Linea d'ombra - anno XIV - n. 116 - giugno 1996

ma per Bowles sarà una biografia nella quale parlerò anche di me e di altri che non sono coinvolti nella sua vita. Ma il soggetto è Paul Bowles o Tangeri? Il soggetto è la vita di Tangeri ma attraverso Bowles, sua moglie, gli amici ecc. Ma è vero che lei è l'editore di se stesso? Sì, tutte le edizioni tranne una, la prima raccolta di racconti. Perché lo fa? Perché gli editori sono dei ladri e in più sono io che stabilisco il prezzo e il mio è sempre più basso, è un prezzo minimo. Sembra che lei sia, tra gli scrittori marocchini e anche di altri paesi, tra i pochi che riescono a vivere facendo lo scrittore a tempo pieno. Ma non sono ricco. Come la maggior parte di quelli che sono tradotti in altre lingue, ricevo i diritti d'autore. Dunque è con le traduzioni che si guadagna? Anche con quello che pubblico qui. Con Il tempo degli errori ho fatto due edizioni e ho guadagnato più o meno il corrispondente di dodici-tredici milioni di lire. Quanto basta per vivere un paio d'anni in Marocco. Ma no, non sono ricco. Mohammed Khair-Eddine 2 a seguito del cancro che lo sta lentamente spegnendo, è alloggiato e curato in un grande albergo di Rabat a spese del re. Cosa ne pensa? È un bel gesto, il minimo che si potesse fare per un grande creatore. Non è molto conosciuto, ma la sua scrittura è molto profonda. So che tra gli autori marocchini è molto amato, vero? È amato non soltanto per ciò che scrive ma anche per la sua personalità. È un uomo che tiene molto alla sua creazione, non commercializza, come fanno gli altri, i suoi scritti. Non scrive per piacere agli altri. Quali sono i suoi autori italiani preferiti? Ho letto la maggior parte dei libri di Moravia che ho conosciuto qui a Tangeri circa dieci anni fa con Dacia Maraini. Per me è il più importante autore moderno. Non ne conosco altri. Lei crede che la cultura italiana sia conosciuta in Marocco? Moravia sì, il resto no. E Calvino? Sì, un po', ma Moravia resta il più grande. Che cosa bisognerebbe fare per avere migliori risultati, visto che i centri culturali, che dovrebbero essere degli avamposti per la diffusione della cultura, versano in gravi difficoltà,finanziarie e organizzative? Traduzioni penso ... ma non ci sono molti traduttori dall'italiano ali' arabo. Note 1) Il tempo degli errori, Theoria, Roma-Napoli 1993, cit. p. 135. 2) Mohammed Khair-Eddine autore berbero. Scrive in francese e pubblica per Du Seui I. Tra i suoi romanzi: Agadir; Unavie, un reve, unpeuple, toujours·errants;Légende et vie d'Agoun' chich. 23 Popoli Con Mohamed Khair-Eddine L'ho incontrato, a casa sua, ali' hotel Safir di Rabat. Cinque stelle, tra i più chic. Grande atrio, scale, corridoi, ascensori, gente che passeggia. Una grande fontana al centro di un ampio e luminosissimo cortile interno con un colonnato tutt'intorno. E maioliche alle pareti e sulle colonne e sui muri e poi mosaici policromi e pavimenti a intarsio. Busso. Un uomo alto, pelosissimo e panciuto, con un largo sorriso,folti baffi spruzzati di bianco e una sigaretta tra le dita. Poi un altro uomo, piccolo, con un vestito blu leggermente abbondante. La faccia è sorridente e la capigliatura tipica di chi lotta contro il cancro. "Lui è il maestro, mi dice quello alto e peloso, io sono solo un uomo politico, mi chiamo Ibrahim ... " Eccomi al cospetto del "revolte", di colui che non ha mai avuto paura di nessuno e che ha gridato con tutto il suo furore la propria verità. Una verità che quasi mai combaciava con quella degli altri, soprattutto quella del potere. È lui il poeta amato dal!' intellighensia marocchina. Ma chi sarà mail' altro? Non posso crederci, lei al Safir! Sì, è un bel po' che vivo qui. Ma perché? Voglio dire come mai? Perché mi sento meglio qui che altrove e poi perché sua maestà Hassan II, che Dio l'abbia in gloria, paga tutto questo. Il re in persona le paga questa splendida suite? Non soltanto questo, ma anche tutte le cure. Capisco. Si è reso conto del!' importanza di Khair-Eddine nel panorama della letteratura marocchina? È a lui che bisogna chiederlo. Lui conosce il valore di ogni cosa, qui come altrove. È lui che ha fatto in modo che ci fossero dei colloqui per la pace in questo brutto mondo. Lei è un berbero 1 e, come tutti i berberi, rivendica le sue origini. Ma in che cosa, oggi, un berbero è differente dagli altri? Per il suo comportamento, come del resto ognuno può esserlo in questa società. Ma, in definitiva, un berbero non è mai stato differente dagli altri. All'epoca c'erano piuttosto delle tribù che guerreggiavano tra loro. Oggi la società non necessita di attribuzioni societarie, nel senso letterale e sociologico, ma di una struttura sociale con un carattere ben difficile da ottenere e che possiamo definire in termini semplici, un movimento politico democratico costante. Ma ci sono degli atteggiamenti che contraddistinguono un berbero? Certe specificità esistono fin nei più piccoli angoli del quartiere. Le attribuzioni possono esistere anche in un palazzo, lo sappiamo tutti. La realtà oggi non può che riassumersi in questo: in una società determinata ci sono delle differenziazioni che possono divenire arricchenti solo essendo convergenti. Driss Chraibi 2 in La mère du printemps è ritornato a parlare del!' identità berbera e ha dedicato il romanzo al "... fiume, ai berberi e ai palestinesi, ai celti, agli occitani, alle popolazioni dette primitive, a tutte le minoranze che, tutto sommato, sono la più grande maggioranza del nostro mondo e di cui io sono i/fra-

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