24 te/lo" .3 Lei crede che in Occidente le minoranze siano più rispettate che nel cosiddetto Terzo mondo? Ultimamente abbiamo assistito a massicce distruzioni di minoranze, come per esempio i Tutsi che condannavano gli Hutu• alla schiavitù, o anche in Bosnia Erzegovina, dove quel massacro permanente viene chiamato "pulizia etnica" e che consiste semplicemente in una guerra di religione continua. Abbiamo già vissuto un esempio di questo genere in Libano e ce ne siamo favorevolmente sbarazzati. Ma oggi nessuno alza il dito in Europa per cercare di porre fine a questa guerra balcanica etnica, interetnica e crudele. In Messico nessuno alza il dito per il povero Indio che è stato spossessato della sua terra. Dunque è lo stesso ovunque? No, nel Marocco al momento abbiamo un re che controlla perfettamente la situazione e che è credibile. In Una vita, un sogno, un popolo sempre errante lei dice: "Vivere su una terra in perpetuo movimento, agitata, freddissima malgrado il sole sontuoso che la riscalda quasi tutto l'anno e tuttavia morire afuoco lento, vedersi rifiutata la parola, gli attrezzi, i frutti di questa terra che si ama e per la quale si suda dal!' alba al tramonto, ecco ciò che subisce il mio popolo da molto tempo, ecco perché manifesta la sua collera solare così spesso" .5 La collera solare è quella che non uccide pur manifestandosi con la rabbia del fuoco e delle pietre?6 La collera solare è ecologica. Stiamo distruggendo il pianeta, Rwanda,profughietnia tutsi.FotoLuigiBoldelli/Contrasto gli uomini fanno le guerre; le industrie inquinano; le armi parlano e tutti tacciono. Non c'è più un profeta capace di dire no. Non ce n'è più di Gandhi. La sua era è finita, l'era dei profeti è finita. Questa è la terribile era del pentimento. Ma nel suo primo romanzo, Agadir' pubblicato nel /967, cioè undici anni prima, lei aveva descritto le stesse sommosse in termini di "collera forsennata". Era il duro clima politico di quegli anni che richiedeva un'espressione forte o era il furore di vivere di un "Revolte" che l'aveva già spinto a lasciare, lei giovanissimo, casa,famiglia e città per congiungersi al suo popolo e tuffarsi nella vita reale? Ciò che trovo di interessante in questa domanda è che si tratta di una visione del mondo e non del mio popolo. All'epoca in cui ho scritto Una vita, un sogno ..., vivevo in Francia e il mio popolo era la rappresentazione totale dei popoli del mondo, della specie umana, se vuole. Per "mio popolo" io intendo la specie umana, non il Marocco né gli altri paesi. Presumevo che ci sarebbe stato qualche cosa, chiamiamola premonizione. In Una vita, un sogno ... lei parla di "alcoolismo volontario" dicendo precisamente "Sì, io bevo per dare scacco a queste religioni di cui il mondo porta ancora oggi gli stracci sordidi" .8 Mi può spiegare perché? È piuttosto un simbolo. Quando mi si vieta qualcosa, allora io la faccio. Sono contro gli ordini dittatoriali, ecco perché ho detto questo ali' epoca.
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