42 VEDERE,LEGGERE,ASCOLTARE .. COME FOTOGRAFARE UNA PERSONA SUALCUNEFOTODIANDRESSERRANO Marco Tarchini Le immagini di Andres SeJTanoesposte nelle due mostre parallele di Milano, sotto il titolo "Body & Soul", provengono da sei differenti serie di fotografie prodotte a partire dal 1986. Nelle presentazioni dell'esposizione si è molto insistito sul lato scandaloso di certi scatti di Serrano, quelli dedicati ad argomenti e soggetti usualmente considerati osceni, ovvero da non rappresentare: la serie "Fluids" sui. liquidi corporali, o "The Morgue" su cadaveri in obitorio. Il fatto che certe immagini siano state il pretesto per delle accuse di immoralità provenienti dalla destra statunitense è, davvero, scandaloso e degno anche di nota, ma non è il più rilevante per la fruizione delle opere. Secondo una possibile lettura, le più notevoli delle fotografie nella mostra di Serrano sono invece quelle meno eclatanti: i ritratti di nativi americani, di membri del Ku Klux Klan, del soldato ungherese. Da un punto di vista formale, tutte le immagini esposte sono assolutamente tradizionali e per nulla marcate, e queste ancora di più: il soggetto è reso nitidamente e chiaramente, su sfondo neutro, con illuminazione pressoché frontale, nella posa eccessivamente consapevole del non-professionista quando Americanlndians(WilliamYazzie-NavajO-OtO-Omaha-Winnebago). Foto AndresSerrano. si sa fotografato. Tecnicamente le riprese non sono né programmaticamente casuali, né sciattamente naturalistiche, e nemmeno banali; sono normalmente professionali, dimostrano tutte le caratteristiche delle foto mainstream, che si possono vedere magari in un album matrimoniale. Tuttavia, soprattutto nel contesto di una mostra d'arte, la normalità della forma focalizza l'attenzione sul contenuto, in questo caso donne e uomini rivestiti di indumenti fortemente significanti: decorazioni tribali tradizionali, una divisa militare, o addirittura i cappucci bianchi della più nota organjzzazione razzista - e Andres Serrano come ispano-americano non può non essere particolarmente sensibile a quest'ultima denotazione. Però i simboli indossati da queste persone vengono depotenziati dalla normalità - in senso formale, non statistico - della loro riproduzione fotografica, dall'assenza dei normali - questa volta in senso statistico: vale a dire banali - espedienti per esaltare le connotazioni dei panni indossati, preminenti nell'inquadratura grazie all'intimità del close up. Osserviamo un occhio azzurro di donna sotto il cappuccio di tela bianca, e ci sorprendiamo della sua espressione; l 'attenzione dello spettatore elide il copricapo di piume che occupa gran parte della fotografia di un navajo, e si può finalmente vedere l'uomo sotto la decorazione, un uomo di mezza età con due grossi nei sul mento. Osservando le immagini di Andres SeITano ci si avvicina quanto più è possibile al loro soggetto. Nel fotografo, la curiosità per il prossimo si nobilita in pietà. Le mostre si sono tenute al Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano dal 5/6 al 7 n 1996 e alla Galleria Il Diaframma dal 4/6 al 29/6 1996. Con il patrocinio della Regione Lombardia e della provincia di Milano. LA LEVACALCISTICADI GIOVANNI GIUDICI DomenicoScarpa I conti in tasca Ormai sappiamo tutto su come il giovane e squattrinato Giovanni Giudici spendeva, nella Roma dell'immediato dopoguerra, i suoi pochi denari. Cinquecento lire per il Canzoniere einaudiano di Saba, poeta di tutta la vita come già era stato per Elsa Morante. Cento lire per Ragazzo di Piero Jahier nelle edizioni della "Voce": lezione di una poesia povera pulita dimessa e ribelle, come poi don MiJani, per inflessibile coerenza nel rispettare fino alle estreme conseguenze i precetti stabiliti dai "superiori". Pochi soldi e poesia, povertà e amore. Italia frugale e ribellione, ispirazione e sospetto di crepuscolarismo. Nel nuovo libro di saggi di Giovanni Giudici, Per forza e per amore (Garzanti, pp. 248, Lire 32.000; il titolo riprende, per avventura, quello di un disco di Gianna
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