Linea d'ombra - anno XIV - n. 115 - maggio 1996

S8 Avvolti in spire di nebbia, vi vedo tutti lassù in cima insieme a Formoso, l'asino, che raglia come una pompa senz'acqua ed 'un tratto la smette - così semplicemente tutti in piedi, immobili, sguardi fissi nella nebbia e nello spazio. O la sera, quando scendete in silenzio, salvo gli zoccoli dell'asino, ali' oscuro chiarore della luna, e il cavallo o Formoso dietro arrancano. Fluttuano tra di noi alcune soffici, grandi, azzurrine, pigre falene, le meduse del!' aria ... Una toppa sull'altra, tua moglie ti tiene coperto. Ha cucito e ricucito (uomo salvato è mezzo avvisato) i tuoi pantaloni azzurro intenso col filo bianco, e in questi giorni il bianco prevale sull'azzurro. Dipingi - il cielo sa perché - FotoGisèleFreund/G Neri. l'esterno delle falde e del cocuzzolo del cappello di paglia. Forse per riflettere il sole? O forse quando eri piccolo tua madre ti disse: "Manuelzinho, una cosa: ricordati sempre di dipingere il cappello di paglia". Per qualche tempo uno era d'oro, ma l'oro andò via, come fosse placcato. Un altro era verde intenso. Con scarsa cortesia ti chiamavo il Ragazzo Clorofilla. Gli ospiti trovavano che era buffo. Me ne scuso ora e qui. Tu uomo sciocco, inerme, ti amo come posso, credo. O forse no? Mi tolgo il cappello, non dipinto e figurato, davanti a te. Di nuovo ti prometto di provare. Riprodotto in "Linea d'ombra" n. 34

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