"Ci siamo sposati per tirar su dei figli. Siamo stati bravi genitori. Kyòsuke fingeva di amare la musica e io ho provato a leggere libri di matematica. Chissà se i ragazzi si sposeranno, come abbiamo fatto noi". "Ci penseranno loro!". "È vero, è meglio smettere di dare consigli a vanvera". La strada bianca che continuava a perdita d'occhio e i boschetti di aghifoglie cresciuti qua e là erano pieni di malinconia. Sembrava che la macchina fosse trasportata dal vento. Le onde plumbee dell'oceano Atlantico mostravano la bianca dentatura insudiciata. "Non sono mai stata così felice. Chissà perchè prima mi impegnavo tanto a fare cose che non mi piacevano". Kikue guidava bene. Qualche volta, nelle pause del discorso, canticchiava la canzone che dice: "Yuzora harete, akikaze fuki". 9 Da bambine, quando le tre sorelle la cantavano insieme, Yurie finiva sempre per stonare un po' e veniva presa in giro. "Donald sta costruendo una barca. Un catamarano da venti piedi". "Cos'è un catamarano?". "È una barca che ha due scafi paralleli. Quindi è molto stabile. Lo chiamerà Kiku. Ci vuole tanto per incontrare la persona giusta!". "Può anche succedere che non si riesca ad incontrarla mai". "Quando ho attraversato il Pacifico, per me qui erano tutti sconosciuti, ma ho capito che c'erano tante persone come la Kikue o la Yurie di un tempo. Chissà per quale ragione, quando incontravo qualcuno che ti somigliava, mi veniva nostalgia: mi avvicinavo e cominciavo a parlarci. Davvero, li trattavo come fossero dei conoscenti. Mi rilassava. Prima ero un tipo nervoso, ma adesso sono più calma. È strano, vero?". Anche Yurie, quando aveva attraversato l'oceano, era piena di conflitti - se lo ricordava-, ma poi aveva avuto la sensazione che gli ingranaggi dentro di lei si fossero finalmente messi a funzionare. Spesso, uscendo da se stessa, si era vista seduta lì, come un'altra persona. Ciò che l'aveva tormentata era qualcosa per cui ormai non valeva più la pena di soffrire. Al contrario, fatti che non considerava importanti lo erano diventati tanto da sbalordirla. Forse era successo quando anche lei si era sentita abbandonata, nella totale indifferenza degli altri. "Dopo tutto, sono fortunata, vero?". Kikue riprese a canticchiareYuzora harete. "Nell'orto dietro casa coltivo lattuga, cavolfiori e ravanelli". Si sarebbe detta una fiaba. "A proposito, vuoi sentire la voce di Donald?". Kikue accese il mangianastri e fece partire la cassetta. Erano loro due che cantavano in coro Yuzora harete. La voce da basso di Donald era di rara bellezza. Note 1) L'intero racconto è giocato sulla rivalità esistente tra le sorelle Yurie, Kikue e Momoe, con un chiaro riferimento al capolavoro Le tre sorelle (1901) di Anton Pavlovic Cechov, che Òba Minako stessa ha indicato come uno dei suoi maestri. 2) Tofu: cagliata di soia. 3) Nel testo, bongure no aisetsu. In Giappone è uso scambiarsi gli auguri in occasione delle feste di Obon (feste dei morti), che si celebrano tra la fine di luglio e l'inizio di agosto, e per il Capodanno. 4) Letteralmente: Ciliegi ciliegi e Ninnananna della regione del ChuDALGIAPPONE/ÒBA MINAKO 89 5) Chan: suffisso che segue i nomi propri, spesso in forma abbreviata, usato per i bambini, i fratelli e le sorelle minori, eccetera. È stato conservato per mantenere il tono di affettuosa familiarità qui suggerito. 6) Le tre sorelle si rivolgono la parola, secondo l'abitudine giapponese, usando le forme di riferimento alla primogenitura. Qui Kikue, quasi mettendo in atto una piccola rivoluzione, chiede alla sorella di potersi rivolgere a lei facendo uso della forma abbreviata del nome, che generalmente viene riservata ad amici stretti il cui ruolo sociale sia equivalente al proprio. In questo modo, il rapporto tra le due sorelle sembra finalmente avviato verso un' amicizia paritaria, priva di competitività e rancori. 7) Il proverbio recita: "A dieci anni bambino prodigio (shindo), a quindici ragazzo geniale (saishi), passati i venti persona normale (rada no hito)". 8) Riferimento esplicito alla somiglianza di Kikue con la Katjusa dell'opera di Lev Tolstoj Resurrezione. Occorre precisare, però, che nelle traduzioni di Resurrezione disponibili in italiano non ci è sembrato di poter individuare nessuna descrizione in cui la giovane si copra il viso "con la neve di primavera". Verosimilmente, Òba Minako si è rifatta alle parole dell'aria cantata dal personaggio di Katiusha nella trasposizione teatrale del romanzo, in giapponese, che fu rappresentata per la prima volta a Tokyo nel 1914. A portare sulle scene le vicende della sfortunata eroina fu la celebre attrice Matsui Sumako ( 1886-1919), amante dello scrittore Shimamura Hogetsu (1871-1918). L'aria da lei cantata, incisa su dischi, divenne il primo hit giapponese. 9) Letteralmente: "li cielo della sera si rasserena, soffia il vento d' autunno". Intitolata Kokyo no sora (Il cielo del mio Paese), è la versione giapponese della vecchia canzone popolare Walking trough the rhye. goku. FotoGordon/Rea/Contrasto.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==