Linea d'ombra - anno XIV - n. 115 - maggio 1996

so scoltatore forzandola a offrire la propria adesione, insinuandovi convinzione e certezza. E subito, come sempre, la sua mente eccitata convoca, richiama, seleziona, riunisce tutto ciò che possiede di più abile, di più allenato, di più adatto per cogliere quel che le si lancia ... Un'idea ... l'afferra per un lembo ... Ma che le succede? Le sfugge come se si tirasse indietro ... quasi come un effetto boomerang, ritorna al suo punto di partenza ... eccola, laggiù, ritrova il suo elemento, si anima, diventa un essere vivente, si contorce come un serpente, si arrotola, s'intreccia su se stessa, si dimena e si disarticola come un uomo preda del ballo di San Vito, ondeggia liberamente, con vanità, si coccola, si accarezza, fa delle moine ... è impossibile afferrarla, gioca a nascondino, si rintana nei dedali e si perde nei meandri ... E poi ritorna, di nuovo si tende, si propone, si offre, vuole imporsi ... Un'idea adorna delle forme richieste e che si presenta come si conviene. Le parole che la rivedi pronunciarle? ... Si ha quasi voglia di forzarlo ... che lo faccia, dunque, che osi ... al posto suo noi lo faremmo ... Lo faremmo? ... Davvero? siamo sinceri ... Oseremmo? ... ci è già successo di farlo?... Abbiamo mai osato, nelle sue stesse condizioni, interrompere bruscamente? ... Avete mai osato pronunciare queste parole, avete mai detto: "Non capisco"? ... Su, ammettete che vi trovavate in situazioni diverse, allora eravate un esaminatore e interrompevate il balbettio confuso di un candidato. Eravate insieme con un compagno un po' stanco o pigro, nella noncuranza che nasce da una grande intesa, da un'uguaglianza perfetta .. che poteva succedervi? Ma qui, ora, i rischi li conoscete bene. Se egli a un tratto parla, io già tremo e mi contraggo ... se parla a chi gli parla e dice con un tono sicuro e pieno di dignità: "Non capisco ..." non ditemi che non sapete quel che allora può succedere ... e che non vi siete mai chiesti che cosa trattiene tutti coloro, così numerosi, la cui mente, a ogni istante, si trasforma in stono, tranne qualche felice inversione e qualche incrinatura, sono disposte nel1 'ordine richiesto dalla ragione, adempiono correttamente la loro funzione ... sostantivi, aggettivi, pronomi e verbi si accordano docilmente, le preposizioni e le congiunzioni collegano e mediano docilmente ... Un segnale. Non un'invocazione di soccorso. Là dove un campo devastato, ricoperto di cadaveri, coloro che si arrendono in massa, abbandonano le armi e rinunciano ai propri diritti ... coloro che, docilmente, si lasciano ridurre in schiavitù ... coloro che bramano la protezione di un padrone ... Ma di cosa hanno così tanta paura se non tentano neppure di difendere la propria indipendenza e dignità, dicendo solo: "Non capisco"? sono nessun ' Ma quando si spezza questa costruzione, apparentemente solida, e vi si penetra, ci si accorge che è solo una facciata come quelle dei famosi villaggi che Potemkin faceva erigere al passaggio della Grande Caterina ... dietro ci sono solo rovine disabitate, terreni incolti, erbacce ... soccorso e Sembra proprio che chi sta lì, seduto sulla panchina, non sia "della razza dei martiri e degli eroi", come si dice, e io, certo, non sono di quelli che scaglierebbero la prima pietra. Come gli abitanti delle città conquistate che ornano i loro balconi di insegne e stendardi per mostrare la resa, così egli manifesta sul viso, negli occhi, la comprensione, l'adesione ... C'è il sospetto che quella panchina, in quel giardino ombroso, sia un luogo oscuro di torture, di Ma mentre le parole si susseguono ininterrottamente riaffiora la sensazione di un'idea che sta lì ... corre da una parola all'altra della frase, come un furetto ... par di vederla, sarà qui, in questa parola che va e viene più spesso delle altre ... insistiapossibile. Sapete bene come me di che si tratta ... Ecco perché è a voi che lo dico: /eh sterbe. mo, l'afferriamo, l'imprigioniamo e l'esaminiamo ... Ma, ce1to, il suo significato non era, non poteva essere quello che scorgevamo ali 'inizio. Ha un altro significato, eccolo, è questo, proprio questo ... basterà inocularglielo e, di nuovo piena, rianimata erimessa in moto, potrà collegarsi alle altre parole, unirsi a loro, si rafforzeranno a vicenda e, finalmente, grazie a loro, il ragionamento, l'idea ... ma a contatto con le altre, come se i loro significati fossero incompatibili e si distruggessero, quella si svuota, si accascia ... e anche le altre, come questa, ricadono, svuotate di significato. Continuamente arrivano nuove parole e subito si sfaldano ... Colui nel quale si depositano queste parole, ha l'impressione, allora, che la sua mente sia una terra ingrata da cui emanano esalazioni asfissianti, un campo disseminato di parole inerti ... E noi che ascoltiamo accanto a lui, anche noi, terre sterili e desolate come lui, sprigionando vapori mortali ... ricoperti di parole vuote, immersi, come lui, nella notte, senza capire bene quel che succede ... e se fosse un distacco della retina? ... noi che perdiamo l'equilibrio a ogni frase, come accade su quelle scale dei luna-park i cui gradini mobili si spalancano e si allontanano ... noi, ostinatamente, e siamo fatti tutti così, conserviamo un po' di speranza ... E se colui a cui sono destinate quelle parole, a un tratto, d'improvviso ... ne bastano poche di parole ... Ma avrà il coraggio tradimenti abietti ... Ma, a un tratto, com'è possibile? con una voce perfettamente calma, ecco che pronuncia quelle parole: "Non capisco". Non capisco". Dunque ha osato. Ha corso questo rischio enorme, e non solo per lui. Se l'altro tace e gli lancia uno sguardo di commiserazione e di sorpresa, che lo allontanerà dolcemente e lo sospingerà nelle tenebre, se si fascia di silenzio, solo per ricuperare i propri tesori, le proprie parole risplendenti e per rinchiuderle, inaccessibili per sempre, in un forziere di cui non rivelerà la combinazione, allora chi si è rivelato indegno di tanta ricchezza, e io, e noi tutti, indegni come lui, si ridurrà, ci ridurremo, a vagare nostalgicamente, diseredati per sempre, e indigenti. Oppure ... e ciò spaventa altrettanto le anime sensibili ... un "Non capisco", lanciato lì con una invincibile sicurezza, ridurrà l'altro al silenzio, brutalmente, ed egli perderà la parola ... Forse si vedrà che tenta di ritrovarla maldestramente, balbettando, incespicando ... Ma no, resterà privo della parola ... gli è stata tolta... il "Non capisco" l'ha sottratta al suo potere. L'aveva deviata, catturata, sequestrata ... guardate che cosa ne aveva fatto: un povero corpo nudo, gonfio per mancanza di cibo ... Avete visto quale uso ha osato farne, in che modo l'ha piegata ai suoi bisogni perversi e l'ha ridotta a puro strumento per corrompere, truffare, terrorizzare, sottomettere, opprimere ... Ma quel che sta accadendo ora, può far credere che si tratti

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