimmo nel cimitero vecchio di Tel Aviv, e l'Unione Industriale pubblicò un necrologio sul giornale. Il figlio crebbe e divenne un uomo, ma non fondò nessuna fabbrica di sapone. A volte, seduto davanti al suo lavoro, meditava che malgrado tutto aveva mantenuto fede al testamento del padre. Altre cose, oltre al sapone, meritano di essere linde e pure. Così meditava il figlio, e riprendeva il lavoro. noidonne ' e ... ► un appuntamento al mese con informazioni notizie e riflessioni raccolte e scelte con gli occhi delle donne ► un laboratorio di giornalismo femminile che dura da 50 anni coN noidonne UNPERIODICDOI LIBREI PERCORDSILETTURA IN EDICOLA I PRIMI DEL MESE E IN ABBONAMENTO PER INFORMAZIONI TELEFONA AL

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==