22 istituzioni e i riti sociali legati al tradizionale modello di coppia eterosessuale - famiglia, corteggiamento, matrimonio, maternità - che consentono agli uomini di mantenere il dominio sulla cultura israeliana. La nuova narrativa femminile è piena di tentativi simili. Basta ricordare come Tziporah Dolen descrive l'istituzione familiare in Come si sa, non tutto è verità; allo stesso modo Daniela Karmi tratta il concetto del matrimonio eterosessuale (La donna che smise di mangiare - per novanta minuti), Orly CastelBloom esprime la maternità in Doly City, Iris Lea] si occupa della banalità insita nella presentazione estetica ed erotica della femmefatale nel romanzo La clinica; Leah Eilon usa topoi ripetitivi, quasi mitologici, nella sua descrizione della donna postmoderna (Qualcosa di esistenziale); Tzruyah Shalew smaschera il matrimonio, il divorzio, la maternità, esamina l'immagine della donna fragile scrivendo favole e racconti per bambini (Ballando da ferma, Non desiderare la donna d'altri). Al percorso, così ribelle, della narrativa femminile si sono associati anche scrittori maschi, come Avner Shatz, che descrive in alcuni suoi racconti la sofferenza e la rivolta della voce femminile contro una volontà maschile che la domina (Circuiti stampati). La narrativa tribale-esistenziale e quella femminista sono di per sé eversive, poiché portavoce di minoranze che, per decine di anni, sono state private di un giusto riconoscimento e ora attaccano l'ordine poetico costituito, per modificare radicalmente l'attuale gerarchia culturale. Ma se la loro finalità è simile, bisogna ricordare che diverse sono le modalità di azione. Possiamo cautamente affermare che la maggior parte dei testi afferenti alla poetica tribale-esistenziale sono per lo più conservatori; ciò non implica una qualità minore rispetto ai testi rappresentativi della poetica femminile. Il terzo movimento narrativo che vorrei presentare muove da gruppi oppressi. Esso non ha portavoci diretti e necessita di un mediatore. Mi riferisco a ciò che potremmo definire come "poetica fanciullesca". David Grossman, Itamar Levy, ma anche Ruth Almog, Amnon Nevoth, Yitzhak Ben-Ner, Daniela Ka1mi, Beni Barabash ed Ethgar Kereth si occupano dell'effetto distruttivo che hanno le espressioni narrative del mondo adulto sull 'universo dei bambini e dei ragazzi, l'unico in cui sia ancora percepibile, secondo tali scrittori, il tempo dell'innocenza perduta. Strettamente legato a queste opere è il corpus che esprime i processi distruttivi che si svolgono nell'universo dei rappresentanti della poetica fanciullesca; processi rievocati dalla letteratura storica sionista. Si vedano, tra tanti altri, La stagione dei re e Il pilota automatico di Nevoth e Lettere del sole, lettere della luna di Levy. Una variazione interessante dello stesso meccanismo si ha in opere in cui il mondo degli innocenti viene funestato dall'ombra opprimente della Shoah nelle sue diverse manifestazioni. A questa letteratura appartengono Vedi alla voce "Amore" di Grossman, La leggenda dei Laghi tristi di ltamar Levy e quasi tutti i racconti dell'antologia Rammendando un'opera d'arte, di Ruth Almog. Il giovane scrittore Ethgar Kereth, nella sua raccolta Mi manca Kissinger, fa un uso massiccio della poetica fanciullesca, considerandola un mezzo di confronto con l'influsso negativo delle due correnti sopra nominate. La poetica infantile si ripropone attraverso la caratteristica del rifiuto, che respinge almeno in parte le contraddizioni degli adulti, fonte di tutte le tendenze letterarie considerate fin qui come distruttive: mi riferisco alle contraddizioni tra le categorie dell 'esistenza e della consapevolezza, alle aporie sociali e culturali, alle distinzioni, spesso degenerate in discriminazioni, su base razziale, nazionale eccetera. Per principio si respinge, in questo contesto, la contraddizione basata sulla diversità sessuale: nella cultura occidentale, il bambino viene percepito come metafora di una realtà cne sta oltre la dialettica tra femminile e maschile. Occorre occuparsi