Linea d'ombra - anno XIV - n. 118 - settembre 1996

chia, con la gamba di legno, che faceva ancora La signora delle camelie, una pellicola molto scarsa perché, sa, c'era una macchinetta che prendeva da lontano il palcoscenico vero, lei arrivava reggendosi ai mobili di scena, per non portare la mazza, si gettava fra le braccia di Armando, poi moriva come Pinocchio quando vengon tagliati i fili, come una marionetta. E ho sentito gli spettatori che ridevano. Invece ho capito che era una grande artista: riusciva, anche da vecchia, con pochi mezzi, a ottenere grandi effetti. Lei ha fatto pochissimo cinema, dico bene? Negli anni cinquanta ho interpretato delle cose, ma di categoria B. Ho girato Le due o,fanelle di Giacomo Gentilomo, regista non supremo. Ma il fotografo era Anchise Brizzi, che l'anno prima aveva fatto, con Orson Welles, Othello. Quindi ho avuto modo di vedere le maestranze importantissime che c'erano allora a Cinecittà. E poi ho interpretato delle altre robette. Il cinema non l'ha cercato? Non ero un attore adatto a quegli anni. In quegli anni l'attor giovane era Antonio Cifariello, era Maurizio Arena, era Renato Salvatori: bei ragazzi, che rappresentavano l'ideale del giovane semplice e povero, ma bello. Io ero tutt'altra cosa. Invece in teatro, dove la magia è diretta, dal produttore al consumatore, e non c'è bisogno dell'intermezzo della macchina, ho trovato la mia strada. Televisione, al contrario, ne ha fatta molta? Tanta. Ho fatto anche lo spettacolo più ambito negli anni sessanta, che era Canzonissima, con Sandra Mondaini, in bianco e nero, come Greta Garbo. E tutti i ricordi delle vecchie signore che mi fermano per la strada sono rivolti a quelle cose laggiù, quando la televisione era ancora una grande novità, e c'era una sola emissione serale. Poi sono diventate due, ed è nato il trucco, mediocrissimo, della vipera che si morde la coda: il primo canale sparlava del secondo, il secondo sparlava del primo, ecco; allora uno faceva lo spettacolo di varietà per le famiglie la domenica, l'altro lo faceva il sabato. Oggi lasciamo perdere. Le dà malinconia che la terza età la ricordi per Canzonissima? Non mi fa alcuna malinconia, perché so benissimo che la gente non apprezza mica la persona, rincorre i suoi fantasmi personali: le piacciono le canzoni della loro giovinezza non perché fossero belle, Parlami d'amore Mariù era un discreto motivetto, ma Moza1t è meglio, a qualcuno tuttavia ricorda i suoi vent'anni, e quindi vuole bene ai personaggi di quella stagione non perché siano straordinari ma perché è la Recherche du temps perdu. Le accade, qualche volta, di cercare il tempo perduto? Io non sono Proust. Vivo nel presente. Il mio lavoro si consuma e si distrugge mentre si fa, come l'amore ... Con la memoria tutti lo cercano, perché quello che noi facciamo è frutto di unariflessione sul passato. Se riflessione c'è. Lei è stato il primo attore italiano a rivendicare l'orgoglio di essere omosessuale ... Nooo: ma chissenefrega! L'orgoglio è una roba imbecille. Non ho mai fatto mistero della mia ... l'ha pagato, sul piano artistico? Eh, sa, l'imbecillità è diffusa e piena. Ma io non so che cosa sia il vittimismo. Non me ne frega nulla: peggio per loro. TEATRO/POLI 21 I critici non meritano la sua attenzione? Un tempo erano precisati, perché il teatro andava molto bene. Nell'Ottocento, specialmente in Francia e in Inghilterra, le scene hanno conosciuto un secolo di grande produzione e hanno dato lavoro anche a chi, di mestiere, faceva, specificatamente, il critico teatrale. Nel nostro primo Novecento, invece, il teatro ha subito fieri colpi, perché è arrivato il cinema, e la massa del popolo andava a vedere il cinema, che veniva considerato la decima musa. Non si sapeva bene se dovesse esser preso sul serio oppure no, e la critica arriva sempre dopo il flusso del pubblico. Adesso i critici teatrali sono delle persone che fanno il loro mestiere avanza tempo: non lo fanno in tempo pieno, e so' tutti ammanicati, più o meno, o con alcune produzioni o con alcuni artisti. Sicché alla critica, in assoluto, non credo. Credo nei momenti storici del tutto. Vuol provare a definirsi? Io non mi voglio definire. Quando morirò, metteranno la data di nascita e la data di morte sulla lapide. Se ci sarà. E nient'altro? Ma chissenefrega! Sono i giornalisti che preparano il coccodrillo a chi è al di là dei cinquant'anni. Dice: "Prepariamo il coccodrillo, perché, se domani gli viene un colpo e muore, è già pronto l'articolo". A me non me ne frega niente. Lei fa il mestiere di gazzettiere: è lei che deve definire. La definizione è un taglio. O una conclusione. Io continuo. • e nti SCANDALI Perché lo lor non apre uno sportello anche in territorio italiano? ECUMENISMO Verso un concilio ecumenico nel 2000? La proposta del segretario del Cec ISLAM Brutti e cattivi. Niente Intesa MEDIO ORIENTE Shalom Shalom, addio alla pace? CATTOLICESIMO Perché ho firmato l'appello «Noi siamo chiesa». Intervista al teologo C. Molari Confronti: una copia lire 8.000; abbonamento annuo lire 65.000; (sostenitore lire 120.000 con libro in omaggio). Versamento sul ccp 61288007 intestato a coop. Com Nuovi Tempi, via Firenze 38, 00184 Roma. Per informazioni: telefono 06-4820503, fax 4827901, (indirizzo Internet: Http://hella.stm.it/market/sct/home.htm)

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