Linea d'ombra - anno XIV - n. 116 - giugno 1996

Moli. FotoMikeGoldwoter/Network/G Neri. proclamandosi lei stessa "donna indecente" sfida la connotazione negativa del termine e tenta di dimostrare che chi dice la verità viene classificato come "indecente". La Nasrin non solo parla del corpo, ma più in paiticolare sostiene che le donne dovrebbero avere il controllo totale del proprio corpo, un'idea che può apparire alquanto strana in Bangladesh. È in quest'ottica che la Nasrin pone la domanda "se d'estate quando fa caldo mio fratello si può togliere la camicia, perché non posso farlo anch'io?" 13 • Questo non significa che lei voglia togliersi la camicetta, ma che nella società bengalese il corpo femminile è soggetto a severe restrizioni. È la società che decide cosa deve indossare una donna e di conseguenza è la società che decide come la donna deve trattare il proprio corpo. Non è forse vero che raggiunta una certa età alle ragazze viene detto di non indossare un certo tipo di vestiti e di non andare in certi posti? La Nasrin va oltre e tenta di sottoporre un altro tema all'attenzione pubblica. In uno dei suoi articoli si chiede perché è normale che uomini di sessanta o settanta anni sposino delle ragazze. Nonostante i giornali in Bangladesh riportino spesso notizie di ragazze nelle aree rurali costrette dai genitori a sposare uomini anziani, quasi nessuno analizza le cause di questo fenomeno. È considerata un'usanza normale e viene giustificata dal fatto che anche Maometto si sposò da anziano. La Nasrin, che è medico, sfida l'interpretazione comune e presenta una motivazione fisiologica. Secondo lei dipende dall'ingrossamento della prostata, un rischio a cui sono sottoposti tutti gli uomini oltre i cinquant'anni. L'ingrossamento della prostata aumenta l'impulso SU TASLIMANASRIN/RIAZ 61 sessuale ed è per questo che gli uomini anziani sposano delle ragazze molto giovani. Dopo un po' di tempo la libido diminuisce e l'uomo diviene impotente. Ma la ragazza, nel pieno della sua giovinezza, si trova ad affrontare una situazione per cui deve reprimere i propri istinti sessuali e dovrà vivere il resto della propria vita con desideri insoddisfatti. La Nasrin obietta che questo comportamento dell'anziano dovrebbe essere considerato dal punto di vista medico e quindi curato anziché essere normalmente accettato14. Qui la Nasrin affronta il tabù della sessualità. La sua posizione mi sembra molto vicina a quella di Foucault. Secondo quest'ultimo, la sessualità è meglio definita come la "serie di effetti prodotti nei corpi, nei comportamenti e nelle relazioni sociali" 15 • Parlare pubblicamente di sessualità e desiderio sessuale è molto vicino a un atto sovversivo. I punti fondamentali sono tre: l'argomento, chi lo tratta e come viene trattato. La Nasrin, essendo una donna, non è autorizzata dalla società a parlare di libido e sessualità. Farlo nel modo in cui lo ha fatto significa prendere apertamente posizione contro le complessità culturali e politiche e infrangere le barriere del dibattito pubblico socialmente accettate. I silenzi sulla sessualità sono stati costruiti e ribaditi per molto tempo, persino dalle stesse femministe del Bangladesh. Possiamo dire, usando le parole di Toni Morrison, che quelli che hanno parlato e scritto all'interno di determinate strategie di controllo le hanno confermate e quelli che hanno combattuto e continuano a combattere contro la discriminazione e le disuguaglianze hanno accettato i silenzi in nome del pragmatismo. I gruppi femministi del Bangladesh rientrano nella seconda categoria. La loro voce si è mantenuta in una posizione di equilibrio tra gli estremi, una posizione che si può definire razionale e pragmatica. Ciò ha portato alla creazione di piccoli spazi semiufficiali in cui ai movimenti d'opposizione è concesso di discutere di una parte di quei problemi, sempre all'ombra delle strutture dominanti. Per questi gruppi esisteva una distinzione netta tra amici e nemici, ma la Nasrin non era né un'amica né una nemica, bensì un'estranea. Come ha osservato Yao Souchou, "i nemici sono fondamentali e servono a dare il conforto della simmetria: senza nemici non possono esistere amici e gli amici esistono solo perché ci sono dei nemici oltre i confini dell'amicizia. Ma l'estraneo ci fa vedere quanto questa simmetria sia illusoria perché non è né amico né nemico, o può essere entrambi, rifiutando così il 'presuntuoso antagonismo del conflitto e della diversità' 16 [ ••• ] L'estraneo ha un valore distruttivo perché cavalca la contraddizione, come il nemico che vive nella nostra comunità. Infrangendo la linea netta di distinzione tra amici e nemici, l'estraneo minaccia la certezza della conoscenza e quindi l'ordine sociale stesso. 11 " Sono state le sue stesse mosse a rendere Nasrin un'estranea. Per quanto tempo ancora potrà esserlo? O, in altre parole, per quanto tempo le sarà concesso di essere un'estranea? Poiché non può essere recuperata come amica, deve diventare una nemica, persino per le femministe. Ecco cos'è successo ultimamente. Veniamo al terzo punto, come viene trattato l'argomento, ossia lo stile della Nasrin. La Nasrin predilige la prima persona. Fin qui niente di insolito, molti giornalisti usano la prima persona. Tuttavia, nel caso della Nasrin, questa scelta stilistica assume un significato particolare per i temi che affronta, quasi sempre l'oppressione, la molestia e argomenti simili. Dire "sono stata molestata" significa esporsi in prima persona. Nella società bengalese il comune buon senso suggerisce di rimanere distanti dai fatti spiacevoli, di mantenere il silenzio anche se quegli incidenti accadono a noi stessi. Identificandosi con fatti simili la Nasrin

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