Linea d'ombra - anno XIV - n. 117 - lug./ago. 1996

. SPECIALOERTESE . 13 FERMARE IL DESIDERIO LA"VISIONE"ELAREALTÀ Anna Maria Ortese ILMALEFREDDO Dichiarazioni raccolte da Goffredo Fofi Io sono una persona antipatica. Sono aliena, sono impresentabile. Sono esigente col mondo, non vorrei che le cose fossero come sono, ma conoscendo del mondo solo delle parti infime e dando giudizi che invece riguardano tutto, finisco per sembrare e per essere ingiusta, e così preferisco non parlare. Io sono in contraddizione continua con me stessa. Per questo quando mi si chiedono notizie su di me mi viene rabbia. I soli che possono amarmi sono coloro che soffrono. Se uno davvero soffre sa che nei miei libri può trovarsi. Solo persone così possono amarmi. Il mondo? Il mondo è una forza ignota, tremenda, brutale. Le creature belle che pure ci sono, noi le conosciamo poco, troppo poco. Non seguo la letteratura contemporanea, so poco di chi sono gli scrittori che valgono. Non conosco gli altri, degli altri paesi, e questo è sbagliato. E anche questo va messo sul conto dell'antipatia ... I poeti? Caproni. E naturalmente Montale: le sue poesie mi vengono incontro, c'è il Nord, c'è il freddo, certo, ma con una radice dolcissima. Mi piaceva molto Gozzano. Stevenson ha avuto un'influenza su di me? Sì, perché guardava tutto con gli occhi di un bambino, c'era il gioco della vita, i briganti, l'avventura ... Il "cattivo" dell'Isola del tesoro, il Capitano zoppo, non è, come ha detto qualcuno, il male odioso, puro, totale. Dove c'è divertimento, non può esserci il male assoluto, c'è il lato ingenuo del male, il lato infantile. Il male vero è l'industria, è il denaro. Il male è il freddo che essi provocano; se oggi ci fosse più calore, non ci sarebbe tutto questo male. Prima gli uomini avevano a disposizione elementi favolosi di realtà, oggi hanno voluto perderli: non c'è più la campagna, non ci sono gli animali ... resta solo il denaro, che chiede e impone un'altra natura, una natura artificiale. Una volta delle persone in cenci potevano sembrare vestite di tutto lo splendore della terra. Ho visto di recente in televisione il Pinocchio di Comencini: quanto freddo vero c'era in quegli anni, ma anche quanta libertà: un pezzo di legno, cioè niente, e si apriva il mondo della libertà ... Oggi tantissima gente al confronto sta benissimo, ma è come se avesse perduto ogni energia profonda, e come se avesse perduto la bellezza. Io ho avuto il vantaggio di una famiglia che mi lasciava libera di camminare e di leggere: sono state queste due possibilità a formarmi. Un tempo i giovani pensavano, avevano idee, non finiva tutto in attività organiche come è ora, non c'era un tempo libero da sciupare malamente come lo sciupano oggi. Una persona importante ha detto a proposito dei morti del sabato sera, dopo le discoteche, che bisognerebbe mettere nei pronti soccorsi del personale medico specializzato nel recupero immediato degli organi dei ragazzi morti negli incidenti di auto. Addirittura. Io sono stanca di vedere ricchi, gente che spende troppo per vestire, che vive nell'imitazione di gente ancora più ricca. L'oro, il denaro, hanno tutto questo spazio perché c'è la televisione, non potevano averlo senza le televisione. Il desiderio è diventato un veleno. Nessuno consiglia il distacco, nessuno consiglia a nessuno: "ferma il desiderio". Occorre fermare il desiderio. Invidio la libertà che c'era prima dell'industria. Se uno è soffocato da un peso, questi va aiutato a rimuoverlo. Siamo una famiglia, dobbiamo assumerci le responsabilità di una famiglia. Chi soffre deve essere aiutato subito. Dove questo non avviene, non posso considerarlo il mio mondo. Ognuno è responsabile della caduta degli altri, e deve pagare per loro. Siamo coinvolti non per una nostra colpa, ma come membri di una famiglia. Anche se ne fossimo i membri privi di colpa, abbiamo delle responsabilità. Jimmy Op, in Alonso e i visionari, vuole riparare. Il concetto centrale del libro è questo. Io non credo nella condanna, per esempio non credo nell'inferno. Non vado in chiesa dall'età di 14, 15 anni per l'orrore che mi fa l'idea dell 'inferno, della pena eterna ... Dove c'è il dolore bisogna toglierlo, e subito. C'è un ragazzo in America che aspetta da dieci anni il boia che gli dia la morte, che è condannato a morte, che vive nell'attesa. Sarebbe perfino meglio se lo ammazzassero, è orribile questa condanna all'attesa. Ma sarebbe meglio se lo liberassero. Chi è caduto va aiutato. Sia esso un verme, un dittatore, una creatura qualsiasi ... Bisogna aiutare il prossimo sempre. Ci sono tanti ragazzi colpiti da Aids, che cosa si fa per loro? Chi cade è invece il più disprezzato. Ancora e sempre: guai ai vinti! Si tolgano soldi alle spese dei ricchi, alle spese ricchissime. Quando c'è chi soffre, queste spese sono immorali. Il divertimento è immorale, quando gli altri soffrono. Bisogna stangare tutto ciò che è follia consumista, divertimento. Il divertimento è tempo rubato a chi ha bisogno di aiuto. Invece su queste cose nessu~o si arrabbia più, si lascia c01Tere.Non bisogna perdonare tutto. E per questo che io risulto antipatica e che mi sento antipatica, che non posso essere simpatica. Solo chi ce l'ha, sa davvero che cos'è il dolore. Sì, è vero, un qualche dolore, una qualche infelicità l'hanno tutti. E allora? Allora si tratta di aiutare tutti, di non dire mai di no a uno che ha bisogno di aiuto, di essere intimamente pronti ad aiutare, sempre. C'è anche il dolore della natura di cui tenere conto, che è immen-

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