Linea d'ombra - anno XIV - n. 116 - giugno 1996

condo la Banca mondiale, quasi il 60 percento è analfabeta) resta ancora da stabilire; il "gioco del!' oblio" rende difficile liberare l'individuo da un potere malsano. Insomma, questa cultura nazionale deve essere ancora creata o ha soltanto bisogno che le si tolga il velo? È sempre da creare e da ricreare poiché non è mai stata realizzata. La cultura nazionale non la intendo come una identità fissa. Ogni cultura nazionale deve vivere nel divenire, nel cambiamento, con sempre nuove problematiche. Ma quello che è successo in Marocco e in altri paesi arabi dopo l'indipendenza, è un immobilismo politico e culturale allo stesso tempo, non si può separare l'uno dall'altro. È evidente che ci sono state esitazioni a livello dell'arabizzazione, dell'insegnamento, dell'uguaglianza delle possibilità per i cittadini francesi del 1930. Da allora il movimento nazionalista non si è evoluto e non ha mai ripensato la questione, siano tutti musulmani e arabi e questo è tutto. Ma nei fatti la cultura berbera è viva, e anche diversificata su varie regioni e c'è gente isolata proprio perché non parla arabo, e questo silenzio è stato appoggiato dal regime politico. Si fanno passare dei notiziari in berbero alla radio o qualche canzone, ma non si permette di insegnare il berbero se non ali 'università per facilitare il compito di ricercatori, geografi e storici. Ormai tutti gli intellettuali sono d'accordo sulla necessità di una piena integrazione della cultura berbera, ma se si cerca di sfruttare questo per tentare di rifiutare tutta la cultura araba, questa è una posizione politica che non sarà accettata. Non si può rifiutare una cultura che dura da secoli, che raggruppa milioni di marocchini noidonne ' e... ► un appuntamento al mese con informazioni notizie e riflessioni raccolte e scelte con gli occhi delle donne ► un laboratorio di giornalismo femminile che dura da 50 anni coN noidonne l~çlaria UNPERIODICO DILIBRIEPERCORSI DILETTURA IN EDICOLA I PRIMI DEL MESE E IN ABBONAMENTO PER INFORMAZIONI TELEFONA AL 33 per una lingua che è ancora tutta da rinnovare. Bisogna quindi distinguere questi due aspetti. Mi può spiegare il rapporto che esiste o che secondo lei dovrebbe esistere, tra il processo di arabizzazione e gli AI Khwan, gli integralisti? Bisogna essere chiari. Per il Marocco l'arabizzazione non era legata a un progetto musulmano di Al Khwan. Avevamo solo delle tendenze islamiche che non costituivano l'elemento essenziale nel movimento nazionalista o nei partiti di opposizione dopo l'indipendenza. L'opposizione marocchina di sinistra era tutta arabizzante, o quasi, più aperta alla cultura occidentale e al mondo attuale. La produzione letteraria e scientifica in lingua araba ha fatto molti progressi con un arabo che non ha niente a che vedere con l'arabo tradizionale reazionario. Allora lei esclude l'ipotesi che l' arabizzazione abbia potuto favorire la crescita degli integralisti? Lo stesso rapporto con la lingua esiste tra tendenze diverse: il rapporto del regime, che si considera responsabile dell'Islam e della lingua sacra, è lo stesso rapporto dei partiti politici che difendono l'arabizzazione, perché è un patto necessario per la sovranità e la modernizzazione, ed è lo stesso rapporto per gli islamisti che reinterpretano il Corano per perseguire i loro scopi. Vorrei ritornare su una questione che mi interessa molto: le culture marginali e marginalizzate. A me sembra che in MarocA chi si abbona per l'anno 1996, Lapis offre tre combinazioni nel vostro interesse Americaoggi un milionedi donne nere in marcia memorienon autorizzatedalla I abbonamento con 1 libro in regalo ex - Iugoslavia lire 40.000 JsabelleHuppert 2 abbonamenti con 2 libri in regalo mcontra lire 70.000 invece di lire 80.000 NathalieSarraute Abbonamento comulativo con Il paese delle donne e 1 libro in regalo lire 90.000 invece di lire 110.000 Modalitàdi pagamento: O assegnonon trasferibile intestatoa La Tartarugaedizioni O e/e postale n° 2400 I 208 intestatoa La Tartarugaedizioni via FilippoTurati 38 20I21 Milano di frontealla cultura del dolore il male inutile LaTartarugaedizioni via FilippoTurati38-20121Milano te!. 02 6555036- fax02 653007

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