Linea d'ombra - anno XIV - n. 117 - lug./ago. 1996

92 IN BREVE un "non certo" battello nel "non certo" porto di Ancona e questo battello si trasforma in una variante della nave dei folli, dove verità e rivoluzione coincidono con esclusione e pazzia. Il linguaggio, dal punto di vista strutturale e lessicale, è un esempio caratteristico di plurilinguismo o mistilinguismo, dove i dialetti, nella loro versione filologica o fonetica o maccheronica, si affiancano al parlato quotidiano e al tradizionalmente letterario. Non è un caso che i primi flash e le prime impressioni per il lettore siano portati dalla dimensione formale, poiché è qui che l'autore gioca gli effetti e la sorte del libro. Una scrittura iperveloce, non un calco perfettamente indurito dei codici massmediali, piuttosto il calco molle della saga e del1'oralità che, del resto, è continualente ricercata anche con l'inserimento di testi poetici o semplicemente in versi. Rovesciamento, polifonia e carnevalesco spinto sono i tre riferimenti intorno ai quali l'autore costruisce l'opera, e grazie ai quali può presentare un inedito rapporto tra la veggenza e il vissuto; la veggenza in Pizzingrilli si fa esperienza, vissuto, diventa il luogo in cui l'immaginario con la sua funzione eversiva di sguardo straniato sul reale ne svela tutte le aporie. L'anarchia e il caos regnano sovrani nel testo, che nei suoi momenti più riusciti porta il lettore a vivere atmosfere, per spirito utopistico e ribellistico nonché per grana stilistica, molto vicine a quelle di Zero de conduit di Jean Vigo: il linguaggio del paradosso è la via scelta per arrivare allo straniamento, sul quale prendono forma concreta la plurivocità e la polifonia. L'operazione termina con la trasformazione della normalità in assurdo e con la sua distruzione delegata agli esclusi, quelli che sono, in ultima istanza, un gruppo di sopravvissuti o di scampati alle fauci della normalizzazione del pensiero unico. Questa è, a grandi linee, la traccia della ricerca dell'autore, ricerca coerente e fruttosa, lontana dalle sirene della moda, che ha momenti di debolezza soltanto quando il caos non trova una sua compiutezza. Alla fine della lettura - e della favola - un flash cinematografico rimane fisso nella video-mente del fruitore, quello di una immagine creata dall'interferenza di due cineprese, una che riprende dall'alto sopra le teste dei personaggi, e un'altra che riprende dal basso sotto i loro piedi: e non poteva avere sorte diversa un testo nel quale l'intitolazione dei capitoli forma una frase di senso compiuto. "Ecco come poco a poco si è accesa una nuova epoca di incendi della quale i contemporanei non vedranno la fine: l' obbedienza è morta. È sorprendente constatare come individui così miseri e insignificanti abbiano potuto distruggere l' ordine del mondo con la loro ribellione dopo la fine". L'autore sceglie così di far sì che il testo contenga, in se stesso, gli strumenti per la sua interpretazione. Erminio Risso ESTATE 1996 LINEA D'OMBRA RACCOMANDA Anna Maria Ortese Alonso e i visionari Adelphi Un capolavoro senza altre ombre che non siano quelle di un'Italia che Ortese attraversa con l'acutezza dell'intelligenza, con la sapienza del dolore. Amitav Ghosh Il cromosoma Calcutta Einaudi Un appuntamento irrinunciabile con l'autore di Le linee d'ombra e Danzando in Cambogia. Margaret Wertheim I pantaloni di Pitagora lnstar libri La matematica, la fisica e le nuove tematiche gender: una sfida lanciata e vinta, una riflessione articolata e competente che incatena come potrebbe farlo solo un romanzo. Alexandro Jodorowski Quando Teresa si arrabbiò con Dio Feltrinelli Di magia in magia, di immagine in immagine una storia potente dentro un sontuoso involucro barocco. Come nei suoi film Jodorowski parla attraverso la libertà feroce e aggressiva del grande visionario. MartinAmis L'informazione Einaudi Lo dovrebbero leggere tutti quelli che si occupano di editoria ma si divertiranno molto di più quelli che non ne sanno nulla e ne scopriranno inferni e paludi. Alexander Langer Il viaggiatore solitario Sellerio A un anno dalla morte gli scritti che testimoniano l'impegno, la saldezza morale e la dolorosa lungimiranza di Alex Langer. Guido Viale Tutti in taxi. Demonologia dell'automobile Feltrinelli Condannare l'automobile non è uno scherzo. E infatti Viale lancia una sfida che non suona retorica, ma politica. Oltre i guasti - guasti sociali, culturali, mentali - provocati dall'uso sconsiderato delle quattroruote si legge, prospetticamente, una via d'uscita. Lidia Campagnano Gli anni del disordine 1989-1995 La Tartaruga Uno sguardo molto personale e provocatorio gettato sugli eventi che hanno segnato il mondo negli ultimi sei anni. Una ricerca di strumenti e di modi interpretativi che sappiano leggere ma anche dove sembrano minacciosamente mancare. Aurelio Picca I mulatti Giunti Orfani segnati da un nodo di dolore bruciante, un linguaggio che cerca di tradurre quel dolore e quell'orfanezza. Contro la noia dei "giovani esordienti", un romanzo "mulatto", squilibrato, ruvido di memorie non consolatorie. Errata Corrige Nel numero 116, nella foto di pagina 6, per un errore di redazione Giansiro Ferrata risulta il fumatore. In realtà è al centro della foto.

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