Linea d'ombra - anno XIV - n. 120 - dicembre 1996

Israele racconta UNA GRANDE MALINCONIA MEDITERRANEA Elena Loewenthal Sogni infranti, verità negate, malinconiche rivincite sulla vita: anche di questo, soprattutto di questo sono condite le storie israeliane qui presentate, quasi che a ognuno degli autori fosse stato chiesto di mettere in causa, in un modo o nell'altro, in un luogo o nell'altro, il senso stesso della vita. Una trama complessa e nascosta, assai più fitta di quanto non si possa cogliere aprima vista, unisce dunque queste storie ben al di là di un semplice percorso letterario nazionale: chiusi, quasi segregati nei loro spazi e momenti, i personaggi si trovano tutti, prima o poi, a fare i conti con l'essenza, con il nocciolo della vita stessa, il suo siLostudiodi YaakovShabtai. FotoVincenzoCottinelli. 19 gnificato. Amos Oz, A.B. Yeoshua, Yoram Kaniuk e Benjamin Tammuz: grandi classici della letteratura ebraica contemporanea, eppure perlopiù ancora scrittori militanti, presenti sulla scena politica e intellettuale del paese con un 'assiduità sempre stimolante. Orly Castel-Bloom: caposcuola indiscussa della "nuova" letteratura giovanile del paese, estrosa autrice dalla perenne carica simbolica e sarcastica. La vita di kibbutz con i suoi miti e le sue realtà, la caserma che in Israele non è soltanto una postazione militare bensì un cosmo a se stante, lo squallore e al tempo stesso la luce di una Tel Aviv che cresce soffrendo, e che si rispecchia ambiguamente in un'attualità frenetica e indifferente, e poi la campagna arida ma tenace e altri luoghi lontani - un Mediterraneo placido e solare sconvolto dall'arrivo dei tedeschi - e il cielo, questo soprattutto .. li protagonista quasi muto del racconto di Amos Oz, Ghidon Shinav, muore perché incapace di posare i piedi per terra, sotto lo sguardo inebetito di un padre tanto più carismatico e loquace. Sulla storia è lui a stagliarsi. Più o meno taciuto, il dialogo spesso difficile fra le generazioni è uno dei motivi dominanti di questi racconti - e del resto di tutta una società, nuova e arcaica al tempo stesso, com'è quella d'Israele. Israele, ha detto una volta Amos Oz, è forse l'unico paese al mondo dove lungo tutta una generazione sono stati i figli a insegnare a padri e madri la propria lingua: un paradosso, questo,

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