Linea d'ombra - anno XIV - n. 118 - settembre 1996

12 VENEZIA/CAPUANO EmanueleGargiulo in un'immaginedel filmdi AntonioCapuano PianeseNunzio 14annia maggio. succede? Nella Sanità c'è una basilica paleocristiana e si sale fino ai filippini e agli indiani con le loro culture e i loro modi di vivere. Ci sono già, nella Sanità, bancarelle napoletane che vendono cose indiane, cibi indiani! Un'apertura e una vitalità incredibili! La descrizione di un quartiere, quindi, come di un microcosmo completo, di un mondo? Del mondo, non di un mondo. Un fallimento è però stato non riuscire a convincere nessun extracomunitario a fare la comparsa nel film: si sono rifiutati, tutti. Il rifiuto del cinema, di essere ripresi, di mostrare l'immagine. Ne/film non si parla mai della sinistra, che sembra del tutto assente dalla Sanità e perfino della sua storia, mentre c'è la chiesa, ancora con un ruolo enorme ... C'è invece l'altro partito: c'è una scena in cui ricompaiono i democristiani, o qualcosa di simile, un po' camorrista. Il conflitto è tra due modi di essere cattolici, semmai. E il modo del protagonista è minoritario, coraggioso, di volontà di cambiare il mondo e non accettarne le regole. Per di più questo prete ha una storia omosessuale con un ragazzino della parrocchia, e non sembra vergognarsene. Senza nessuna volgarità o compiacenza, in modi austeri, con toni, nelle confessioni del prete, molto religiosi. Da tempo mi interessano queste figure di preti così attivi, però anche nelle loro contraddizioni, che sono significative per tutti. Per esempio, è curioso ed è discutibile che noi cominciamo a guardare con simpatia i preti quando sappiamo che hanno l'amante, noi della cosiddetta sinistra, mentre li guardiamo con antipatia se sono casti! A me piaceva raccontare un prete di quelli più coraggiosi, ma che ha una storia d'amore vissuta come una vera storia d'amore, molto profonda e molto vera. Non vista come una cosa che riguarda solo lui: una cosa di passione e di timore, questo mi piaceva raccontare. Questa contraddizione, non al livello del prete che si fa 'e femmine e se ne fotte, ma del prete che s'innamora nel modo più assoluto che può avere l'amore. Spostando l'amore su un ragazzino invece che su una donna ho voluto uscire dalla logica abituale, ritornare sul discorso del/' amore, non su quello dell'emancipazione sessuale dei preti: il prete in quanto persona adulta che si innamora di un ragazzino e deve fare i conti con questo innamoramento. Quando ho trovato nella cronaca uno spunto che mi ha suggerito questa soluzione (il prete della Sanità che combatteva la camorra del quartiere e fu spostato dalla parrocchia perché aveva una storia con un ragazzino), è lì che la sceneggiatura è nata, è allora che ho trovato la chiave per il film. Il film passa dalla storia, dagli avvenimenti, alle dichiarazioni dei personaggi, che guardano in macchina e si presentano, e commentano l'azione ... Per rompere la convenzione realistica del cinema, il naturalismo della vicenda e dell'ambiente. È nell'ultima inquadratura del film che il prete dichiara all'obiettivo chi è e che cosa pensa, cosa intende fare. Si offre alla fine della via crucis: "Fate di me quello che volete". Questa scena riguarda l'organizzazione del soggetto, certamente, ma anche il cinema, la volontà di entrarne e di uscirne. E anche una terza cosa: forse tutti quelli che hanno parlato in macchina prima del prete stanno testimoniando a un processo, e l'ultimo a testimoniare è l'imputato. Ognuno aveva dichiarato le generalità, come in tribunale; l'ultimo a farlo, a dire la sua, è il protagonista.

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