l'altra sul tavolo di vetro, senza far rumore, "Mi pagherà quando potrà". Non credo che si stato mai pagato. Me ne sono andata, perché era questo che voleva. Per non vedermi ha ceduto al punto da chiedere ospitalità a una, non so chi, non l'ha detto neanche a Emilio, magari è la sua amica che ha ancora il figlio in prigione. Ora, se vuole, può tornare. Eppure prima d'ora se l'è cavata sempre, di lei si è sempre detto che sa vivere. Anche mio padre, come l'ha voluto se l'è preso. Emilio dice che lei l'ha sposato perché era uno studente povero, con padre morto in guerra e mamma a carico. Quando si sono visti la prima volta, con amici comuni, al tavolino di un bar di sicuro per lui troppo costoso, Alba gli ha messo gli occhi addosso. Non beveva spesso, deve averle dato alla testa lo spreco, che Emilio si vestisse con tanta cura, che suonasse il violino, che ostinatamente invitasse amici al caffè, e quindi offrisse. In qualche modo bisognava farlo smettere. Credo che lei volesse solo pagargli gli studi da ingegnere, che l'abbia sposato perché altrimenti sarebbe stato poco decoroso. Comunque si fece p011are a pranzo. Mio padre la guardava con sconcerto. Non gli era chjaro a che mirasse tra il minjmo e il massimo, e di sicuro neanche lei ancora lo sapeva. Per questo anche ci voleva coraggio a dargliela, una qualsiasi di quelle cose. Mangiava in silenzio, tutta concentrata, assaporando. Aveva un po' troppo l'aria da signora, perché era giovane, ma era elegante: non c'era da vergognarsi. Non era neanche brutta, le era uscita una bocca carnosa imprevista, ma gli occhi, quando si faceva forza e li sollevava dal piatto, erano dilatati come quelli di un cane. Era luglio, fuori sotto la tenda non c'era posto: nel sole che entrava per gli scuri socchiusi, Alba brillava dalle spalle all 'attaccatura dei capelli. Rabbrividiva, le veniva la pelle d'oca, recuperava nervosamente il fazzoletto dentro il polsino della camicetta. Emilio non poté più sopportarla, le bloccò i polsi ridendo e la costrinse a mettere in bocca il bulbo oculare dell'aragosta. Faceva la schifiltosa, ma lo addentò ridendo. Dopo che ebbero preso il dolce e l'amaro, Alba tirò fuori dalla borsetta il portafogli: "Posso fare io? Ti prego", disse. Emilio impallidì dal caldo: "Se ci provi gusto", e poi, "È una fortuna che tu ci provi gusto, non so se ci sarei arrivato con i soldi". Qualche giorno dopo, andò all'archivio a trovarla. Era qualche anno più vecchia di lui e più alta, ma in controluce nella sala nera era slanciata e sottile. Lei si fermò nell'ombra prima della finestra, con i faldoni in mano. Non so di preciso com'è andata, ma posso immaginarlo: Emilio le si avvicinò da dietro facendo un giro lungo e le mise una mano tra le gambe. Lei lo lasciò fare, ferma, con i faldoni in mano. "Se è questo che vuoi, te lo meriti", deve aver pensato Emilio. Da allora hanno cominciato a frequentarsi. Lei arrivava in anticipo perché abitava vicino e lo aspettava davanti al Rex da sola. Mio padre le ha fatto conoscere il cinema americano. Sbaglia d'estate a coprirsi tanto, pensava nel vederla. Non me lo immagino che le chiede: "Vuoi sposarmi?", ma piuttosto, stupefatto: "vuoi che io ti chieda di sposarmi?", e Alba trepidante dire "sì". Carola Susani è autrice di Il libro di Teresa, Giunti 1995 NOVITÀ Giinther Anders ESSERE O NON ESSERE DIARIO DI HIROSHIMA E NAGASAKI A cinquant'anni dalla bomba atomica una riflessione di drammatica attualità. Il 6 agosto 1945 è cominciata una nuova era: in qualunque momento, ora, l'uomo può trasformare l'intero pianeta in un'altra Hiroshima. I doveri morali nell'era atomica. pp. 256, Lire 15.000 Paolo Bertinetti DALL'INDIA Un panorama pressoché completo di una produzione letteraria di straordinario interesse, il romanzo indo-inglese e della diaspora indiana. Un profilo della letteratura indiana in inglese attraverso i romanzi e gli autori apparsi in traduzione italiana. pp. I68, Lire 15.000 Norberto Bobbio ELOGIO DELLA MITEZZA E ALTRI SCRITTI MORALI Per la prima volta una raccolta di scritti di Norberto Bobbio che si collocano nell'ambito della filosofia morale. Verità e libertà. Etica e politica. Ragion di stato e democrazia. La natura del pregiudizio. Razzismo oggi. Eguali e diversi. Pro e contro un'etica laica. Morale e religione. Sul problema del male. pp. 224, Lire 15.000 AA. VV. PER CARMELO BENE Il teatro di Carmelo Bene, ma anche il cinema, gli scritti letterari, la drammaturgia, il rapporto con lo spettatore, la musica, la "voce". Testimonianze e omaggi di artisti, attori e critici. In appendice un testo di Gilles Deleuze, ormai introvabile, che rappresenta un saggio fondamentale sull'opera di Carmelo Bene. pp. 217, Lire 15.000 L LINEAD'OMBRA
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