Linea d'ombra - anno XIV - n. 119 - ott./nov. 1996

32 POESIA IL PIFFERAIO DELLA PACE THESPIRITLEVEL DISEAMUSHEANEY a cura di Erminia Passannanti Seamus Heaney non ha rinunciato al progetto di cogliere la totalità del reale, in forza dello spirito lirico, nonostante sia una speranza che il mondo contemporaneo non nutre più - e lo fa lavorando sopra minimi elementi. La sua poetica può essere definita "dei superstiti", nella misura in cui essa viene elaborata su dei ritrovamenti, siano essi semplici oggetti dell'infanzia e del lavoro rurale, come un pennello da imbianchino, un vecchio sofà, l 'altaJena, una pietra molatrice, camion e trattori, o reperti archeologici, elmi, spade, salme mummificate rinvenute dal fondo delle paludi nordiche. La peculiarità che emerge con chiarezza dalla trattazione di questi soggetti è che, nelle liriche più pregnanti, Heaney formula delle domande in modo esplicito e le rivolge al "noi" del gruppo di appartenenza, del quale soprattutto egli scrive: "So who were we to want to hang back there/ in spite of ali?" (The Swing); "Who is my neighbour? My neighbour is ali mankind." ("An invocation"); "And wondering, is itali? As it was/ in the beginning, is now and shall be?" (Keeping Going). Non si tratta di un sentimentalismo dell'origine, ma di un preciso impegno eticosociale, in quanto la comunità a cui le sue opere si indirizzano è quella cattolica repubblicana da secoli in lotta per la difesa e il recupero della propria identità, al costo della vita dei suoi stessi membri, un'identità che Heaney ha sempre sottoposto a un'analisi che si sforza di rimanere obiettiva e critica. Nei versi che seguono, tratti dalla sequenza Squarings (Seeing Things), si esaminano i fenomeni di condizionamento che le vicende storiche di un territorio esercitano sull'immaginazione dell'osservatore: "Il mare visibile a una data distanza dalla costa/ o oltre i moli di ancoraggio/ era chiamato il largo./ Tanto più vuoto restava quanto più coercito/ l'occhio che lo scrutava./ Ma una volta giratagli la schiena, la tua schjena/ diventava tutta occhi come Argo./ Poi, quando tornavi a guardare, il largo appariva/ ancora inviolato e tuttavia in qualche modo sgombro/ come se una truppa lambente in addestramento/ ai confini della tua visione si fosse ritirata/ oltre l'orizzonte a fare manovra e a radunarsi ancora." (XLLVII, trad. E. Passannanti) Sembrerebbe un'allegoria inquietante, invece non simbolismo nell'immagine della "truppa in addestramento" ai confini della visione - essa è uno degli elementi ricavati dalla realtà cruda e opprimente dei troubles, uno scenario autentico che disturba e perverte il rapporto dell'individuo con il paesaggio della propria mente, con il proprio linguaggio e il suo universo di senso. Com'è noto, attualmente, nelle contee nordiche dell'Ulster britannico, si sta rivivendo l'incubo ricorrente della guerra civile con le sue marce e barricate. Uno stato d'assedio dove, da una parte, stanno le parate marziali degli orangisti, dall'altra i cimiteri che accolgono i combattenti dell'Ira, la resistenza dell 'enclave cattolica, una minoranza coesa che nella lotta è sostenuta dall'irriducibile fede di Sinn Fein e che non si lascia intimidire dai cortei dei protestanti, né dai carri blindati della polizia. Con la richjesta che l'azione politica coinvolga la partecipazione degli artisti, la comunità cattolica inscrive nel suo disegno di un 'Irlanda integralmente repubblicana e libera una pressione psicologica che riceve dagli scrittori in questione risposte a vari livelli. Si comprende come non ci si possa sottrarre a un tale appello senza rischiare di essere accusati di irresponsabilità civile. Heaney cerca di sciogliere le domande che sorgono dal tessuto stesso di queste circostanze storiche, invitando all 'interpretazione in primo luogo dei miti che governano i rituali della vita collettiva della comunità cattolica, mostrandone le basi di crudeltà e pericoloso irrazionalismo, una ricerca condotta a partire da North. La nuova raccolta, successiva all'assegnazione del Nobel a Seamus Heaney nel 1995, ha titolo The Spirit Leve/ e riflette ancora una volta la condizione divisa nei confronti di un ipotetico modello di vita nazionale a cui ora aderire in virtù di un'affettività tutta culturale, ora sottrarsi in ragione dell'orrore che questa contribuisce a creare. È questa la scissione che caratterizza l'intera opera del più famoso poeta nord-irlandese, tale è l'alternanza di pulsioni e sentimenti che sposta il peso ora sull'uno, ora sull'altro piatto della bilancia, registrando l'instabilità endemica di questa infelice regione del mondo. A questo proposito, va sottolineato come il titolo suggerisca l'impiego di uno strumento semplice e modesto- ma di estrema efficacia-qual'è la livella a bolla d'aria dei muratori, per il raggiungimento di un equilibrio che conduca a un effettivo processo di pace. Si tratta, dunque, di un libro che dissimula la sua forte componente politica dietro un quasi troppo facile e ormai più che esperto lirismo delle cose e del passato, per mezzo del quale Heaney fa vibrare le corde del cuore - ritroviamo una serie di oggetti, rispolverati e riutilizzati in modo da potere narrare le storie di cui furono testimoni. L'espediente retorico è quello di proporre medium universalmente riconoscibili, aventi sia una dimensione sociale sia uno status di simboli, del cui significato Heaney sembra avere piena certezza all'interno della comunità interpretante e dei suoi comportamenti. Ciò pone l'accento sul carattere collettivo e condivisibile dell'esperienza, e sul manifestarsi dell'oggetto al singolo in quanto essere sociale: "Metti di nuovo dritta la bacchetta. Ciò che accade subito dopo/ non è svilito dall'essere accaduto una volta,/ due, dieci, mille altre volte prima./ Che importa se tutta la musica che traspare/ è un cadere di sabbia o semi essiccati attra-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==