di questa metaforica esistenza infantile, anteriore alla condizione naturale di un mondo lacerato dalle contraddizioni. Questa osservazione giustifica la condizione psicologica e culturale del rifiuto. I libri che appaitengono a questo corpus descrivono bambini o ragazzi la cui crescita viene sospesa o, per converso, accelerata. Molte descrizioni simili si trovano in Vedialla voce "Amore" o in Il libro della grammatica interiore di Grossman, in Vita notturna di Clio di Karmi, nel racconto l piedi di Madame e nel romanzo Lettere del sole, lettere della luna di Itamar Levy. Anche il quarto orientamento narrativo che esamineremo tenta di superare il conflitto sociale e culturale, ormai sclerotizzato, presente tra uomo e donna. Esso propone di agire in modo nuovo, confermando l'essenza androgina presente in ognuno di noi per formare una persona emotivamente più ricca e completa, meno ferita dal conflitto tra i sessi che stimola, come già detto, l'aggressività degli altri moduli letterari. li "narrativo androgino" è senz'altro una delle forme più curiose presenti nella cultura letteraria israeliana degli ultimi anni, in cui è presente a vari livelli: può servire solo come motivo accessorio, oppure avere una funzione strutturale e filosofica più profonda. Tali elementi appaiono nei romanzi Esaù e Come negli altri giorni di Meir Shalew e nei racconti folcloristici di Dan-Benayah Seri. Maggiore importanza strutturale si scorge in L'artista delle maschere di Nurith Zarchi. Resta da esaminare un 'ultima corrente narrativa, certo la più "anarchica" tra le cinque sopra nominate. È una corrente, o meglio, anticorrente, mistica e caotica; un atteggiamento rappresentato in modo particolare dai testi inquieti di Yoel Hoffmann, i cui libri cercano in primo luogo di esprimere l'incanto dell'essere, lo stupore di fronte a un'esistenza che è nello stesso tempo materiale e spirituale. Lo scrittore cerca di attingerne il significato evitando, o sospendendo fino all'estremo, l'uso di stratagemmi che ci permettano di ricostruire un "io" e un mondo di realtà rappresentata. Questo modulo narrativo, le cui principali caratteristiche sono in parte applicabili ad altre correnti, si confronta con tutte le poetiche, inclusa quella sionista-modernista: questa corrente mistica-caotica vede il mondo come un complesso di fenomeni unici e irripetibili; qualsiasi tentativo letterario o critico di catalogarli e organizzarli in un sistema logico o narrativo sarebbe dannoso e vano. È stato presentato un quadro succinto delle correnti e delle tensioni presenti nell'attuale letteratura israeliana. Alcune difficoltà invitano certo a un 'analisi prudente: l'inevitabile insufficienza di un'interpretazione soggettiva, il fatto che i fenomeni considerati mutino in continuazione e, non da ultimo, la limitata portata del quadro letterario preso in esame. Un lettore israeliano noterebbe subito la mancanza, nella mia trattazione, di alcuni testi, come Il volo della colomba di Yuval Shim'oni e l'introduzione a Judaica di Udi Taub; abbiamo invece, scelto di proposito di discutere la moderna letteratura israeliana come se essa fosse inclusa in una sorta di "bolla" culturale, isolata dal contesto storico-sociale. È fuori discussione che, per una corretta valutazione dei processi e delle loro ripercussioni socio-culturali, dobbiamo tener conto, di volta in volta, anche delle affinità con analoghi processi appartenenti al sistema culturale israeliano nel suo complesso. Dobbiamo far riferimento alla poesia, alla drammaturgia e ad altre fonne di comunicazione, che in un dibattito simile hanno estrema impo1tanza, come la stampa, il cinema, gli spettacoli artistici, musicali eccetera. Aggiungiamo infine che questa analisi, ovviamente, non è l'unica che si possa presentare. Gershon Shaked nel suo libro Letteratura allora, qui e ora, e altri critici, come Avraham Balaban e Dan Miron, propongono un quadro diverso che li ha condotti naturalmente a tutt'altre definizioni e conclusioni teoriche.
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