Linea d'ombra - anno XIV - n. 116 - giugno 1996

34 Mali.FatoMikeGoldwater/Network/GNeri. cosi voglia schiacciare la cultura berbera, oltre che vietandole l'ingresso nella scuola, mi si dice, perché introdurre l'insegnamento del berbero costerebbe troppo, anche a livello di usi ecostumi. Perché? Credo che sia innanzitutto una scelta politica. Prima dell'indipendenza, all'inizio del movimento nazionalista, i berberi erano a favore del!' arabizzazione e del! 'Islam, per constatare i progetti. Dall'indipendenza fino a ora c'è una forte presenza dei partiti del! 'opposizione e questa opposizione è politica più che religiosa e sono queste organizzazioni che hanno permesso ai giovani di militare in raggruppamento politico invece che religioso. Almeno fino a oggi. Questa visione può spiegare la crescita del 'integralismo algerino? Solo in una dimensione politica possiamo spiegare tutto questo. Anche in Marocco tutti i cambiamenti di dinastie sono avvenuti in base a reinterpretazioni più o meno differenti della stessa religione, questo è un elemento permanente anche negli altri paesi. In Iran è stato il punto di partenza per cambiare il regime dello scià, quindi è stato positivo. Quando i partiti moderni, ali'occidentale insomma, hanno fallito nella ricerca di canali per mobilitare la gente o per essere solamente vicino a essa, le organizzazioni religiose in Iran sono riuscite a trovare questo cammino ed è per questo che oggi sono lì. Questo non vuol dire che ci saranno per sempre, ci si può aspettare un cambiamento perché non è più possibile vivere isolati dal resto del mondo come lo sono loro e dei segnali già ci sono a giudicare da certe reazioni. In Algeria è a causa del partito unico, della repressione dell'Fln che è responsabile di molte atrocità. Questi religiosi preparavano da molti anni, già all'epoca di Boumedienne, le loro azioni politiche, hanno lavorato in modo sotterraneo, come in Egitto, e anche in Siria. In un articolo apparso su "liberation", lei ha parlato degli scrittori arabi e maghrebini e del loro modo di "scolpire la lingua attraverso l'ironia e la parodia. In questa prospettiva, lei aggiunge, "trovo che l'esperienza degli scrittori arabi e magrebini si sforzi, nelle sue caratteristiche generali, a liberare la vita: Dal giogo del colonialismo Dal 'influenza dello stato teocratico o del partito unico Dal/' egemonia della lingua autoritaria e del dogmatismo teologico. Per ognuno di questi elementi gli scrittori arabi hanno pagato e pagano ancora il prezzo della loro contestazione" .6 Possiamo parlare di questa contestazione e qual è il suo prezzo? Il prezzo è l'assassinio, la prigione eccetera. Ma quello che volevo dire è che quando si pensa ai trenta, quaranta anni di storia della scrittura e della letteratura, compresi gli altri paesi arabi, troviamo che fortunatamente, questa letteratura ha potuto esistere contro, molto spesso, la volontà dei regimi. In Algeria, ai tempi della colonializzazione francese, c'erano degli scrittori come Feraoun, Mammeri che hanno cominciato a scrivere nella

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