Consumi È l'argomento sul quale Parise insiste di più. Nella nuova società nata dalla rivoluzione consumistica egli vede la fine del vecchio umanesimo e la perdita dei caratteri italiani così come si sono tramandati per secoli. Le merci e la pubblicità, nuova forma di conoscenza, mettono in crisi la scuola e la cultura: "Lo scolaro ha la sensazione di precipitare in un mare di irrealtà, di personaggi, luoghi, situazioni che non riconosce nel mondo che guarda alla televisione e che, di contro, non visualizza attraverso la parola scritta per mancanza di allenamento. Sono due lingue diverse. Lo scolaro è costretto fare un salto indietro nel tempo, quando il nostro paese aveva come strumenti informativi ed espressivi esclusivamente la lingua parlata o la lingua scritta. Già lo scolaro di allora, quando andava a scuola, doveva lasciar fuori dalla porta la lingua parlata (il dialetto della sua regione) per adattarsi a parlare 'in italiano'. Figuriamoci oggi che deve lasciar fuori dalla porta la sua cultura di base (i dialetti non si usano più), quella che gli ha fatto aprire gli occhi sul mondo." (Scuola e tv, 28/7/74). La lezione dei consumi, che insegna a guardare e a imitare, si trasforma, come ha detto Pasolini, in un "nuovo fascismo senza storia". Contro questa dittatura, che tutto appiattisce nella volgarità, Parise lancia la sua idea poetica di un ritorno alla povertà: "Povertà non è miseria, come credono i miei obiettori di sinistra. Povertà non è 'comunismo', come credono i miei rozzi obiettori di destra. "Il nostro Paese è un'enorme bottega di stracci non necessari (perché sono stracci che vanno di moda), costosissimi e obbligatori. Si mettano bene in testa gli obiettori di sinistra e di destra, gli 'etichettati' che etichettano, e che mi scrivono in termini linguistici assolutamente identici, che lo stesso vale per le ideologie. Mai si è avuto tanto spreco di questa parola, ridotta per mancanza di azione ideologica non soltanto a pura fonia, aflatus vocis, ma, anche quella, a oggetto di consumo superfluo. "La povertà è il contrario di tutto questo: è conoscere le cose per necessità. So di cadere in eresia per la massa ovina dei consumatori di tutto dicendo che povertà è anche salute fisica ed espressione di se stessi e libertà e, in una parola, piacere estetico. Comprare un oggetto perché la qualità della sua materia, la sua forma nello spazio ci emoziona." (// rimedio è la povertà, 30/6/74) Ciò che Parise non sopporta è vedere la vita - "il dolce riprodursi animale" che lo incanta più di ogni cosa - asservita alle merci. Ecco allora che nel primo articolo di tutta la serie (/I borghese ideale, 13/1/74), con l'andatura leggera di un racconto, si affaccia colui che forse saprà ritrovare la giusta misura: "Meravigliosamente bello, infine, sarebbe che il nostro borghese non lasciasse nulla ai figli. Niente. Si godesse tutto lui insieme con i figli, divertendosi molto perché la vita è breve, stufandosi molto e giocando molto e regalando molto (alla vita s'intende). In modo che i figli, ricominciando con energia e allegria tutto da capo, dicessero tra fratelli e sorelle: 'Quanto ci siamo divertiti con nostro padre, che persona simpatica e come era bella la vita con lui'." Famiglia Alla famiglia, al suo estendersi e durare tramite la forza dei corpi e delle generazioni, sono dedicati due racconti dei Sillabari. Uno, Famiglia, è precedente alle riflessioni che si trovano negli articoli di Parise risponde, l'altro, Italia di Sillabario n. 2, è successivo. Col punto di vista tutto poetico che essi compongono, coincide l'idea che la crisi dei legami famigliari sia la crisi di tutta una società: " ... le leggi che governano una famiglia non soSU PARISE/BRAGGION 25 no molto diverse da quelle che regolano uno Stato. Come la democrazia si regge prima di tutto su un profondo rapporto di 'simpatia', per non dire di osmosi tra governanti e governati, tra potere e cittadini, così la famiglia, e dunque il rapporto tra padri e figli, ha bisogno di questa stessa simpatia, di questa stessa osmosi. Se la simpatia non c'è, non si produce per vie dirette, naturali, carnali, intellettuali, dialettiche e fantastiche, non c'è nulla da fare, il rapporto cade: ed ecco l'indifferenza, l'estraneità, la noia, il rigetto del potere, in una parola la decadenza della famiglia." (Ancora su padri efigli, 1/9/74). La posizione di Parise sull'incomunicabilità e sul rifiuto del principio d'autorità deriva direttamente dalla sua polemica anticonsumistica: una generazione che si è preoccupata soltanto della "sicurezza finanziaria" non si può lamentare se i figli non la rispettano. "L'autorità, quella che voi invocate senza avere, cioè il fascino personale e dunque familiare, quella che non si scorda, non si ottiene né con le Kawasaki né con nessun altro oggetto. Si ottiene con la simpatia ... Farsi amare e rispettare è un lavoro a cui certe volte è necessario dedicare più tempo, energia, fantasia ed entusiasmo che alla sicurezza finanziaria." (Padri e figli, 18/8/74). Ciò che un padre dovrebbe comunicare ai figli è, in fondo, il disinteresse: "Non ci vuol molto ad avere e dare un po' di grandezza: basta amare la vita più delle cose" (Ancora su padri e figli, 1/9/74). La lezione di Parise, padre mancato con forte vocazione pedagogica, è ancora una lezione di stile. IPERBOREA DAL NORD LA LUCE CcaNO()l.d>oonl CeesNooteboom Per ()lo,., Enguut PerOlovEnquist LEMONTAGNE PROCESSO DEIPAESIBASSI AHAMSUN pp.152•Lire18.000 pp.216· L. 24.000 Un'Olandaprimitiva La sceneggiatura e misteriosa,due dell'ultimofilmdi bellissimiillusionisti JanTroellpresentacircensi,e l'indimen• 10 al Festivaldi \leticabileTibur6n,nel neziadi quest'anno. nuovoraccontosulla Lefasidelprocesso realtàe l'illusione, checondannòilNosulvivere loscrive- belnorvegesein un lrla.fou.A re di CeesNoote• I~,\ librodi grandetcn• boom. sione umanità. Arto r,as,lmn• AnoPaasilinna HalldorLaxness ILBOSCO L'ONOREDELLA DELLEVOLPI CASA pp.240- L. 26.000 pp. 112- L. 16.000 Dell'imprevedibile e Raccontatacon irofantasioso autore niae umorismo,una dell'Anno de/111 le- 11 fiaba rovesciata", pre, ilnuovoroman- cherispettae ribalta zosempreambienta• glischemidelgeneIO nelleforestenor- re, completamente diche, in fugadal immersanelfolklore mondo,intotaleim- d'Islanda.Halld6r I~\ mersionenellanatu- I~\ Laxness è Nobelnel ralappone. 1955 Via Palestro, 22 - 20121 Milano - Tel. (02) 781458 Fax (02) 798919
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