Linea d'ombra - anno XIV - n. 116 - giugno 1996

62 SU TASLIMANASRIN/RIAZ si pone pericolosamente al centro dell'attenzione, sottoponendosi alla critica e al giudizio pubblico laddove pubblico è sinonimo di maschile. Quindi, oltre a cosa si dice e a chi lo dice, in questo caso è importantissimo anche come viene detto. Ricostruendo e riformulando le esperienze di umiliazione, abuso e discriminazione proprie e di altre donne e inserendole in un contesto di vita quotidiana, la Nasrin inserisce l'identità personale (o sociale) nel più ampio contesto delle relazioni sociali. L'oppressione condivisa è quindi percepita come il risultato di una particolare e sistematica distribuzione disuguale di potere economico, sociale e politico. La Nasrin recupera e politicizza la materialità del quotidiano. Uno dei temi principali che la Nasrin affronta nelle sue opere è l'atteggiamento della religione nei confronti delle donne. In diverse occasioni la Nasrin cita il Corano e gli Hadith (insieme di detti, usanze o tradizioni di Maometto e dei suoi compagni), il Ramayana, il Mahabharata e altri testi sacri. Ritiene che sia l'islamismo sia l'induismo abbiano nei confronti delle donne un atteggiamento ingiusto. Per ovvie ragioni la Nasrin si sofferma più sull'Islam. Sono in molti a essere consapevoli tanto della complessità quanto del carattere controverso dell'argomento. Freda Hussain ha osservato: "Uno dei temi centrali di cui si discute nelle società musulmane è il ruolo delle donne nelle diverse sfere della vita sociale. La delicatezza di questo argomento sconfina nell'irrazionalità e non è quindi una sorpresa scoprire che le donne spesso sono state trattate come se la loro presenza rappresentasse un problema sociale nella loro stessa società. li problema comincia con la nascita di una figlia femmina, ancora malvista in molte società musulmane, e cresce con l'avvicinarsi della bambina ali' età della pubertà. I problemi sociali relativi al ruolo della donna in una società musulmana variano con le diverse fasi della sua vita. Alcuni insistono affinché la donna indossi il velo, riceva un'istruzione limitata, rimanga segregata dal sesso opposto e in generale venga preparata al suo ruolo di moglie e madre. Altri vogliono che si scelga una carriera professionale e contribuisca allo sviluppo del paese. Queste controversie si estendono a quasi tutti gli aspetti della vita delle donne musulmane e riguardano questioni complesse quali il matrimonio, il divorzio, l'istruzione, la poligamia, la verginità e la castità' 8 ." La Nasrin si inserisce in questo dibattito da un'altra prospettiva. Non si sofferma né vuole contribuire alla disputa accademica in corso su simili questioni, ma tenta di analizzare come la donna affronti le sacre scritture nella vita quotidiana. Secondo la Nasrin i testi sacri spesso rappresentano le donne come schiave . che meritano di essere trattate in questo modo. Per esempio, cita dal Corano la Sura Al lmran (verso 14) in cui le donne, i bambini, gli animali domestici e le proprietà terriere vengono descritti come beni transitori 1 9 • Cita la Sura Bakara (verso 223) dove si dice che "le mogli sono per gli uomini come un campo da arare: aratelo quando lo desiderate20 ." La Nasrin cita la Sura Nisa (verso 34) dove si afferma chiaramente che "gli uomini hanno sulle donne autorità per la preferenza che Allah ha concesso al maschio sulla femmina e a causa di ciò ch'essi hanno speso per loro delle sostanze proprie21 ." Nello stesso verso è scritto: "Temete l'infedeltà di alcune di esse? Ammonitele, relegatele sui loro giacigli in disparte, picchiatele22 ." In uno dei suoi articoli la Nasrin cita anche molti Hadith tra i quali uno in cui il profeta Maometto dice: "se un uomo chiede a sua moglie di congiungersi carnalmente, la moglie deve obbedire immediatamente, anche se è occupata in cucina23 ." Cita