86 POESIA In un campo di fiori si stende a riposare la bestia ferita piegate le zampe sotto il ventre non ha compagni beve da una pozza anche la sua ombra beve nella sfera del bosco non è la voce di un bambino da quanto tempo ride o si lamenta non lo sa nessuno ascolta! questa è una voce di bambino che assiste al suo stupore II Indecifrabile il colore ma lo scatto del volo con lieve stridio s'infigge nella mente. Sta in basso di legno in un recinto ai piedi della collina sventrata e bianca come latte tra le querce laggiù in mezzo al sudore dei cavalli un'altra bestia, la terza. Il sudiciume i precisi colpi di pettine sulla frangia dei capelli bianchi. Dov'è la bellezza? A meno che non sia la bellezza in ogni luogo e qui nelle gemme dell'orto in questo viso di vecchia asmatica. Puoi vederla la pesante frangia dei capelli riflessa nello specchio tra le foglie degli alberi pazienti Cosimo Ortesta POESIE e non sa che il declino, la bianca terra abitata da orde sconosciute si apre a tutto il biancore perduto. IV Per osservarla per contemplarla in questa scena dove niente può inventare un mondo di alberi e animali solo l'amore, il suo prevedibile declino, fatto di vere disperazioni e la luna di maggio alle spalle e le ali nere del lago tra rupi perfettissime la squallida scena cominciano ad assediare. Cadere in un luogo così preciso chiuso come un uovo che il colore non può illuminare: da qui fatemi uscire. Fuori dal mondo, con chi riconciliarsi? V Piangono, sono fatte così ... se le allontani dal recinto benigno serraglio primaverile dove si consuma la loro piccola ebbrezza sempre affannate di servitù smaniose. Una grande stanza colma di paraventi bianchi accoglie adesso la loro timidezza che passerà lasciando cicatrici rosate. Perciò questo chiaro rifugio invernale fatto di premonizioni antelucane tutte le accoglierà assegnando a ciascuna il suo cono di luce a proteggere il giovane cuore.
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