Comandante, si ricorda di Serdjan llic, ilfotografo della Associated Press che stette sei mesi al fronte con lei? Una volta mi disse: "Arkan ti porta dove vuoi, in prima linea, in combattimento, ma se osi criticarlo perde la testa. Una volta gli ho detto: 'Arkan, che hai fatto? Hai mandato i tuoi uomini a morire! Questa azione era una follia!' Be', lui mi ha puntato in faccia la mitraglietta. lo gli ho detto: 'Okay, uccidimi pure! Questo non cambierà quello che penso! Allora l'ha messa giù e si è calmato ...'" Serdjan? Non lo ricordo (mente, N.d.R.). E poi io non perdo mai la testa. Certo, a volte mi arrabbio e devo essere duro con i miei soldati, specie quando c'è un attacco. In cinque anni di guerra avrò dato cinque milioni di schiaffi, ma sono duro solo con i miei, non certo con i nemici o con i giornalisti. Era il fotografo che scattò quel!' immagine famosa, di quel- !'albanese che avete catturato a Bjelina e che avete gettato due volte da unafinestra. Sono fotomontaggi. Esiste una sequenza filmata che mostra come andarono le cose. Quello Sciftaro (espressione spregiativa che i serbi usano per gli albanesi, N.d.R.) per fuggire si gettò da una finestra e i miei uomini, per soccorrerlo, gli versarono del1'acqua minerale sulla testa. E quel!' altra foto di Ron Haviv, in cui uno dei suoi prende a calci il cadavere di una donna fucilata? La verità è che quella donna e anche un uomo erano stati abbattuti da un cecchino, il quale aveva cominciato a tirare anche sui miei uomini. Uno dei miei si mise a correre per mettersi al riparo, prima di essere ucciso anche lui ... L'intervista finisce. Arkan ci congeda regalandoci una videocassetta sul suo matrimonio con Ceca, la star del turbo-folk, che presto gli darà unfiglio. Arkan vi appare vestito da ufficiale serbo della prima guerra mondiale e nel costume tradizionale serbo-montenegrino. Il pope gli si rivolge chiamandolo Vojvoda, condottiero, e il comandante spara in aria con una "Skorpjon", con una pistola e con un fucile da caccia. Al sesto colpo, centra una mela sospesa a un filo e può accostarsi alla casa della sposa. Tornando in albergo, rivedo la foto di cui abbiamo parlato, lafoto cliBjelina. È la più famosa istantanea della guerra, scattata da Ron Haviv, un reporter americano che oggi non può più lavorare in Bosnia. Si vede un miliziano con il piede sollevato accanto a due civili uccisi, un uomo e una donna. La sua postura, perfettamente bilanciata, smentisce clamorosamente la versione cliArkan, cioè che l'uomo stesse fuggendo. Sigaretta in mano, mitra nel!'altra, bazooka a tracolla e rayban sui capelli, il soldato non sta affatto correndo, ha piuttosto l'aria clichi si rilassa dopo un'operazione militare conclusa e sferra l'ultimo calcio ai nemici uccisi. Sembra vero invece che sia morto poco dopo; si dice, ucciso proprio da Arkan per essersi fatto fotografare in quel!' atteggiamento. "Nei miliziani che commettevano quei massacri" mi dice un giornalista cli "Vreme" "c'era come un senso cli liberazione. la sensazione clipoter fare qualsiasi cosa, clipoter infrangere.finalmente, qualsiasi legge, dopo mezzo secolo clioppressione comunista". Ripenso anche alt' ultima domanda che ho fatto al Vojvoda Jeliko Ranjatovic: "Comandante, si presenterebbe al tribunale del!' Aja?" "Il tribunale del!' Aja è solo uno strumento politico per distruggere la Jugoslavia" dice lafaccia da bambino del capo delle Tigri, "non esiste nessuna prova documentata contro cli m.e"... NOVITÀ Gunther Anders ESSERE O NON ESSERE DIARIO DI HIROSHIMA E NAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una riflessione di drammatica attualità. TI6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora, l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp. 256, Lire 15.000 Paolo Bertinetti DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse, il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. Un profilo della letteratura indiana in inglese attraverso i romanzi e gli autori apparsi in traduzione italiana. pp. 168, Lire 15.000 Norberto Bobbio ELOGIO DELLA MITEZZA E ALTRI SCRITTI MORALI Per la prima volta una raccolta di scritti di Norberto Bobbio che si collocano nell'ambito della filosofia morale. Verità e libertà. Etica e politica. Ragion di stato e democrazia. La natura del pregiudizio. Razzismo oggi. Eguali e diversi. Pro e contro un'etica laica. Morale e religione. Sul problema del male. pp. 224, Lire 15.000 AA.VV. PER CARMELO BENE Il teatro di Carmelo Bene, ma anche il cinema, gli scritti letterari, la drammaturgia, il rapporto con lo spettatore, la musica, la "voce". Testimonianze e omaggi di artisti, attori e critici. In appendice un testo di Gilles Deleuze, ormai introvabile, che rappresenta un saggio fondamentale sull'opera di Carmelo Bene. pp. 217, Lire 15.000 LINEDA'OMBRA
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