POESIA 7 Giovanni Giudici POESIA INVECE DI UN'ALTRA* Cecidere Manus (A. Manzoni) I Su Giansiro dovresti Scrivere una poesia suggerisce Amico di fresca data Zeno chissà incuriosito Al tono in cui d'improvviso ne parlo Con la dolcezza che si deve ai trapassati Quando al sorriso muova un nominarli: I corrucci di Franco i candori di Vittorio ... Giansiro che abitava A un piano alto in Monte Napoleone Buon indirizzo e discrezione Se saliva una dama a visitarlo II Quieto fu il funerale una mattina Torrida come può Darsi in luglio a Milano in via Manzoni Quella nascosta chiesa e tra i dolenti L'umorista Novello Con altri pochi e buoni ... A brevi passi da Bagutta dove Ai tardi anni Sessanta Fui tuo solitario commensale: Mai spartire alla romana Uno soltanto sia a pagare Per rispetto dello stile Sempre in meno siamo a dire Di te che gran signore Sempre in meno con quale tenerezza In rovi di malizia ingenuo a ripensarti Fingere un tuo parlare con la lisca: Così a volte tentiamo Del vecchio Saba la nenia semita Di Eusebio il mondano ruminio ... Icone di stupito Novecento Al lampo di magnesio che voleva Fissarli si fanno in briciole Volti e maschere III Aristocrazia della letteratura ... Abito forse all'altro mondo? Io diventato cieco e sordo lo che di alcuni mi ricordo Che nessuno ricorda più Ben che non tutto fosse vero Quel che nel tempo era sepolto Dove non vige alcun pensiero E mute incalzano le voci Per impetrare ascolto Sul lungolago dalla spaider bianca Parlò brevi parole e subito via IV E io che avevo ambita Tutta un'altra poesia Inventare un frugarmi Con gli occhi dentro gli occhi Guardanti occhi e guardati Così fu che mi persi: Ma perché non una grazia di sillabe Inseguire che voli sulle labbra di tutti Rida ai cuori col canto li innamori? Sublime nulla in te mia lingua triste Da sempre amato Manus meae che cecidiste Nota La serra, 6-1 O febbraio 1996 *Per Giansiro Ferrata (1907-1986) dieci anni dopo Da Empie stelle, di prossima pubblicazione per Garzanti Giansiro Ferrata (Milano 1907-1986) si occupò di letteratura italiana e internazionale dell'Ottocento e del Novecento, collaborando a varie riviste: "Solaria" (della quale fu anche direttore), "Letteratura", "Corrente", e successivamente "Politecnico" e "Rinascita". Nel 1933 scrisse il romanzo Luisa. Traduttore di Hemingway e Henry James, fu direttore della collana "I Meridiani" di Mondadori. Alcuni saggi sono raccolti in Presentazioni e sentimenti critici (1967) e Prospettiva dell'Otto-Novecento (1978).
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