un altro Hadith dove si dice che "la donna non può evitare il letto del marito e se si nega a lui e il marito si adira con lei per questo, gli angeli le manderanno una maledizione fino all'alba 24." Cita anche un Hadith in cui si dice che un marito può picchiare la moglie per quattro ragioni: 1) se si rifiuta di andare dal marito quando le ordina di vestirsi e andare da lui; 2) se si rifiuta di concedersi al marito quando egli lo desidera; 3) se trascura il bagno e le preghiere obbligatorie; 4) se si reca a casa di qualcun altro senza il permesso del marito. Dopo molte di queste citazioni riguardanti il ruolo delle donne nella famiglia, Nasrin scrive che "anche se hanno accettato il peso della religione con la mente e con il corpo, non posso fare a meno di disprezzare quelle donne sciocche e sventurate25 ." È evidente che la Nasrin si astiene dall'interpretazione del Corano e degli Hadith. La Nasrin non solo attacca testi sacri come il Corano, i Veda e la Bibbia, ma anche e, cosa più importante, critica le interpretazioni popolari di questi testi in generale e del Corano in particolare. Nel Bangladesh è possibile trovare centinaia di libri sullo stile di vita islamico nelle librerie delle aree rurali, nelle stazioni e negli empori dei villaggi. Scritti prevalentemente da moulanas (sacerdoti islamici) non istruiti, questi libri contengono delle incoerenze rispetto ai testi sacri islamici, ma possono avere un' influenza anche maggiore dei testi originali, forse perché sono scritti nelle lingue locali e quindi sono più facilmente accessibili. Fra l'altro questi testi parlano della donna, del suo ruolo nella famiglia e di come l'uomo dovrebbe trattarla. Alcuni, per esempio il Muksedul momenin (sottotitolato La chiave per il paradiso) fornisce dei consigli alle donne per essere delle buone mogi i. Il messaggio fondamentale è che per essere una buona moglie bisogna vivere secondo i desideri del proprio marito ed essergli obbediente. Uno dei consigli, per esempio, è "fai in modo che tuo marito non sia in collera con te. Fai le cose come vuole tuo marito. Anche se tuo marito ti chiede di stare in piedi tutta la notte di fronte a lui con le mani legate, obbedisci. Dio e il Profeta saranno contenti di te26 ." Questi libri parlano sempre in termini di virtù o peccato, approvazione o collera di Dio. La Nasrin in molte occasioni ha espresso la propria condanna nei confronti di questi testi. Nonostante le sue opere abbiano a malapena raggiunto coloro che accettano passivamente questo genere di interpretazioni, le sue reazioni hanno invece infastidito quelli che scrivono e diffondono questo tipo di materiale, che sfortunatamente nel Bangladesh non sono pochi. Conclusioni Dall'analisi svolta emergono due conclusioni immediate. La prima è che il caso Taslima Nasrin è molto più complesso di quanto i media internazionali abbiano lasciato intendere. Spinti da una "nozione orientalista", i media occidentali hanno interpretato i fatti come un conflitto tra fede e ragione, tra religione e razionalità, tra fondamentalismo e laicismo. Questo non solo è servito ai loro scopi, ma è andato anche a vantaggio dei fondamentalisti. La seconda conclusione è che una lettura approfondita dell'opera della Nasrin è necessaria per confermare la predominanza nella società bengalese di silenzi costruiti. La Nasrin si è impegnata in una serie di dispute senza porsi all'interno dei confini prestabiliti. Che parli di religione o sessualità, del corpo o dei ruoli dei sessi, ha cercato di infrangere i silenzi socialmente costruiti e di portare in superficie questioni bandite dagli spazi concessi. Trasgredendo il silenzio socialmente costruito la Nasrin ha minacciato la certezza del sapere e l'ordine sociale stesso. La Nasrin ha ritagliato uno spazio. Il punto è: rimarrà vuoto?

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