Linea d'ombra - anno XIV - n. 119 - ott./nov. 1996

espressione di repressione e controllo, è chiaro che nello "spazio liberato" l'atteggiamento di ostilità e di rivendicazione è ancora più forte. Inoltre, le forze di polizia rappresentano l'intruso, l'elemento di confusione, l'ostacolo a esprimere tutta la propria rabbia contro gli avversari-nemici. Non è un caso che gli scontri più violenti si verifichino proprio contro polizia e carabinieri. L'esasperazione del senso d'appartenenza, la contrapposazione noi/gli altri, il diverso visto come nemico hanno rappresentato un terreno fertile per lo svilupparsi sempre maggiore di atteggiamenti xenofobi, per non dire razzisti: cori contro giocatori neri o ebrei, al Nord insulti ai tifosi delle squadre del Sud. A Verona o Udine, i presidenti sono stati contestati perché in procinto di ingaggiare rispettivamente un giocatore nero e uno israeliano. Accanto a questi sono comparsi in curva simboli sempre più esplicitamente inneggianti al nazismo e al fascismo. Croci celtiche, scritte in carattere runico e, fino a qualche anno fa, un'abbondante presenza di skinheads. Ciò testimonia un orientamento ideologico degli ultras? "Il fenomeno è molto più complesso" afferma Valerio Marchi, direttore dell'Osservatorio sulle Culture giovanili dell 'Eurispes e curatore della ricerca "Ultrà" pubblicata recentemente dall 'Eurispes "i gruppi ultras derivano dal grande movimento di contestazione nato e sviluppatosi tra la fine degli anni sessanta e lungo tutti gli anni settanta. Tanto che slogan, nomi di gruppi e organizzazione interna ricalcavano quella dei cosiddetti gruppi extraparlamentari. All'inizio c'era addirittura una prevalenza di gruppi di sinistra: il Commando Ultra Curva Sud della Roma, gli Ultras del Toro, i tifosi della Fiorentina da sempre sono 'di sinistra'. È vero che ultimamente lo spostamento a destra si è fatto evidente, probabilmente sotto il traino di sentimenti 'xenofobi'. Si lega al senso di trasgressione e alla voglia di essere contro più che a un' ideologia di destra, più presunta che conosciuta davvero. Ci sono peraltro alcuni casi di gruppi estremisti che, nati fuori dagli stadi, hanno portato in curva la loro protesta violenta". Un caso esemplare in questo senso è quello di "Opposta Fazione" che ha costituito un elemento catalizzatore per la presenza della destra in una Curva come la sud dell'Olimpico storicamente "rossa". Alcuni degli appartenenti a questo gruppo si sono segnalati per rapine, spaccio, fuori dai contesti calcistici e il loro motto è "più calci meno calcio". Non è raro vedere tra loro ex esponenti dei Nar. D'altra parte sembra che Franco Freda fosse un frequentatore assiduo della curva degli ultras del Verona ... Non sono però mancati i tentativi più o meno riusciti di coinvolgimento e di strumentalizzazione. Un solo esempio oltre ai già citati ultras candiçlati ed eletti nei partiti di destra: nel 1990 "Il secolo d'Italia" allora organo ufficiale dell'Msi, oggi di An, e il suo direttore Maurizio Gasparri organizzarono un convegno dal titolo esplicito "La curva come patria". Non è facile però canalizzare e in qualche modo convogliare il consenso di gruppi che fanno dell'antagonismo, dell'estraneità a leggi e regole il proprio credo. Emblema di tanto disordine ideologico una bandiera che sventola in curva tra i supporters dell'Avellino: il volto fiero del Che Guevara in campo rosso accompagnato da una frase di cui lui non è certo autore: "Boia chi molla". Valerio Marchi: "Hashish e marijuana girano abbastanza tranquillamente in curva. Osteggiate e deprecate a parole da un'ideologia di "destra" con il mito della lucidità e della prontezza e perché simbolo di una contestazione di sinistra, il loro uso è di fatto tollerato anche nelle curve più nere. Bisogna anche dire che il consumo ormai molto diffuso tra le classi giovanili ha fatto sì che la carica trasgressiva un tempo molto forte nel fumare spinelli, oggi sia molto meno sentita". Non si può però dire EDITORIALE/MORBELLO, RASTELLO 7 che esista un uso specifico delle sostanze stupefacenti in curva, ma si può piuttosto dire che si ricalcano modalità e fenomeni comuni a tutta l'area giovanile. È questo il caso delle droghe sintetiche: non è raro che i ragazzi che sono la domenica allo stadio siano reduci da una notte trascorsa in discoteca o a un rave party magari assumendo pastiglie, un'assunzione che può continuare anche in curva, per non sentire la stanchezza o la paura. Non mancano però alcuni episodi, certo isolati, ma pure indicativi di una realtà contraddittoria. A Torino, nell'estate del 1994, l'operazione di polizia denominata "Discipulus" ha portato alla luce una rete di spaccio di ecstasy, lsd, cocaina e hashish, essenzialmente rivolta agli studenti. Sette dei nove arrestati o indagati appartenevano al gruppo ultras juventino dei "Drughi". Pare che avessero il compito di effettuare i viaggi ad Amsterdam per acquistare grosse partite di stupefacenti e non è escluso che alcuni di questi viaggi siano stati in occasione di trasferte a seguito delle partite di coppa della squadra. Ultras violenti, razzisti, fascisti, intolleranti, incapaci di comunicare, consumatori di droghe più o meno pesanti. Semplificazioni e generalizzazioni che non danno ragione di tutto un movimento che, nel bene o nel male, coinvolge migliaia di ragazzi in tutto il mondo. Giovani che vivono una forma di socialità esasperata, a volte distorta, su cui sono pronti a gettarsi i manipolatori del consenso, politico e commerciale (non sempre si tratta di soggetti diversi ...), ma che in ogni caso cercano di difendere con le unghie il proprio essere contro, fuori, liberi. Un mondo a cui avvicinarsi con cautela, da studiare, da rispettare, certo anche da controllare e contenere, in ogni caso ricco di suoi "valori" che possono parere contraddittori e talvolta sembrare beffardi, ma che pure rappresentano un riferimento forte. Come quando i "duri" della curva, sciarpa annodata sul polso, anfibi ai piedi si presentano alla direzione dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma per consegnare i milioni di una colletta fatta per rinnovare alcune apparecchiature sanitarie. école NOVEMBRE L'ereditàdi Freinet • IDENTITÀ, RAPPRESENTANZA, MOVIMENTO• FINANZIARIA SCUOLA • VALUTAZIONE • RENDITA BUROCRATICA • AUTONOMIA IERI E OGGI • PERLA SCUOLA DELLAREPUBBLICA • UNIVERSITÀ: CONCORSI • CITTÀ EDUCATIVE• IL BAMBINO IN FUGA • EDUCAZIONE SOCIO AFFETTIVA • EDUCAZIONE INTERCULTURALE• L'AMBIENTE CHE ABITIAMO• IL CINEMA È MORTO, VIVA IL FILM ÉCOLEMENSILEDI IDEEPERL'EDUCAZIONE• ABBONAMENTO ANNUALE(9 NUMERI):L. 45.000 • CCP.26441105 INTESTATOA SCHOLÉFUTUROVIAASSAROTTI,15TORINO•TEUFAX011.545567 • INTERNET:HTTP://EEE.ST.ALPCOM.IT/ECOLE • DISTRIBUZIONELLE LIBRERIE:PDE• MINIABBONAMENTO[2 NUMERI]OMAGGIO

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