36 POESIA/HEANEY il tuo monotono racconto, fermandoti solo a riprendere fiato. Il pennello da tempera. Una vecchia cosa imbiancata e fasciata, appesa sul lato posteriore della porta della vaccheria, che offre all'asta il suo tempo, finché le arie primaverili non incantano la calce nel secchio a mescolarsi all'acqua con un mestolo. Quegli odori facevano lacrimare gli occhi, inalavamo una sorta di fuoco verde e pensieri di zolfo. Ma il corredo del mestiere di imbianchino, l'intruglio grigio acquoso disteso ad ampi campioni, che via via si asciuga e si fa sempre più bianco, quello era tutto una magia. Da dove venivamo, cosa era quel regno a cui sapevamo ci avrebbero reso? Le nostre ombre scorrevano sui muri e un orlo di pece liquida scintillava per tutta la lunghezza della casa, un nero spartiacque simile a una pungente, evaporante trincea scavata di fresco. Orina sul frontone, i morti si raduneranno. Ma separatamente. Le donne dopo il crepuscolo, accosciandosi un momento prima di andare a dormire, l'unica ora in cui l'anima era lasciata da sola, l'unica ora in cui volto e corpo si acquietavano nell'occhio del Cielo. Siero di latte e orina, la dispensa, le bestie rinchiuse, la stanza da letto in ascolto. Eravamo radunati insieme lì in un'era precedente, in una conoscenza che può non tradursi oltre quelle mezzanotti sollevate dal vento di cui non siamo ancora certi se accaddero o no. Aveva il profumo di argilla di fortezze collinari o sterco di armenti. Quando l'acacia venne abbattuta, tu ti rompesti il braccio. Io condivisi lo spavento per quello strano uccello che restò appollaiato per giorni sul tetto della vaccheria. Quella scena con Macbeth indifeso e disperato in preda al suo incubo - quando incontra nuovamente le streghe e vede l'apparizione riflessa nella pentola - nella quale mi sentivo pe1fettamente a mio agio! Crogiuolo, vapore e lamento, l'aria fumosa che velava una guancia. "Non fartela coi ragazzacci al collegio dove devi andare. Mi senti? Senti quello che ti sto dicendo? Non dimenticartene!" E poi il mestolo che accelerava il gorgo della farinata d'avena, la corona di vapore che turbinava, ogni intima cosa avvolta di paura s'illuminava per un momento per ritornare di nuovo cupa e fatale e distante. Grigia questione simile a farinata d'avena e sangue schizzato sui muri imbiancati. Una macchia netta là dove era la sua testa, altre macchie classificate sul muro essiccato contro cui appoggiava la schiena quella mattina come qualsiasi altra mattina, un riservista part-time che calcolava il suo pranzo. Una macchina scese lentamente per Castle street, sostò, attraversò il Diamond, rallentò di nuovo e si fermò alla sua altezza, non essendo la macchina che gli dava un passaggio. Quindi, vide una faccia ordinaria per ciò che essa era e una rivoltella puntata contro la propria faccia. La sua gamba destra stava appoggiata dietro, la pianta e il tallone contro il muro, il ginocchio destro ripiegato saldamente, per cui non si mosse di un millimetro, solo si spinse con tutta la sua forza, facendo leva su se stesso e cadde al di là della striscia catramata, nutrendo la cunetta del suo copioso sangue. Mio caro fratello, hai una buona resistenza. Sei rimasto lì dove ciò accadde. Il tuo grande trattore si spinge su per il Diamond, saluti con la mano la gente, gridi e ridi al di sopra del suo rumore, mantieni le vecchie strade aperte andando sulle nuove. Chiamavi le sacche pelose dello zufolaio pennelli da tempera poi ti travestivi e ci facevi marciare attraverso la cucina, ma non puoi fare camminare i morti, rendere il bene il male. Alle volte ti vedo al limite del tuo podere, nell'antro della mungitura, che ti sollevi tra due mucche finché non passa il tuo turno, che poi ritorni al puzzo di sterco chiedendoti, questo è tutto? Come era ali' origine, ora è, e per sempre? Stropicciandoti gli occhi, vedendo il nostro vecchio pennello appeso alla porta della vaccheria, e continuando ad andare. (Keeping Going) Post Scriptum E qualche volta trova il tempo per guidare verso ovest dentro County Clare, lungo Flaggy Shore, a settembre o ottobre, quando il vento e la luce si sfogano l'uno contro l'altra così che l'oceano da una parte è selvaggio di spuma e scintillii e nell'entroterra tra i sassi la superficie grigio-lavagna del lago si illumina del lampo abbattutosi a terra di uno stormo di cigni con le penne arruffate e boriose, bianco su bianco, le teste dall'aspetto ostinato pienamente sviluppate, ripiegate o slanciate o indaffarate sott'acqua. Inutile pensare di accostare e catturare l'immagine più intensamente. Non sei né qui né lì, una fretta attraverso cui passi le cose note e ignote mentre ampi soffici buffi vengono alle fiancate e colgono il cuore fuori guardia, lo fanno sbocciare. (Postscript) © Seamus Heaney (da The Spirit Leve/, Faber and Faber, 1996) Nota Le poesie qui presentate sono di prossima pubblicazione per Ripostes a cura di Erminia Passannanti. Per: La pietra molatrice, Un architetto, Post Scriptum, Keeping going The Spirit Leve/, Faber and Faber, 1996, si ringrazia l'editore. Per una trattazione più approfondita si rimanda al n. I00 di "Linea d'ombra", dicembre 1994 (Seamus Heaney: vedendo le cose, a cura di E. Passannanti).
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