Geoff Dyer.FotoGiovanniGiovannetti/Effigie c'è un secondo strato di scrittori inglesi che sono molto bravi, ma non molto noti al pubblico e secondo me i tuoi libri appartengono a questo secondo strato. Siccome "Linea d'ombra" cerca di andare oltre le apparenze e di scoprire gli scrittori che rimarranno, in un certo senso, al di là delle mode, quali altri scrittori, secondo te, appartengono a questo strato nascosto, be' ... non è che sia proprio nascosto. Per esempio, Martin Amis o lshiguro ... ricevono sempre un sacco di pubblicità, certo sono anche degli ottimi scrittori, ma, secondo me, ci sono anche altri scrittori che non entrano in quel genere di circuito ... sai, il British Council e roba del genere ... e perciò non hanno altrettanta visibilità. Capisco, capisco. Be', ho diverse cose da dire a questo riguardo ... Intanto, prima di tutto, mi sento molto lusingato dal fatto che secondo te appartengo al secondo strato. Spesso ho come l'impressione di essere nel terzo, quarto, quinto strato ... Comunque, mi chiedo se invece di questa immagine degli strati, a cui magari torneremo, non potessimo cambiare la direzione della metafora e dire che e' è una zona centrale e poi ci sono cose che accadono più verso i margini. E certamente, senza parlare di me, se per esempio parliamo di jazz, secondo me quello che succede al centro, nel regno del jazz più jazz, diciamo così, è molto meno interessante di quello che succede ai margini della forma, dove si può a stento parlare di jazz puro, dove molto spesso non si è più tanto sicuri di come definirlo. Comunque, se la mettiamo in questi termini, Ok, abbiamo gente come Martin Amis, Ishiguro eccetera che scrivono delle opere che si presentano molto evidentemente come romanzi e il romanzo occupa ancora una posizione di centralità assoluta e indiscussa in termini di letterarietà, ma poi ci sono altre forme di scrittura che spesso non possono essere definite né una cosa né l'altra e secondo me è in questi spazi interstiziali, per usare una parola leggermente pomposa, che succedono cose molto interessanti e uno dei motivi per cui queste cose sono meno visibili, diciamo così, è perché la gente non sa come trattarle ... INCONTRI/DYER 39 Ecco perché Berger, secondo me, è così importante, e una delle cose che per fortuna sono riuscito a fare, nel mio libro su di lui, è far capire che non è questione di dire: "Suvvia, Berger dovrebbe risalire un po' la classifica" e accettare così i termini secondo i quali la classifica è organizzata; non è questione di dire: "Scriviamo il suo nome un po' più grande sulla mappa corrente della reputazione letteraria", bensì di dire: "No, l'esempio di Berger è importante perché in pratica ci incoraggia a cambiare il modo di disegnare questa mappa". Ci sono molti libri che escono ora in Inghilterra che non sono proprio romanzi, che non sono né una cosa né l'altra, eppure sono molto interessanti, secondo me. Queste cose che dici, sul!' andare oltre i confini del romanzo, sono molto interessanti: anche se a volte adesso si ha l' impressione che appartenga al primo strato o al centro, mi pare che Jeanette Winterson venga dai margini e la sua opera ... Ahsì... E anche, ultimamente ho letto e tradotto Tibor Fischer (La gang del pensiero, Garzanti, 1996), che secondo me lavora in questa linea: i suoi libri sono romanzi, spesso romanzi comici, ma sono anche come questo saggi filosofici, anche se trattano lafilosofia, quella ufficiale, dei filosofi professionisti, voglio dire, piuttosto male (per quanto se lo meriti, cioè la filosofia ufficiale si meriti un certo trattamento e dovrebbero essere ifilosofi "irregolari" come lui a portare avanti il discorso ...) Giusto ... E per tornare un po' indietro, naturalmente un grosso esempio di quello che stiamo dicendo è senz'altro Kapuscinski, non credi? Sì. Mi pare ci sia voluto parecchio tempo, prima che la sua reputazione si affermasse in Inghilterra, forse perché quello che seri-
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