Linea d'ombra - anno XIV - n. 115 - maggio 1996

Il fiorire dei sogni MANUELZINHO Elizabeth Bishop Traduzione di Bianca Tarozzi Elizabeth Bishop ( 1911-1979), estrosa e ironica, è stata tra le figure più rappresentative della poesia americana del secondo dopoguerra. Le sue liriche rivelano l'influsso di Marianne Moore: Nord e Sud (1946), Poesie ( I955), Problemi di viaggio ( 1968), Tutte le poesie (1968), Geografia lii (1977). (Brasile. Parla un'amica del!' autore) Per metà abusivo, per metà affittuario (non paghi affitto) - una specie di eredità; bianco, sulla trentina, dovresti rifornirmi di verdure, ma non lo fai; o non vuoi; o non puoi permettere che quell'idea ti entri in testa - il peggior giardiniere del mondo dai tempi di Caino Scoscesi in alto sopra di me, i tuoi giardini sono una gioia per gli occhi. Metti fianco a fianco le aiuole dei cavoli d'argento coi garofani rossi, e la lattuga si mescola ali' alyssum. Sì, ma poi arrivano fo1miche mangiafoglie, piove per un'intera settimana e tutto è nuovamente una rovina; compro altri semi, a libbre, garantiti, importati, e alla fine mi porti una mistica carota a tre gambe, e una zucca "più grande di un bambino". Ti osservo attraverso la pioggia trotterellare leggero, a piedi nudi, per i ripidi sentieri che hai scavato - o che han scavato tuo padre o tuo nonno - per tutta la mia proprietà, testa e schiena dentro una borsa di tela tutta fradicia e mi pare di non poterlo sopportare un minuto di più; ma poi in casa, vicino alla stufa, continuo a leggere un libro. Mi rubi i fili del telefono, o qualcuno li ruba. Fai morir di fame il tuo cavallo e te stesso i tuoi cani e la tua famiglia. Tra varietà infinite di verdure mangi gambi di cavoli bolliti. E una volta ti gridai così forte di sbrigarti a portarmi le patate che il tuo cappello bucato saltò in aria, nel trasalire eri finito fuori dagli zoccoli lasciando tre oggetti disposti a triangolo ai miei piedi, come tu fossi il giardiniere di una favola che alla parola "patate" svanisce per riprendere il lavoro di principe fatato in qualche luogo. Succedono le cose più strane, solo a te. La tua mucca mangia "erba velenosa" e cade morta sul colpo. Agli altri non succede. E poi muore tuo padre, un vecchio straordinario con un cappello di velluto nero, e baffi come ali spiegate di un gabbiano. La famiglia si riunisce, ma tu no, tu non credi che sia morto! Lo guardo. E freddo. Lo seppelliscono oggi. Ma tu la sai lunga, "Non credo che sia morto" Ti dò i quattrini per il funerale e tu noleggi un autobus per gli entusiasti convenuti in lutto e così devo darti altri quattrini e mi tocca sentirti dire che preghi per me ogni sera! E poi torni di nuovo tirando su col naso, tutto un brivido, il cappello in mano, la faccia ansiosa come il pugno di un bambino pieno di fiordalisi e di violette bianche, imprevidente come l'alba, e una volta di più ordino una puntura di penicillina giù in farmacia, oppure ancora una bottiglia di Elettrico Sciroppo per Bambini. O, bruscamente, vieni a sistemare quelli che noi chiamiamo i nostri "conti" con due vecchi quaderni - uno ha dei fiori in copertina, l'altro un cammello. Confusione immediata. Ti sei dimenticato i decimali. Le tue colonne barcollano colme di zeri come favi. Sussurri come un cospiratore; si arriva a cifre di milioni. Libri dei conti? Sono Libri dei Sogni. Insieme in cucina sognamo che i miti erediteranno la terra - o parecchi acri della mia. Con sporte blu zucchero sulla testa, i tuoi bambini ti portano la colazione e schizzano via intorno a me come piccole talpe in superficie, o si accucciano dietro i cespugli come se avessi il fucile spianato! - Impossibile diventare amici, sebbene ciascuno afferri subito un'arancia o una caramella. 57

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