Sergio scivolava lentamente a terra, le braccia s'allungavano per afferrare il termosifone, Teresa invece uscì, aveva due scatolette in mano, nuove medicine e fece un passo verso Marco, si fermò in mezzo alla stanza, c'era solo lei in mezzo a quella stanza, sotto il neon, rimase immobile, solo le scatole muoveva, girandole con la mano da un lato e dall'altro per leggere qualche cosa, le dita allargate e rigide, Marco esitava, rimase immobile Teresa per un momento, così il signore distinto seduto in fondo alla panca, in un angolo della stanza, la fissò e la osservò, era sola in mezzo alla stanza, sotto il neon, la fissò per la prima volta, Marco se ne accorse e a voce alta perché il signore distinto lo sentisse e condividesse la sua ammirazione disse: "Che bella ragazza", "Che bella ragazza" ripeté Marco, trascinando la doppia consonante dell'aggettivo, per assaporarlo più a lungo, Teresa sotto il neon aveva i capelli lucidi che scendevano sulla fronte appiccicati a piccole ciocche, sembravano radi in alcuni punti, il signore dall'aria distinta le vide la nuca perché lei stava china, non ce la faceva a raddrizzarsi, piegata in avanti, come se un colpo terribile le avesse spezzato la schiena e non era il colpo degli anni perché Teresa avrà avuto vent'anni, i lineamenti del viso erano dolci, la dolcezza occultata però da piccole macchie rosse e dalla magrezza, le gote infossate indurivano la sua espressione, vestiva di jeans, pantaloni e un giubbetto sopra un maglione, che sembrava vuoto, fece un passo in avanti verso Marco e il signore distinto seduto in fondo alla panca, che continuò a fissarla, vedeva le mani che erano piccole di una carnagione pallida fino al grigiore e di una pelle quasi trasparente, le unghie sporche e spezzate, divorate fino al sangue, guardò le gambe strette nei pantaloni ed erano magre, impoverite, ridotte a un misero congegno di ossa e legamenti, MASSONERIA & P2 DentroloStato,oltreloStato:l'Italiadeipoteriinvisibili COLOMBIA Piantagioniillegalie bugiediStato,unabombafattadicifre STORIE/PIVETTA 81 guardò le scarpe, scarpe da basket, nere, alte alla caviglia, infilate senza lacci, infine, quando lei si fu girata dalla sua parte guardò gli occhi semichiusi. Teresa mostrò le sue medicine a Marco, "Sempre le stesse, me le hanno date anche la volta scorsa, adesso devo prenderle", "Andiamo fuori a prenderle" la rincuorò Marco, che la cingeva con un braccio senza neppure sfiorarla, lo teneva il braccio sospeso a mezz'aria, accompagnando i movimenti di Teresa, avrebbe voluto abbracciarla forte, ma non ne trovava il coraggio, "Andiamo in un bar" e Teresa si scosse, con una voce meno lenta di prima, "Ma tu devi partire", "Sì ma faccio ancora in tempo" e lui adesso l'accarezzò sulla nuca, la piccola preoccupazione di Teresa per il suo ritorno aveva smussato la sua timidezza, aprì la bocca Teresa e mostrò un dente "È questo qua", e il signore distinto capì che aveva un ascesso, anche i denti erano grigi, e Marco la consolò: "Se prendi le medicine passa, adesso andiamo" e avvicinò la bocca alla nuca di Teresa e avrebbe voluto baciarla, cioè la baciò a distanza, senza neppure toccarla, lo capì il signore distinto da una piega delle labbra, Marco e Teresa il signore distinto sembravano non vederlo più e rimasero un attimo assorti e silenziosi nei loro pensieri, Teresa piegata girando e rigirando le sue scatole di medicine per leggere una indicazione, Marco con il braccio attorno alle spalle di Teresa e la bocca vicina alla sua nuca, i capelli erano castani chiari, "Dove ti trovo se ho bisogno di te" chiese Teresa e cercò nella tasca un foglietto di carta e una penna, gliela prestò il signore distinto la penna, si chinò su una sedia, appoggiò il foglietto di carta, "Sì ti do il mio numero di telefono" e cominciò a dettare alcune cifre e poi Teresa aggiunse che lui avrebbe saputo dove trovarla e le sospirò in un orecchio, le sospirò con il cuore, "Però noi non dobbiamo perderci più". NUOVEDROGHE Laboratordii strada:inOlandasimuoredimeno NUOVEMAFIE InSicilia è nataunastella:trionfodi unmodello rganizzativo Ogni mese in edicola a 1.3500 Abbonamentoannuo L. 35.000 C.C.P.1551OI intestatoa "GruppoAbelePeriodici"ViaGiolitti21. IO123Torino
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