Carlo Mazzacurati VESNA Cl GUARDA, ECORRE Incontro con GoffredoFofi Questo è il terzo film, dei cinque che hai diretto, ad avere come argomento la crisi del!' Europa del!' Est, il nostro rapporto con quella parte del mondo, i modi in cui ci coinvolge. Come mai, quest'interesse così forte e così raro, a parte Amelio, nel nostro cinema? L'interesse è nato casualmente, ma con molta forza, dal primo di questi film, Un'altra vita. Mi si è aperta una porta, con quel film, che forse ha anche una valenza metaforica, che è più di un semplice bisogno di raccontare una realtà come quella. L'idea di mettere a confronto storie e persone, esseri umani con esperienze diverse, mi serve per esplorare ed estrarre da questo contrasto le contraddizioni della nostra realtà. Il bisogno cui risponde Vesna va veloce è quello di raccontare una ragazza che s'immagina un futuro e cerca di costruirselo. A partire dalla sua testa, dalla sua immaginazione, incomincia allora un'avventura, un percorso che, per il film, è il tentativo di vedere il nostro paese con gli occhi di uno straniero, nella sua crudeltà e nella sua perdita di identità. Non era l'avventura in sé a sollecitamli. Il film avrebbe, in questo caso, potuto essere molto più drammatico, perché le storie delle ragazze dell'Est finite in Italia nei giri della prostituzione sono più terribili di quella di Vesna - vengono rapite, subiscono umiliazioni inenarrabili ... L'idea era di osservare una quotidianità e di scivolare dentro uno stato d'animo che si comincia a formare ... Pensaci ... già solo il fatto di trovarsi lungo una strada e di vedere degli uomini che mi si affiancano, mi osservano, mi studiano ... quest'attenzione - senza arrivare al dramma, alla violenza più forte - già racconta uno stato psicologico. L'idea di fondo è però che nella capacità terribile di questa figura femminile di piegarsi, di adattarsi, resti una grande vitalità, un'energia positiva, un bisogno di andare oltre. E spero e m'immagino che il destino e il futuro di questa giovane donna la vedano riappropriarsi di sé, nonostante sia passata attraverso tutte queste situazioni. La prostituzione ha sempre una valenza metaforica: è il mercato, è il fatto che per riuscire a comprare delle cose bisogna venderne delle altre, e l'unica cosa che Vesna ha a disposizione è il suo corpo, la sua gioventù. Questo è il punto di partenza. Io ho tentato di non mettermi dal punto di vista di qualcuno che giudica, ma di qualcuno che tenta di raccontare la contraddizione che questo rappresenta. Chiunque di noi potrebbe dire: perché Vesna non fa un altro lavoro? Perché credo che Vesna sia compressa dentro un'idea di bisogno e di destino per cui nessun altro mestiere, dal punto di vista dell'arricchimento, le pennetterebbe altrettanto così rapidamente. Il futuro, come lei se lo immagina, è compatibile con VENEZIA/MAZZACURATI 13 Carlo Mazzacurati. Foto Farabolafoto. l'immagine dei telefilm americani con una casa, un marito, dei figli; ma, paradossalmente, ha nelle gambe, nell'energia, in una certa robustezza fisica qualcosa di ancora arcaico che la fa assomigliare, secondo me, a certe donne italiane del dopoguerra: nell'orgoglio e nella rabbia, nella capacità di vendersi, ma anche di immaginarsi un futuro, una speranza. Quello che mi opprime di più in questo quadro é il senso di una fine nostra, di italiani, di una sorta di nostra morte biologica, di assenza di speranza e di gioia. In questo personaggio pieno di lacerazioni, molto infantile e contemporaneamente molto antico, io vedo, o spero di vedere, un segno di futuro ... Che non c'è nei proletari italiani del film, nei quali si sente invece il cedimento alla logica dominante oppure un senso forte di sconfitta. Antonio, il protagonista, in una prima stesura era addirittura un comunista molto arrabbiato nei confronti del cambiamento di questi anni nell'area comunista, che viveva da sconfitto ma con orgoglio, da isolato che non si arrende all'idea che l'egualitarismo non abbia più senso, che l'utopia comunista non abbia più senso. Il personaggio era contraddittorio perché poi, per stare con una donna, è uno che deve pagare, in quanto fuori da un circuito generazionale e sociale eccetera. Mi incuriosiva l'idea che un personaggio così determinato incontrasse paradossalmente un essere umano che sfugge da tutto questo, opposto a lui e che le due solitudini finissero per assomigliarsi. La solitudine di questa ragazza che scappa dalla solitudine del suo piccolo mondo privo di prospettive, con l'idea che mai più ci ritornerà, e finisce nelle braccia di un uomo che quel mondo, per contrasto, in fondo invece finisce per riproporle ... Quando Vesna dimostra un
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==