Linea d'ombra - anno XIV - n. 120 - dicembre 1996

Due proposte Un sociologo che ha svolto accreditate ricerche sulla scuola italiana afferma che "circa tre insegnanti su dieci sono quasi degli eroi, molto competenti e ottimi didatti: suppliscono con l'impegno personale, si aggiornano, ma non sono per niente valorizzati e non hanno alcun riconoscimento( ...). Una metà dei restanti due terzi è inadeguata. L'altra metà tira a campare".' Se le cose stanno così, è chiaro che una formazione in servizio concepita come semplice "aggiornamento" disciplinare, unito alla mera trasmissione di nozioni psicologiche e pedagogiche, rischia di lasciare il tempo che trova. E anche la differenziazione retributiva di cui si parla come di una panacea non mi sembra possedere il potere salvifico che le si attribuisce. Si tratta invece di restituire senso al mestiere dell'insegnante: il che, dal punto di vista della formazione, significa offrire tempo e occasioni per metacomunicare sul proprio lavoro quotidiano, per recuperare il suo valore etico e conoscitivo, per elaborare e far circolare il sapere che ne scaturisce. Se per mettere in moto un processo di questo tipo sia necessario ricorrere all'apporto di interventi esterni al mondo della scuola o sia più utile la valorizzazione delle competenze esistenti tra gli insegnanti, dovrebbero essere gli stessi destinatari della formazione a deciderlo di volta in volta. Una premessa indispensabile è comunque il radicale sfoltimento dell'inutile lavoro burocratico che attualmente intasa la vita della scuola e l'istituzionalizzazione di tempi "sabbatici" dedicati alla ricerca e allo studio. Per quanto riguarda invece la formazione iniziale, un ruolo fondamentale andrebbe offerto agli insegnanti capaci di interagire con i loro futuri colleghi in un lavoro che si svolga anche e soprattutto nelle classi, insieme con ragazze e ragazzi in carne e ossa. Insomma, quel "tirocinio" che nei progetti ufficiali è relegato a una funzione subordinata dovrebbe essere un cardine della formazione, non come "esercitazione pratica" in cui si "applicano" e si yerificano a posteriori teorie pedagogiche preconfezionate, ma come esperienza diretta della sconfinata varietà di osservazioni, di strategie, di implicazioni che possono scaturire dall'atto dell'insegnare e dell'imparare. Qualcosa di simile si potrebbe realizzare anche all'interno di significative esperienze educative extrascolastiche, specie in situazioni sociali e psicologiche "a rischio". Mi pare che queste ipotesi potrebbero funzionare bene ad alcune condizioni: che gli insegnanti-"formatori" (ma la parola ha qualcosa di ripugnante, e bisognerebbe inventarne un'altra) non siano totalmente esonerati dall'insegnamento ma mantengano un contatto costante con le classi e con i ragazzi, attraverso forme di distacco parziale; che l'organizzazione della formazione in servizio degli insegnanti_sia radicalmente decentrata e legata alle esigenze che emergono dalle diverse situazioni locali; che i rapporti tra ricerca didattica e sapere accademico, e tra scuola e università, non si svolgano più in termini gerarchici e unidirezionali ma di scambio alla pari. L'unificazione tra ministero delI'università e della pubblica istruzione potrebbe aprire qualche spiraglio in questa direzione. Nota I) Alessandro Cavalli intervistato da F. Erbani su "La repubblica" del 27/1/1996. QUALESCUOLA/ARMELLINI 9 PIRE:LLA G0TTSCHI: LOWI: ~ Pe1·g1·attarsi il mignolo. Per sposarsi l'anulare. Per insultare il medio. Per viaggiare il pollice. Per legge1·e l'Indice. E in edicola L'Indice di questo mese. Assaporate il vero gusto della cultura. E non accontentatevi cli un assaggio. Sull'ultimo numero troverete tulle le indicazioni per abbonarvi e scoprirete t INDICE come ricevere Ln regalo la tessera sconto valida in tulle le DEI LIBRI DEL MESE Librerie Messa1;1-;erie. COME UN VECCHIO LIBRAIO. 1,1/, -- .. ·::..~ . ..:.. POPOLARE NETWORK: ABBIAMO VOLUTO LA BICI! 93,7 Firenze, Co11tromdio 95,4 Oresci:l, Rndio Brescia /lc1J>olnre 96,3 Bologna, Rndio Cittii del Cnpo 96,05 Conegliano, ·1·reviso, Radio nnse 81 97,7 Roma, Radio Città F11tum :~::: M;bno, Rndfof'opu/o,. 102,9 Genova, Radio Ge11ot}(IJ>opolm·e 104 Verona, Radio Po/10/nre \lercmn 104,6 Mantova 106,3 Varese 107,6 Milano, Pavia, Alessandria, Nov;1r:1, Vercelli 107 ,7 Brescia, Bergamo 107,8 Como, Cremon:1, Lecco 107,9 Dergamo ... e a furia cli pedalare tra tante veril<Ì scornoc.le, siamo cliven1a1i il primo Network cli informazione indipendente. Tante radio, una diversa dall'altra, che si collegano ogni giorno in un Network nazionale. Tanti notiziari lrasmessi dalle 6,30 a rnezzanolle che raggiungono ormai due 1erzi ciel p;1ese. Ci stiamo allargando. l'iù siamo e più velocemente faremo chiarezz;i Po olare •

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