quando nessuno ci andava. Credo di essere stata uno dei pochissimi bambini dell'Avana ad andare in chiesa. Come hai scoperto la religione afrocubana se sei nata in una famiglia cattolica in un momento in cui questi culti erano proibiti? Grazie alla letteratura, per esempio attraverso Il monte di Lydia Cabrera, e anche attraverso la vita di tutti i giorni, perché in realtà la gente ha continuato a credere negli orishas anche se era proibito. Poi esistono sempre delle contraddizioni, per esempio la mia nonna irlandese, nonostante fosse cattolica, aveva in casa Eleggua.' Io non sono molto credente, ma sono venuta a Parigi con la mia bambolina nera, che è Oshun e Yemaya, e il mio Babalu.2 Ma queste non sono superstizioni, non è mal visto nel/' ambiente degli intellettuali? Tutt'altro. Anche tra i giovani, i vecchi culti afrocubani stanno prendendo piede perché ci si rifugia sempre più nella religione. A che cosa stai lavorando adesso? Sto lavorando a un libro che s'intitolerà Cartas de balseros (Lettere di balseros) e che è un'antologia di lettere che i balseros di Guantanamo scrivono ai loro familiari a Cuba. Sto anche lavorando a un romanzo per cui ho già scelto il titolo, El do/or del d6lar (Il dolore del dollaro) e che forma parte della tetralogia che inizia con Il niente quotidiano, continua con La hija del emHavana. FotoAl Diaz/The Miomi Herald Matrix/G. Neri. INCONTRI/VALDÉS 31 bajador (La figlia dell'ambasciatore) che ha per protagonista la figlia dell'ambasciatore cubano a Parigi, personaggio che ritroviamo in El do/or del d6lar, dove aiuta Yocandra una volta che questa ha lasciato il marito. L'ultimo romanzo, che si intitolerà La camelia, avrà invece per protagonista quella vecchietta che troviamo nell'ultimo capitolo di Il niente quotidiano. Il primo capitolo di Il niente quotidiano ha come epigrafe una citazione da Marguerite Yourcenar: "Avoir peur de l'avenir cela nous facili te la mort". Tu hai paura del futuro? Del futuro di Cuba, sì. Mi spaventa sia dal punto di vista individuale sia collettivo. Ho paura di non poter rivedere mia madre e i miei amici. Ho paura che a Cuba succeda qualcosa di violento. Tutto questo silenzio, questa mancanza di cibo e di libertà · è una violenza contenuta che può scoppiare in un qualsiasi momento. Spero che si trovi una soluzione. La vita del cubano è già un sacrificio terribile e a lungo andare può provocare qualsiasi catastrofe. Già il presente di Cuba mi fa paura, figurati il futuro. Parigi, 28 agosto 1995 Note 1) Eleggua è il santo-dio che apre le strade e viene raffigurato come Gesù Bambino. 2) Yemaya è la santa-dea del mare e la madre, Oshun è la dea dell'amore e dell'acqua dolce, il cui culto è associato a quello della Vergine. Babalu è il santo-dio guaritore ed è rappresentato come San Lazzaro.
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==