30 Anche i suoi libri sono stati vietati, vero? Messaouda è ancora vietato e il secondo romanzo è in circolazione in Marocco solo da poco tempo, anche se le librerie non possono esporlo ben in vista nelle vetrine. L'ultimo non è stato vietato solo perché, penso, ha ricevuto un premio. Come spiega la contraddizione tra la volontà confessata di occidentalizzazione e soprattutto di apertura ali' Europa e la difesa, talvolta accanita, di certi costumi che non fanno che rallentare il processo di democratizzazione? Siamo conosciuti per essere un paese di contraddizioni. Gli uomini di potere marocchini, amano vivere nelle contraddizioni. Non credo sia tanto la religione che ostacoli l'evoluzione del Marocco e dei paesi arabi, non sono le tradizioni, ma lo spirito dell'uomo. Il Corano non vieta alle donne di guidare l'auto, ma sono gli uomini che traggono dai testi religiosi delle leggi che corrispondono al loro spirito e, poiché il loro spirito è molto stretto, fanno una lettura molto stretta del Corano e delle leggi musulmane. Una lettura progressista potrebbe dare luogo a una religione molto più aperta. La contraddizione nasce, insomma, dallo sfasamento tra la modernizzazione, esempio le antenne paraboliche, le auto, i palazzi e tutto il resto, e una condotta arcaica. Il tema generale di Le solei/ des obscurs è proprio come l'individuo pensa e come le sue azioni traducono i suoi pensieri. Generalmente le sue azioni traducono l'esatto contrario di ciò che pensa. Nei suoi romanzi ho notato una presenza notevole di muri, muri che in un modo o nell'altro circondano la vita dei suoi personaggi. Sono una rappresentazione simbolica della vita dei marocchini di oggi, o è soltanto una mia interpretazione? Già, è vero; anche nel romanzo che sto scrivendo adesso c'è un muro, è posto di fronte al narratore, coperto di umidità e ci sono dei personaggi e poi si trasforma ... è un muro vivente! Sono forse muri che abbiamo costruito noi nella nostra memoria perché la tradizione, i genitori, l'educazione hanno costruito all'interno di noi stessi delle barriere insuperabili: non bisogna fare questo, non bisogna dire quello, non si deve, non si può e mai, invece, bisogna fare. Questi muri li ho ricostruiti nei miei romanzi per dare al lettore la sensazione di essere rinchiuso, affinché tenti di distruggerli. E anche i muri che circondano le donne in schemi, ruoli o situazioni per esempio, si dissolvono quando prendono la parola per dire che non ne possono più e esplodono in rabbia e grida contro gli uomini. È la presa di coscienza dell'essere rinchiusi che permette di uscire fuori. È la parola che distrugge il muro. "Da un lato la forza e l'ingiustizia, dall'altro l'ipocrisia e l'astuzia". Così lei diversifica il mondo maschile e quello femminile. Ma potranno mai incontrarsi un giorno in libertà e chiarezza o il loro rapporto non può esistere ali' interno di un conflitto di genere, maschile/femminile? Fino a oggi il rapporto uomo/donna è sempre stato essenzialmente conflittuale e c'è bisogno ancora di moltissimo tempo per passare a un altro tipo di rapporto. Non è un rapporto maschio/femmina, ma un rapporto di potere, di forza: stabilire chi è il più forte. Non è quindi tanto un problema di sesso ma di classi sociali e di separazione tra le classi. Se passeggi per la città ti rendi conto che non c'è uno spazio, nemmeno uno, riservato ai bambini dove poter giocare o essere liberi. Niente: non si pensa ai bambini. Ci sono i ricchi da una parte e i poveri dall'altra, i medici in un posto e gli avvocati in un altro e tutti si sposano tra loro formando una specie di ghetto. Per esempio, c'è la cooperativa degli insegnanti e tutti gli insegnanti abitano lì e per gli avvocati è lo stesso. Non c'è quindi soltanto un problema di relazione tra i sessi: certo, anche questo esiste, ma è un problema di potere, di separazione tra classi e di discriminazione che ne deriva rinchiudendo la gente in ruoli, mestieri e sfere geografiche. Questo è molto pericoloso per l'evoluzione della mentalità della gente. Quando si rinchiudono degli insegnanti tra di loro non c'è evoluzione. Si creano dei muri, no? Sì certamente, sono muri di Le solei/ des obscurs e anche dei bastioni, dei muri reali tra le persone. Mi parla un po' dei suoi maestri e dei suoi autori preferiti? I miei maestri ... non so. I miei autori preferiti sono quelli che riescono ad avere uno sguardo obiettivo sul Marocco. I miei maestri sono quelli che riescono a insegnarmi qualcosa. Parecchi anni erano passati dalla mia partenza da Azrou. Altri ricordi avevano rimpiazzato gli antichi, ma nessuna amicizia aveva preso il posto di quelle che avevo lasciato dietro di me. Collezionavo visi come francobolli. Malgrado me stesso, malgrado tutto, restavo attaccato a quei visi come incrostati nella pietra, impressi nell'infanzia. La nostalgia delle tue alte montagne, dei tuoi vicoli stretti e polverosi d'estate e fangosi d'inverno, dell'odore del tuo fieno e della tua erba, della tua gente vittima del silenzio della notte ... mi richiamava verso te. Io ti immaginavo nei miei momenti di solitudine, ma non avevo la forza di venire fino a te; poiché la ferita non era completamente rimarginata. Avevo paura di non riconoscere più in te la piccola oscura città della mia infanzia. Paura di vederci entrambi cambiati. Il tempo è traditore, dicono. Sapevo, malgrado l'amore che ti portavo, che niente sarebbe stato come prima. Il mio sguardo non era più lo stesso. Anche tu lo sapevi. Mi avresti perdonato di averti giudicata, di averti tradita e di averti consegnata nuda agli stranieri? Io dovevo farlo per continuare a vivere. Ma sono sempre tuo figlio. Tu avevi asciugato le mie lacrime, avevi medicato le mie ferite, mi avevi consolato, mi avevi permesso di crescere e di accettare l'insolenza delle parole vicino a tanto odio e a tanta violenza. Note I) Le solei/ des obscurs, Ed. Du Seui I, 1992, p. 126. 2) Messaouda, Ed. Du Seui I, 1983, Prix littéraire des radio libres I984. È il primo romanzo di Serhane ed è dedicato alla sua primissima infanzia. 3) Les enfants des rues étroites, Ed. Du Seui!, 1986. Storia à rebours di un'amicizia nata dalla povertà dei vicoli del Marocco, tr. it / ragazzi dei vicoli stretti, Theoria, Roma-Napoli.
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