diato alla scuola occidentale - per diventare medici, avvocati, professori universitari, letterati - e oggi indirizzano il continente verso la modernità, in funzione di ciò che hanno imparato, appunto, dall'Occidente. Qualcosa che hanno trovato soprattutto nei libri: per questo hanno la propensione a non servirsi dei modi di governo, dei saperi, delle conoscenze o anche delle cure mediche che appartengono invece alla società tradizionale. Al contrario, in tutti i paesi africani la maggioranza della popolazione è ancora analfabeta e perciò continua a essere orientata dalla sua identità tradizionale e preferisce, per esempio, curarsi utilizzando i metodi della farmacopea tradizionale. La medicina moderna non è ancora molto conosciuta e richiede ingenti risorse economiche per essere praticata in maniera adeguata. Io non sono affatto un partigiano dell'oscurantismo e del ritorno alla tradizione africana a tutti i costi, a scapito di quelle sono le conquiste della modernità apprese dall'Occidente, ma dico che gli africani che governano soltanto sulla base di quello che è stato il loro rapporto con l'Occidente devono fare uno sforzo per recuperare ciò che di buono anche la società tradizionale possedeva, per ritrovare la cultura e l'identità africana, conciliandola con la modernità. Io sostengo proprio questa doppia apertura: da una parte verso il progresso, la modernizzazione e l'Occidente, dall'altra verso la fedeltà all'identità africana. Ed è per questo che io dico che queste persone devono essere i guardiani: i guardiani di questo tempio. Se nel passato del!' Aji-ica c'è tanta rabbia, nostalgia e umiliazione, cosa di può immaginare per il suo futuro? Sono del tutto ottimista. Ma a due condizioni. La prima l'ho già espressa: bisogna conciliare l'apertura verso la modernità con la tradizione, considerando che le società tradizionali africane sono sempre state governate per mezzo della parola e del consenso. Non si risolvevano i problemi per conflitto o per eliminazione degli oppositori, ma attraverso la ricerca di una soluzione gradita ai più. Questa tradizione, che era alla base di ogni scelta nel campo della giustizia, del diritto e dell'economia, noi abbiamo tutto l'interesse a ritrovarla. Seconda condizione. È la necessità di andare verso l'unità e l'integrazione africana, perché i paesi nei quali viviamo oggi sono stati creati e concepiti, spesso attraverso la violenza, dai colonizzatori. Le frontiere sono irrazionali e non rispettano la divisione sul territorio di razze, usi e costumi. Le risorse, poi, non sono ben distribuite, perciò abbiamo bisogno di coordinare i nostri sforzi di collaborazione economica per disporre tutti di mezzi sufficienti. Il mondo è ormai dovunque sul punto di integrarsi. Gli europei si stanno federando, la stessa cosa hanno fatto da tempo nazioni potentissime, come gli Stati Uniti d'America, che sono proprio il frutto di un processo di decolonizzazione. Lei è vissuto un paio d'anni in Nigeria. Cosa ha provato apprendendo la notizia dell'impiccagione di Ken Sara Wiwa, lo scrittore che si batteva per la sopravvivenza del popolo degli Ogoni? I responsabili di questo assassinio hanno strangolato un'intelligenza, un'energia che si batteva incessantemente in difesa di chi oggi subisce gli effetti più disastrosi delle scelte folli operate dalla classe dirigente di quel paese. Penso che farebbero meglio a togliersi di mezzo al più presto, di spontanea volontà, in maniera ragion.evole, se non vogliono che sia il popolo nigeriano, tra non molto, a dar loro ciò che si meritano. Considerando il modo in cui sono condannati e riprovati dal mondo intero, rischiano di essere cacciati via con la violenza. 39 borealand associazioneper gli scambi culturali con i paesi nordici 1 ° Premio letterario "Sguardi sul Nord" L'associazione Borealand è nata nel 1993 a Milano per volontà di un gruppo di appassionati delle culture straordinariamente ricche di Finlandia, Danimarca, Islanda, Svezia e Norvegia. Borealand si propone di sviluppare la conoscenza della cultura dei paesi nordici in vari modi. Tra i progetti realizzati e da realizzare: conferenze, rassegne, mostre, spettacoli, concerti, proposta di itinerari culturali e percorsi natura nei paesi nordici e in Italia. Il premio letterario "Sguardi sul Nord" arricchisce e completa il messaggio culturale che si è voluto trasmettere attraverso il concorso fotografico che porta lo stessonome e che quest'anno è alla sua terza edizione. il concorso raccoglierà racconti inediti di viaggio o di immaginazione, che abbiano per tema i paesi del Nord Europa (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia) MODALITÀ: I racconti dovranno avere le seguenti caratteristiche: - Lunghezza max per racconto: dieci cartelle dattiloscritte (ca. 30 righe per 60 battute} - Numero max di opere ammese per autore: 2 - Numero copie richieste per opera: 5 - Termine max di presentazione delle opere: 20 settembre 1996 (data del timbro postale) - Se possibile, inviare l'opera anche su dischetto Per garantire l'anonimato fino alla decisione della giuria, in nessuna copia dattiloscritta dovranno comparire nome e cognome dell'autore, bensì un codice a scelta composto da tre lettere e tre numeri (per es. AST 952). Lo stessocodice dovrà essereapposto su una busta separata contenente dati anagrafici, indirizzo e numero telefonico dell'autore. Tuttele copie dei racconti dovranno essere contrassegnate dal medesimo codice. GIURIA: I racconti daranno valutati dalla seguente giuria: Renata Discacciati, consulente editoriale; Andrea Gibellini, scrittore; Giuseppe lannicelli, Borealand; Marta Morazzoni, scrittrice; Roberto Mussapi, poeta; Laura Ronza, Iperborea; Davide Rondoni, scrittore; Marco Zapparoli, editore Ledecisioni della giuria sono insindacabili e non sono ammessi ricorsi. Ogni autore è responsabile del contenuto delle opere inviate. PREMI: Il racconto giudicato migliore verrà pubblicato sulla rivista letteraria "Linea d'ombra" e su "Drakkar", periodico dell'associazione. I vincitori verranno premiati con libri offerti dalle case editrici Iperborea e Feltrinelli. l:' esito del concorso verrà reso noto entro la fine di novembre 1996. Sono previste la premiazione e la lettura del miglior racconto in data e luogo da destinarsi. L'indirizzo a cui inviare le opere è il seguente: Borealand - Premio letterario, Via Rembrandt, 69 - 20147 Milano NB: Leopere pervenutenon saranno resistuitepoiché saranno accuratamenteconservateed entraranno a far parte dell'archivio dell'Associazio· ne. Potrannoessereconsultatedai soci o da chi ne faccia richiesta. l:' e· ventuale utilizzo dei racconti in pubblicazioni culturali a cura dell'Asso· ciazione Borealand avverrà solo previa autorizzazione dell'autore che sarà citato nella pubblicazione stessa.L'Associazionenon avrà alcun obbligo di natura economica nei confronti dell'autore.
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