76 NARRATIVA ITALIANA/CARPI Sua madre brancola nella notte, sulla punta di un iceberg. Siamo a casa di Greta, in soggiorno, fra quadri, piante e divani. Sono le sette di sera. Aurelio? Ah sì, le bacia tutte sulle bocca, ha detto Greta seccata e superiore senza smettere di giocare, intenta come sempre solo a se stessa. Non ha nemmeno chiesto perché Ada non sia lì con loro, ma dopo un po', dal suo angolo, dove traffica con giornalini e i puffi, ha aggiunto, come a loro informazione: potete chiedere anche a Michela. A Michela? E qual è Michela? Quella ... e Greta vorrebbe precisare "stupida", "maleducata", ma sa che è vietato usare simili parole per un compagno e si limita a buttar là un cognome. Le due donne, sedute dirimpetto, una per divano, si accendono l'ennesima sigaretta. Anche la mamma di Greta è una donna minuta, senza trucco, con le mani gracili e nervose, e in più tormentata, come tante della sua età e condizione, dal dilemma se fare ancora un secondo figlio, il che significherebbe però di nuovo rinunciare a quello che chiama con pudore "avviare qualcosa di mio". Un'aspirazione che incontra la distratta solidarietà del marito, economista anche lui, e vera comprensione solo in questa donna che le siede di fronte, alla quale è legata più che a una sorella. Chiediamo il numero di telefono a scuola? si consigliano le due con gli occhi. È l'ora di pranzo. Siamo in un bar non lontano da scuola, una di quelle tavole calde che a quest'ora si riempiono d'impiegati e di brusio ma dove si può bere qualcosa anche in piedi, al banco. La Giantin arriva in ritardo, visibilmente di malavoglia, non vuol bere niente, vuol solo far presto. Le due non hanno nemmeno bisogno di scambiarsi un'occhiata per concordare - in un corto circuito di sincera democrazia - che bisogna trattarla da pari a pari, anzi anche meglio di una loro. Bionda ossigenata, cicca in bocca, minigonna, giaccone di pelle con le borchie di metallo, età: sui ventotto-trenta. Ma sì, conferma, anche Michela mi ha parlato di quel tipo del pomeriggio, Aurelio si chiama o comecazzo; ma tempo fa, in novembre, credo, poi più, perché si vede che non deve aver fatto più niente. Ah, ah, sicché la sua la vuole sposare? ride - e si vede che da una parte le mancano due denti. Con la mia, se mi ricordo, è andato giù più pesante, mi pare che una volta fosse verso sera, ma non sono sicura: non c'era nessuno, lei usciva dalla toilette, e lui l'aspettava e le ha preso una mano e se l'è messa sul... Un'altra volta, sempre in corridoio, voleva baciarla, solo baciarla, e lei è scappata. Ma lo fa anche con altre, pare. Le due tacciono, allibite. Ma guarda che tipe, pensa la Giantin, e un po' le fanno venire la rabbia, un po', chissà perché, le fanno compassione e vorrebbe dirgli qualcosa, una buona parola. Però, butta là, c'è anche il caso che siano tutte balle, tutte invenzioni delle bambine, la Michela e le vostre. Le nostre non hanno mai mentito, dichiarano le due come in trance. Ah sì? trasecola la Giantin. Adesso però la fanno soltanto ridere. Io, sbotta, non posso mai, ma se avessi tempo da perdere e avessi anche i soldi, per divertirmi mi prenderei un bel cagnone di razza, un siberiano, un sanbernardo. Perché quelle, scusate un po', sono grandi, no? Se la sbrighino loro con tutti i figli di puttana èhe ci sono in giro. La mattina del lunedì, in un angolo della saletta c'è come un confessionale a quattro: le tre maestre della mattina sono in sommesso colloquio con la mamma di Ada e costernate. Ma se sembra così un bravo ragazzo, badano a ripetere, preciso, puntuale, educato, persino un po' noioso! Il guaio è purtroppo che loro fanno un altro orario, che nel pomeriggio non c'è nessuno, lui è solo e... ha mano libera. Però giurano che d'ora in poi veglieranno, il modo si troverà. Giacché - su questo non hanno dubbi - affrontarlo direttamente sarebbe un rischio troppo grande: se è davvero un maniaco, potrebbe vendicarsi in modo terribile. E andare da Ventrice? riflette la povera madre. La Biason sarebbe tentata, ma la più anziana delle tre lo sconsiglia: dal direttore? è quasi certo che lo coprirebbe. Prego? fa la madre, come se avesse sentito male. Lei sa com'è, sospira la maestra, è che ... anche lui è... del meridione, e poi ... fra maschi ... sa com'è ... Non resta che una denuncia alla Procura, dice la Biason. Con le bambine chiamate a testimoniare? La mamma di Ada ha un brivido. Anche il padre, la sera prima, dopo essere esploso in un "ma fatelo cacciar via!", ha poi convenuto che un processo avrebbe effetti psicologici incalcolabili sulla bambina, e altro al momento non gli veniva in mente. Ma scusa, dice la sera dopo, attraverso il letto, spogliandosi e poi coricandosi con un gran sbuffo di stanchezza, e se si evitasse semplicemente di mandarla a scuola nel pomeriggio? Il giorno seguente parte, e quando torna, dopo una settimana, trova la moglie pallida come la morte. Ieri, gli racconta senza nemmeno lasciargli posare la valigia, il maestro è andato in classe, la mattina, fuori del suo orario, e le ha chiesto: perché, Ada, questi pomeriggi non c'eri? Poi all'uscita, a mezzogiorno, le ha messo in mano un regalino. Cambiale scuola. A metà anno non me la prendono. Ovvero, potremmo trovare solo una scuola privata, ma lei la vivrebbe come una colpa, come una punizione. Punizione? Questa non la capisco, fa lui andando al frigo a cercare qualcosa da bere. Nel pomeriggio - seduto davanti al computer, con una benda di garza avvolta intorno alla testa perché sta contemporaneamente giocando con Ada al dottore, e lei è il dottore e lui il malato - gli viene un 'idea. Quell'offerta che ho d'insegnare in Finlandia per un semestre ... dice la sera, in camera, spogliandosi. Sì, fa la sua ombra di moglie, dentro un pigiama a strisce che la rende ancora più fantastica. Be', ci andiamo tutti e tre. Ada continua la scuola in Finlandia. Tanto là parlano tutti inglese. Sì, forse è la soluzione, dice lei dopo un po' che sono stesi uno accanto all'altro, supini, gli occhi sbarrati dalla stanchezza, però non si può deciderlo sopra la sua testa: Ada è responsabile e deve dire anche lei cosa vuol fare della sua vita. Papà è partito all'alba per Berlino. Ti piacerebbe stare sei mesi con me e con papà in Finlandia, il paese dei laghi? chiede la mamma a colazione, versando il tè- e andare a scuola là, magari in una bella scuola nel bosco, con tanta neve? Perché, fa Ada, c'è la possibilità? Sì, non è bello? Ci posso pensare? Ma certo, tesoro, devi essere anche tu a deciderlo. Il giorno stesso, a pranzo, assestandosi con due spinte sulla sedia di cucina e legandosi il tovagliolo dietro la nuca, Ada dichiara: Se è per la neve, c'è anche qui. Io non vengo. Io voglio sposare il maestro Aurelio.
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